Ritratto di Carlo V a cavallo di Tiziano Vecellio

Tiziano fu un artista molto apprezzato presso le corti europee. Il Ritratto di Carlo V a cavallo dopo la battaglia di Mühlberg testimonia quando la sua fama di ritrattista giunse in vetta al potere dell’epoca.

Tiziano, Ritratto di Carlo V a cavallo, 1548, olio su tela, cm 335 x 283. Madrid, Museo del Prado

Carlo V al centro dal paesaggio dipinto come un monumento equestre

Al centro del prato, in primo piano, Carlo V posa per un ritratto equestre. Il cavallo nervoso e bardato a parata, viene trattenuto dal deciso sovrano che posa fiero nella sua armatura. Intorno, un paesaggio agreste fa da sfondo al ritratto. In primo piano il prato che si allunga sul fondo. Mentre, a sinistra, alle spalle di Carlo V, la foresta fitta di alberi. Poi, a destra, sullo sfondo un brano di paesaggio assolato e, infine, il cielo con un bagliore che illumina le nubi.

Lo stile

Tiziano fu un maestro della luce e il suo tonalismo sacrifica il disegno e le masse a favore dei contrasti di colore. In questo caso le figure sono messe in risalto soprattutto da contrasti di chiarezza, infatti, il cavallo scuro risalta contro lo sfondo chiaro. Al contrario, l’armatura lucente di Carlo V si staglia contro gli alberi scuri e tendenti al bruno del paesaggio.

Il colore e l’illuminazione del Ritratto di Carlo V a cavallo

Carlo V è in sella ad un cavallo scuro bardato con un mantello rosso acceso. La sua armatura dorata riflette e viene illuminata dalla luce calda che proviene dal fondo del paesaggio. Le bardature del cavallo in oro e rosso quelle presenti sull’elmo di Carlo V. Il paesaggio è dipinto con toni tendenti al verde scuro. Il cielo, poi, è illuminato da bagliori dorati molto accesi, soprattutto in corrispondenza dell’orizzonte.

 

Lo spazio nel Ritratto di Carlo V a cavallo

Lo spazio geometrico non viene descritto da alcuna architettura quindi sono gli indicatori di profondità a creare le distanze e a suggerire la profondità del paesaggio. Il primo piano è occupato interamente dal cavallo e dalla lancia che traversa il quadro, lambendo i due bordi da destra a sinistra. Il paesaggio, a sinistra procede in profondità attraverso la diminuzione della grandezza degli alberi. A destra l’albero lontano e il prato sono dipinti di fronte alle montagne lontane realizzate con l’utilizzo della prospettiva aerea.

La composizione e l’inquadratura

Tiziano Vecellio dipinse il Ritratto di Carlo V a cavallo all’interno di un formato rettangolare che incornicia interamente la figura del sovrano. Intorno a lui, infatti, il paesaggio si sviluppa a destra e a sinistra. In primo piano è raffigurato Carlo V a cavallo e, sullo sfondo in diversi piani progressivi l’ambiente naturale. L’impianto del dipinto è centrale e le diagonali si incrociano in corrispondenza della sella del cavallo. La simmetria centrale corre lungo la figura di Carlo V, lungo la sua gamba che scende sulla staffa. La direttrice compositiva segue il profilo e lo sguardo di Carlo V e dal il colore più chiaro verso destra. Il ritratto, così, si carica di potenziale movimento, trattenuto, però, dalla simmetria centrale.

Tiziano, il ritrattista delle corti europee

Tiziano Vecellio è considerato dagli storici dell’arte il Michelangelo del Nord Italia. Infatti, nella Venezia del Cinquecento furono in molti a subire le sue influenze culturali e artistiche. Amante della vita e dei piaceri, Tiziano, fu un assiduo frequentatore del potere laico e religioso della sua epoca. Realizzò ritratti di papi, dogi e sovrani e dipinse opere di grande sensualità come la Venere.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Tiziano Vecellio, Ritratto di Carlo V a cavallo, sul sito del Museo del Prado di Madrid.