La mano di Costantino

La mano di Costantino è il frammento in bronzo ricomposto di una grande statua che raffigurava l’imperatore romano.

La mano di Costantino, 330 d.C. circa, fusione in bronzo, misure. Roma, Musei Capitolini

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Interpretazioni e simbologia de La mano di Costantino

La mano di Costantino è il titolo dato a un grande frammento scultoreo di un’opera perduta che raffigurava l’imperatore romano Costantino. La grande statua è definita colosso proprio per le sue enormi dimensioni.

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La mano si trova a Roma esposta presso i Musei Capitolini insieme alla sfera stretta dalla mano. Il frammento di un dito che appartiene alla mano è di proprietà del Museo del Louvre di Parigi. Sempre a Roma è conservata anche la testa dell’imperatore Costantino e la sfera che l’imperatore stringeva nella mano.

Le prime documentazioni scritte che riguardano i frammenti della statua di Costantino risalgono alla metà del 1100 (XII secolo) e al tempo si trovavano in Laterano. In seguito altri autori hanno documentato i resti e ne hanno tentato una descrizione. La loro monumentalità ha fatto pensare ai commentatori medievali e rinascimentali che si potesse trattare del colosso del Sole che le cronache indicavano presente accanto all’anfiteatro flavio, il Colosseo.

Feliciano Felice, nel 1465, realizzò un disegno con la mano e il globo e la testa. L’artista riprodusse al centro anche la Statua equestre di Marco Aurelio che, fino al 1538, fu esposta in Laterano. Nel 1471 papa Sisto IV donò i bronzi del Laterano al Popolo Romano e  la testa trovò poi sede sotto i portici del Palazzo dei Conservatori. Il documento che ricorda la mano ancora integra risale agli anni Trenta del Cinquecento.

Alcuni disegni realizzati successivamente a questi anni ritraggono la mano già separata dalla sfera e priva delle due falangi superiori dell’indice. Gli storici ipotizzano quindi che il frammento conservato al Louvre sia passato nel mercato dell’antiquariato proprio a metà del Cinquecento. Le falangi ricomparvero nel mercato dell’arte nella prima metà dell’Ottocento come parte della collezione del Marchese Campana.

Nel 1860 il frammento in bronzo del dito giunse a Parigi. Faceva parte della collezione del marchese Giampietro Campana e insieme a molte altre sue opere, il frammento diventò parte della collezione del museo di Parigi. Il romano Giampietro Campana fu un protagonista del collezionismo dell’Ottocento.

La mano attualmente è incompleta e presenta parti mancanti in corrispondenza del dito indice, del medio, dell’anulare e del palmo.

La storia dell’opera La mano di Costantino

La mano di Costantino risale all’incirca al 330 d.C. circa,

Nel maggio del 2018 gli storici hanno messo in relazione il frammento del dito conservato al Museo del Louvre di Parigi con la mano custodita presso i Musei Capitolini di Roma. I tecnici coordinati da Françoise Gaultier e da Claudio Parisi Presicce hanno confrontato una riproduzione in 3D del dito di Parigi. I restauratori hanno così potuto realizzare un calco in vetroresina delle falangi mancanti  che è stato aggiunto alla mano permettendo una sua parziale ricostruzione.

Nel 2021 quindi è stato possibile riproporre al pubblico le due parti integrate in occasione di una loro esposizione che si è tenuta a Roma presso nell’Esedra del Marco Aurelio dei Musei Capitolini. La mano ricomposta è stata esposta quindi insieme alla collezione Campana in occasione di due importanti mostre: Un rêve d’Italie. La collection du marquis Campana, al Museo del Louvre, e A Dream of Italy. The Marquis Campana Collection, all’Ermitage di San Pietroburgo.

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La tecnica

Il frammento della mano del colosso in bronzo dell’imperatore Costantino è una fusione in bronzo.

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Bibliografia

  • Patrick Schollmeyer, La scultura romana, Apeiron Editori, 2007, Collana: Prospettive di storia dell’arte, ISBN-10: 8885978541 ISBN-13: 978-8885978546
  • P. Liverani, U. Santamaria, Diversamente bianco. La policromia della scultura romana, Quasar, 2014, ISBN-10: 8871405579 ISBN-13: 978-8871405575

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 24 gennaio 2022.

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