Angelus di Millet. I ricordi di un giovane contadino diventano capolavori di realismo

Jean Francois Millet fece il contadino fino all’età di ventuno anni. I suoi ricordi ispirarono alcuni dei suoi dipinti come Angelus.

Jean Francois Millet, Angelus, 1858, olio su tela, cm 55,5 x 66. Parigi, Musée d’Orsay

Il dipinto Angelus di Millet ci ricorda di rispettare la terra e di entrare in sintonia spirituale con la natura

Il contenuto realista dei dipinti di Jean Francois Millet costò all’artista accuse di essere un rivoluzionario. Infatti, i soggetti preferiti da Millet erano i poveri contadini impegnati nel faticoso e duro lavoro dei campi. Nell’Europa in piena espansione industriale raccontare le fatiche e le disgrazie della povera gente era una scelta considerata politica. Sebbene il realismo assunse una componente di denuncia sociale, i dipinti di Millet, secondo le intenzioni dichiarate dell’artista, nascevano da altre intenzioni espressive. L’artista lavorò i campi fino all’età di 21 anni e non dimenticò le suggestioni nate dal contatto con la terra.

Angelus di Millet celebra il momento della giornata nel quale si ricorda l’annunciazione da parte dell’Arcangelo Gabriele a Maria

Angelus di Millet ricorda un momento quotidiano vissuto nei campi con la nonna. I due contadini si trovano nel campo per raccogliere patate. Poi, al suono della campana del villaggio i contadini interrompono il lavoro per recitare la preghiera dell’Angelus. Questo momento venne dipinto da Millet e diventa una dichiarazione poetica della sua pittura. Angelus di Jean Francois Millet mette in scena una natura vissuta in rapporto al sentimento religioso. I contadini lavorano la terra e vivono questo momento in modo spirituale. Angelus di Millet si può considerare una dichiarazione di etica spirituale universale. Sono, infatti, molte le religioni che chiedono di interagire con la natura attraverso un filtro spirituale nel rispetto degli altri esseri e della madre terra.

Il colore. Al tramonto rintocca la campana per Angelus di Millet

Il colore predominante nell’intero dipinto è caldo e tendente al bruno. In primo piano viene messo in risalto il colore della terra e della vegetazione di un verde sicurissimo e tendente al marrone. È il colore del cielo che illumina con riflessi arancioni e tenui tutta la scena che pone in controluce i due contadini in primo piano. Il cielo diventa protagonista e ricorda le tele di Constable che Millet è gli altri artisti riuniti a Barbizon ammiravano molto. È, infatti, attraverso i colori caldi e diffusi tra le nubi del tramonto, che si diffonde la spiritualità di Angelus di Jean Francois Millet.

I colori terrosi degli abiti dei contadini li avvicinano alla terra. I protagonisti sembrano fondersi con il paesaggio e diventano esseri in completa sintonia fisica e spirituale con la natura che li circonda e li nutre. Nel loro inchinarsi durante la preghiera si coglie un profondo rispetto per la terra che coltivano.

Lo stile del dipinto Angelus di Jean Francois Millet

I colori sono stesi sulla tela con pennellate materiche e non sfumate. La pasta colorata non raggiunge la corposità dei quadri di Van Gogh, sebbene è visibile del colore non diluito. Le tinte sono accostate in netto contrasto, soprattutto sulla vegetazione. In questo caso una singola pennellata rappresenta una parte del vegetale. Le figure sono maggiormente chiaroscurate e levigate. Il cielo è reso con pennellate brevi e veloci di colore accostato e diluito.

Lo spazio rappresentato in Angelus di Millet è un paesaggio che si perde all’orizzonte

In primo piano vi sono, a sinistra, un giovane contadino e, a destra, una donna, raccolti in preghiera. Ai loro piedi una cesta con alcuni ortaggi. Dietro di loro una carriola con due sacchi. A sinistra un tridente piantato nel terreno dal ragazzo che ha interrotto il lavoro per la preghiera. Lo spazio occupato dall’azione è rappresentato dai pochi metri, in profondità della scena dei due contadini con i loro attrezzi. Millet ha dipinto uno gruppo formale molto ristretto, sovrapponendo le forme e i personaggi per creare il minimo senso di profondità. Il tridente e il cesto in primo piano, poi I contadini in secondo e, infine, la carriola dietro di loro. Il campo si estende fino all’orizzonte dove si vede appena la sagoma sbiadita, dalla prospettiva aerea, del campanile e delle case.

La composizione. Una inquadratura dal basso per creare un monumento al lavoro nei campi in sintonia con la natura

La composizione è molto semplice, ma efficace. In centro, disposti si metricamente rispetto all’asse verticale, vi sono i due contadini. Uniti da un asse trasversale, sempre disposti simmetricamente, vi sono il tridente e la carriola. Personaggi e attrezzi formano un intreccio molto stretto che, simbolicamente, rappresenta bene lo stretto rapporto tra contadini e i loro strumenti di lavoro. Il campo crea una serie di linee orizzontali che guidano l’occhio dell’osservatore verso l’orizzonte.

Il cielo occupa un terzo dell’intero dipinto e illumina il paesaggio senza incombere sui personaggi. Anzi, i contadini sono dipinti da una prospettiva leggermente bassa che li rende monumentali. Questo punto di vista giustifica anche la grande area orizzontale che il campo occupa in profondità. In conclusione si può considerare Angelus di Millet un monumento ecologista ante litteram.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Jean Francois Millet, Angelus, sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.