Nave di schiavi di William Turner. La denuncia dipinta da un convinto antischiavista

William Turner dipinse Nave di schiavi per denunciare un fatto di 50 anni prima che costò la vita a 132 africani.

William Turner, Nave di schiavi, 1840, olio su tela, cm 91 x 122. Boston, Museum of Fine Arts

La Nave di schiavi di William Turner si allontana abbandonando 132 uomini in mare

Nel dipinto di William Turner, La nave di schiavi, si intravede solamente. Si sta allontanando nel tramonto denso di nubi. I flutti si richiudono dietro di essa e sugli schiavi gettati in mare. Sulla scia della nave si affollano i pesci che divorano i resti umani. La Nave di schiavi testimonia un grave fatto avvenuto alla fine del Settecento. Un negriero in rotta verso la Giamaica fece gettare in mare 132 africani. Gli uomini furono annegati in catene perché le scorte di acqua e viveri erano scarse. William Turner fu un convinto antischiavista deciso a contrastare la tratta che esisteva ancora negli Stati Uniti.

Il colore. Turbini cromatici e pennellate sovrapposte

Il colore del dipinto risulta da una stratificazione di pennellate rapide e materiche. I colori, infatti, non sembrano diluiti ma posti sulla tela in modo diretto. I colori sono molto luminosi e brillano grazie a contrasti di complementari e di chiarezza. I rosa contrastano con i verdi e gli arancioni con i blu. Il tramonto è intriso di rosso che allude al sangue versato dagli schiavi e alle loro sofferenze. La tempesta è un espediente ambientale per suscitare emozioni. Turner, infatti, utilizzava questo meccanismo per attivare una risposta emotiva dell’osservatore. Turner, nato a Londra nel 1775, si dedicò, inizialmente all’illustrazione per poi passare all’acquerello.

Lo spazio luminoso del dipinto antischiavista di William Turner

Come in molti dipinti di William Turner la luce è protagonista. La trama pittorica crea sempre nuovi effetti luminosi. Lo spazio fisico non viene, quindi, rappresentato in modo chiaro e geometrico. La prospettiva lineare è sacrificata al posto di quella aerea. Le dimensioni relative allo spazio nel quale avviene la scena sono suggerite dalle interazioni cromatiche. Il mare, il cielo e la Nave di schiavi sono individuabili attraverso masse di colori. Le forme vengono suggerite più che disegnate. Questa tecnica viene considerata un anticipo della costruzione formale impressionista. Nel 1819 Turner viaggiò in Italia. Visitò Venezia, Roma e Napoli. Le atmosfere delle città italiane lo ispirarono ad intraprendere una ricerca luministica.

La composizione del dipinto La nave di schiavi

La composizione de la Nave di schiavi è molto dinamica come avviene di solito nei dipinti di William Turner. Le diagonali del dipinto si incrociano, più o meno, in prossimità del sole all’orizzonte. Il dipinto è diviso tra cielo e mare da una linea obliqua che ci proietta dentro la scena. Chi osserva potrebbe, così, trovarsi su di una seconda nave in balia della tempesta. La linea obliqua dell’orizzonte, infatti, indica la nostra posizione instabile a causa del rollio della nave dalla quale si osserva la terribile scena. In primo piano si trovano i corpi degli schiavi, tra le onde e preda di pesci. Turner ha, sapientemente, dato maggiore rilievo ai protagonisti della sua opera di denuncia. La nave dello schiavista è ormai lontana. Il battello risulta, ormai, essere quasi una componente del paesaggio. Questo distacco aumenta il senso del criminale abbandono del quale il capitano fu colpevole.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di William Turner, Nave di schiavi, sul sito del Museum of Fine Arts di Boston.