Augusto Pontefice Massimo

Augusto Pontefice Massimo è una statua di età augustea che ritrae il primo Imperatore di Roma in veste di Pontifex Maximus.

Augusto Pontefice Massimo, I secolo d.C., marmo, altezza 207 cm. Roma, Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo

Indice

Descrizione di Augusto Pontefice Massimo

Augusto è in piedi e indossa un velo che copre la sua testa e cade sul corpo creando un fitto panneggio. Le braccia sono in parte mancanti.

Interpretazioni e simbologia del ritratto di Augusto Pontefice Massimo

Augusto di via Labicana è anche detto Augusto Pontefice Massimo. Augusto di via Labicana prende il nome dal luogo di ritrovamento, il Colle Oppio appunto in via Labicana a Roma.

L’opera rappresenta la più importante testimonianza dell’Imperatore Augusto in tarda età tra le altre trovate a Roma. Il capite velato cioè il velo che copre il corpo e la nuca di Augusto segnalano la sua funzione di Pontifex Maximus la statua presenta il braccio destro spezzato che probabilmente reggeva una patera. Si tratta di un piatto utilizzate durante il rituale per lo spargimento del vino durante un sacrificio. Augusto inoltre indossa ai piedi i calcei patricii, indossati anche dai sacerdoti durante i sacrifici. Accanto a sé porta poi una capsa che era un contenitore destinato agli atti pubblici.

Pontifex Maximus. Augusto Pontefice Massimo

Il Pontefice Massimo cioè Pontifex Maximus era una carica religiosa romana. Questa figura nacque nell’epoca antica di Roma ed era legata alla costruzione del Pons sublicius. Si tratta del ponte più antico di Roma che cavalcava il Tevere un po’ più a valle dell’isola Tiberina. Le popolazioni dell’antica Roma consideravano molto importante questo ponte. Infatti curavano attentamente la sua manutenzione e in relazione ad essa nacque un antico e potente sacerdozio chiamato il Pontifex.

Pontifex Maximus era la carica massima, anche se era di tipo rappresentativo, alla quale poteva aspirare un religioso romano. Fu istituita da Numa Pompilio. Inizialmente solo i Patrizi Romani potevano aspirare a tale titolo. Nel 254 avanti Cristo però Tiberio Coruncanio, politico romano e figlio di un plebeo diventò Pontefice Massimo.

Il Pontefice Massimo sedeva sulla sedia curule e era a capo di un collegio di sacerdoti detti Pontefici. Il gruppo presiedeva alla sorveglianza e governava il culto religioso. Inoltre comandava 30 littori curiati. Questi soldati non portavano i fasces quando avevano compiti religiosi e scortavano gli animali destinati agli altari sacrificali. Inoltre nominava Le vestali, i Flamini e il rex sacrorum. Inoltre esercitava la consacratio, cioè la Consacrazione del tempio ad una particolare divinità. Era anche responsabile dei Fasti e compilava annualmente la tabula dealbata e gli annales pontificum . Interpretava poi i Mores e collaborava alla emanazione della lex regia con il rex.

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto nacque a Roma il 23 settembre del 63 avanti Cristo e morì a Nola il 19 agosto del 14 dopo Cristo. Il suo nome di nascita fu Gaio Ottaviano Turino (Gaius Octavius Thurinus), diventò Augustus il 16 gennaio del 27 avanti Cristo ad opera del Senato Romano. Gaio Giulio Cesare fu il suo padre adottivo. Gaio Ottavio e la seconda moglie, Azia maggiore, furono i suoi genitori naturali. Augusto ebbe come successore il figlio adottivo Tiberio, secondo Imperatore di Roma.

Questa carica lo definiva così il più autorevole fra i politici di Roma. Assunse così il nome ufficiale di Imperator César divi Filius Augustus. Il 6 marzo del 12 avanti Cristo, Augusto venne eletto Pontifex Maximus La carica era stata fino a quel momento vacante a causa della morte di Marco Emilio Lepido nel 13 avanti Cristo. Questi era diventato Pontefice Massimo in modo irregolare su acclamazione imposta da Antonio.

Assumendo la carica di Pontefice Massimo, Augusto si candidò ad essere un fondatore di un Optimus status cioè uno stato stabile e in pace fondato sulle più antiche tradizioni romane. Infatti Augusto non soppresse l’antica aristocrazia ma integrò l’alta società romana con il ceto degli uomini d’affari, dei funzionari e l’ordine equestre. Augusto si servì di questi membri per controllare le attività delle varie componenti della cittadinanza di Roma.

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Augusto Pontefice Massimo o Augusto di via Labicana è conservato presso il Museo Nazionale Romano ospitato presso Palazzo Massimo a Roma in Italia.

La storia dell’opera Augusto Pontefice Massimo

La statua ospitata presso Palazzo Massimo è una copia di età tiberiana del Ritratto di Augusto realizzato probabilmente alla fine del I secolo avanti Cristo o all’inizio del I secolo dopo Cristo. Gli storici fanno risalire l’opera a quella data grazie al volto emaciato di Augusto e quindi probabilmente corrispondente a quello degli ultimi anni della sua esistenza. Il volto infatti mostra i segni della malattia.

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Lo stile del dipinto Augusto Pontefice Massimo

La statua che ritrae Augusto in abiti da Pontefice Massimo risale all’età augustea. Si tratta di una statua a tutto tondo nella quale predominano i panneggi grafici e sinuosi della veste che ricopre Augusto.

La statua presenta le caratteristiche dell’originale dell’età augustea cioè è una esecuzione fredda e accademica. Questa caratteristica si nota soprattutto sul volto dell’Imperatore che assume un’apparenza distaccata e spirituale. Tale effetto è dovuto l’influenza sull’arte romana dell’arte classica greca. I sinus della toga cioè le ampie curve panneggiate assunte dal tessuto creano un effetto decorativo e superficiale e annullano l’effetto volumetrico della scultura che in qualche punto appare appiattita.

La tecnica

Augusto Pontefice Massimo è una statua in marmo alta circa 207 cm. La testa di questa statua fu realizzata a parte probabilmente da uno scultore specializzato.

La luce sulla scultura

La superficie chiara del marmo riflette in gran parte la luce che illumina la scultura e alleggerisce le ombre. Si creano comunque fitti chiaroscuri tra i panneggi della toga e del velo che copre Augusto Pontefice Massimo.

Rapporto con lo spazio

La scultura è stante e non mostra alcun accenno di interazione con altre figure. Inoltre il viso leggermente rivolto alla destra dell’Imperatore crea un distacco dall’osservatore. La figura dell’Imperatore è quindi isolata nello spazio e assume una dimensione atemporale.

La struttura

La scultura trova una solida base di appoggio nella massa di marmo che descrive la gamba e il piede sinistri e la capsa poggiata sulla base. Il piede destro poggia solo per la metà anteriore ed è in parte sollevato.

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Bibliografia

  • Patrick Schollmeyer, La scultura romana, Apeiron Editori, 2007, Collana: Prospettive di storia dell’arte, ISBN-10: 8885978541 ISBN-13: 978-8885978546
  • P. Liverani, U. Santamaria, Diversamente bianco. La policromia della scultura romana, Quasar, 2014, ISBN-10: 8871405579 ISBN-13: 978-8871405575

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 21 dicembre 2020.

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