Il vagone di terza classe di Honoré Daumier. La realtà della povera gente descritta da un grande caricaturista

Honoré Daumier dipinse il viaggio di una famiglia di poveri francesi tra i borghesi indifferenti ne Il vagone di terza classe.

Honoré Daumier, Il vagone di terza classe, 1862, olio su canapa, cm 64,4 X 90,2. New York, Metropolitan Museum of Art

La realtà che Honoré Daumier volle rappresentate era la dura esistenza del popolo

La modernità stava emergendo nella seconda metà dell’Ottocento in Europa. Honoré Daumier, però, non era interessato a celebrare le innovazioni tecnologiche che non favorivano le classi più umili. Il vagone di terza classe non fu, quindi, bene accolto dall’ambiente ufficiale della cultura, vicino alle classi dominanti. Venne contestata, infatti, la scelta di Daumier di raccontare il disagio dei viaggiatori di terza classe. Il mondo della politica e degli affari preferiva, ovviamente, immagini che mettessero in evidenza il treno come simbolo di progresso e del loro successo. Daumier dipinse opere come Il vagone di terza classe per trasmettere il suo messaggio ad una vasta platea sociale. Il suo scopo fu quello di realizzare una denuncia sociale a favore delle classi più disagiate. Un altro artista molto sensibile alla vita dei contadini fu Jean-François Millet.

Il gruppetto di familiari viaggia isolato dall’indifferenza dai borghesi

Nel tardo Ottocento alcuni artisti, soprattutto in Francia, dipingono la vita del popolo. Il loro soggetto principale diventa la vita dei contadini e dei lavoratori delle nascenti metropoli industriali. Daumier adattò il suo talento di caricaturista per caratterizzare i suoi personaggi e renderli molto espressivi. I volti e le figure del Il Vagone di terza classe sono ripassati da una linea nera di contorno molto scura. Il chiaroscuro utilizzato per dare volume alle forme è costruito con ombre molto profonde.

In primo piano sono seduti due viaggiatori, probabilmente una famiglia. La giovane madre allatta un neonato al seno. L’anziana donna, con il capo coperto da un cappuccio e indosso un mantello, sembra guardare nel vuoto. Sulle gambe ha un cesto sul quale poggia le mani. I colori sono bruni e tendenti all’ocra nelle parti chiare. L’abito dell’uomo è verde, unico colore presente in dialogo con ocra e marrone. Accanto a loro, sulla destra, dorme un figlio adolescente, completamente in ombra.

Il colore. Un viaggio monocromatico per la famiglia triste e senza speranza

Dietro alla famiglia si trova una folla di viaggiatori. Alcuni borghesi si identificano dal cilindro. Vi sono donne e uomini. L’interno de Il Vagone di terza classe è scuro e di colore marrone scuro. Dalle finestre entra una luce giallognola che illumina debolmente le figure. La stessa luce, forse anche mistica, mette in risalto i personaggi in primo piano.  La figura della madre che allatta il bambino sembra una moderna Maternità laica. I colori usati, nella versione ad olio sono più elaborati ma il cromatismo generale non varia di molto. Il modellato è maggiormente curato e i volumi più definiti. Qualche particolare è stato più definito come il ragazzo dormiente sulla destra.

Lo spazio affollato del Vagone di terza classe

Lo spazio dentro il vagone è affollato e sembra di percepire il senso di oppressione di un ambiente ristretto. I borghesi voltano le spalle ai poveri popolani in primo piano e non si curano di loro. Daumier ha creato una netta separazione tra lo spazio occupato dalla famiglia, in primo piano e dai passeggeri più abbienti. Questi ultimi, infatti, sono in secondo piano e sembrano occupare spazi migliori. Inoltre, anche il clima emotivo è decisamente diverso. In primo piano sembra aleggiare un senso di impotenza e di tristezza senza speranza. Nello spazio posteriore, invece, i passeggeri conversano animatamente e sembrano vivere una dimensione sociale appagante. La profondità viene suggerita da Daumier sovrapponendo i volti su tre piani successivi. I finestrini, con la loro fuga prospettica creano lo spazio interno del vagone insieme alle parti visibili dei sedili in legno.

La composizione del Vagone di terza classe di Honoré Daumier

La composizione pone al centro geometrico la donna anziana, la vera protagonista del dipinto. La donna, infatti, è la figura di maggiori proporzioni e con la sua espressione seria e dolente rappresenta il focus emotivo della composizione. I personaggi, già in primo piano, sono allineati in modo obliquo, non perfettamente frontale. Questa inquadratura permette di dare maggiore dinamicità al dipinto e di raffigurare la fiancata del Il Vagone di terza classe con i finestrini in fuga prospettica. A partire dal lato sinistro del dipinto, si forma un triangolo compositivo che procede verso destra. Le linee prospettiche convergono sulla guancia del borghese di destra e coincidono con il triangolo che corrisponde alla zona maggiormente illuminata.

Approfondimenti sul Vagone di terza classe di Honoré Daumier

L’opera esposta al Metropolitan Museum of Art di New York è un disegno colorato e quadrettato per essere riportato tela. La versione dipinta ad olio, del 1862-1864, di cm 65×90, si trova alla National Gallery di Ottawa. Esiste un acquerello sempre del 1864, conservato nel Walters Art Museum di Baltimore. Fu Courbet a comprendere la capacità di Daumier di raffigurare le condizioni della gente comune. Fu, infatti, l’artista, maestro del realismo, a spingere Daumier verso la pittura.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Honoré Daumier, Il vagone di terza classe, sul sito del Metropolitan Museum of Art di New York.