Il cammino, Meudon di Albert Gleizes

Il cammino, Meudon di Albert Gleizes ritrae un paesaggio collinare nel quale si intravede la chiesa della Paroisse de Saint-Cloud.

Albert Gleizes, Il cammino, Meudon (Le chemin (Meudon)), 1911, olio su tela, 146,4 x 114,4 cm. Collezione privata

Indice

Descrizione de Il cammino, Meudon di Albert Gleizes

Nel dipinto di Albert Gleizes, una figura umana procede salendo all’interno di un paesaggio collinare. Nell’immagine si colgono alberi, edifici, una chiesa, un ponte e colline sullo sfondo.

Interpretazioni e simbologia de Il cammino, Meudon di Albert Gleizes

Il ponte che si vede nel dipinto traversa la Senna, il fiume francese che bagna Parigi. Invece, il paese che si intravede sullo sfondo è Meudon. La chiesa è forse la Paroisse de Saint-Cloud che si trova nella periferia sud-occidentale di Parigi.

Il dipinto che ritrae il paesaggio di Meudon è l’opera che, secondo gli storici dell’arte, meglio rappresenta la pratica del “rodage” elaborata da Gleizes e Jean Metzinger.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Le chemin (Meudon) di Albert Gleizes è proprietà di una collezione privata. Albert Gleizes espose questo dipinto presso il Salon des Indépendants di Parigi, nella primavera del 1911.

Il collezionista di origini ebraiche Alphonse Kann, di Saint-Germain-en-Laye fu il proprietario del dipinto fino alla confisca da parte delle autorità nationalsocialiste nel 1940. L’opera rimase quindi in deposito presso il Musée National d’Art Moderne di Parigi, in gestione dell’Office des Biens Privés (L’Ufficio della proprietà privata), fino al 1949. In seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le autorità restituirono l’opera agli eredi di Alphonse Kann nel luglio 1997.

Il 9 novembre 1999, la casa d’aste Christie’s, di New York, con sede in Rockefeller Plaza, vendette l’opera. La vendita serale numero 9224, arte del XX secolo, lotto 516, realizzò il prezzo di $ 827.500. Il 23 giugno 2010 Christie’s di Londra di King Street, vendette nuovamente il dipinto. La vendita numero 7857, compresa in Impressionist/Modern Evening Sales, Lotto 38, raggiunse il prezzo di $ 2.683.878, convertibili in 2.198.983 euro del tempo.

L’artista e la società. La storia dell’opera Il cammino, Meudon di Albert Gleizes

Il paesaggio cubista di Albert Gleizes
risale all’inizio del 1911. Le chemin (Meudon) Paesaggio a Meudon è il dipinto più importante di Gleizes rimasto.

La confisca da parte dell’Amministrazione nazista

Hector Feliciano identificò questo dipinto di Albert Gleizes come una delle opere d’arte confiscate dai nazisti al collezionista Kann nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Hector Feliciano è un giornalista portoricano, nato nel 1952, che si è occupato di rintracciare le opere d’arte trafugate dall’amministrazione del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale. Feliciano ha raccontato le sue ricerche nel libro “The Lost Museum: The Nazi Conspiracy to Steal the World’s Greatest Works of Art“. Il giornalista ha ritrovato così la memoria di circa 20.000 opere d’arte.

La mostra Indépendants a Bruxelles

Proprio in occasione della della mostra Indépendants a Bruxelles, alla quale prese parte l’opera di Gleizes, Guillaume Apollinaire, nel giugno 1911, utilizzò per la prima volta il termine ‘Cubismo‘. L’evento riunì lavori di diversi artisti tra i quali Robert Delaunay, Fernand Léger e Henri Le Fauconnier. Apollineare scrisse l’introduzione del catalogo della mostra.

Nel commentare Le chemin, Apollinaire scrisse: Ne emerge un’arte semplice e nobile, espressiva e misurata, ardente alla ricerca del bello e pronta ad affrontare questi vasti soggetti che i pittori di ieri non osavano intraprendere.

Il critico, nel suo testo, sottolineò la sobrietà dello stile di Gleizes e l’attenzione all’equilibrio formale ottenuto senza eccessi (misurata). La nobiltà alla quale fa riferimento Apollinaire è il rispetto della tradizione della grande arte. La ricerca del bello è nuovamente un riferimento alla composizione attentamente studiata. Infine i vasti soggetti sono nuovi contenuti, anche di natura concettuale e astratta, che gli artisti delle Avanguardie stavano affrontando.

Gleizes, nell’estate del 1911, si tenne in contatto con Jean Metzinger che da poco viveva a Meudon. I due pittori portarono avanti una sperimentazione che aveva molti punti in comune. Durante le lunghe conversazioni rivolte a trovare una nuova concezione artistica, discussero sulla natura della forma e della percezione. La loro finalità era quella di rendere dinamica la rappresentazione del reale.

La discussione portata avanti da Gleizes insieme a Metzinger portò, altri artisti, alle medesime riflessioni in occasione di alcuni incontri a Puteaux, presso la residenza Duchamp. Gleizes prese parte alla loro prima manifestazione pubblica collettiva, il Salon de la Section d’Or del 1912. Gleizes espose il Cammino di Meudon del 1911 con numero 39 di catalogo, e le opere Les Baigneuses, Le Dépiquage des Moissons (Threshing Threshing ), entrambi del 1912.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de Il cammino, Meudon di Albert Gleizes

Albert Gleizes condivise la sua concezione artistica con il pittore amico Jean Metzinger. I due artisti si impegnarono in lunghe conversazioni sul ruolo che la teoria della forma e la natura della percezione hanno rispetto alla fruizione di un’opera d’arte. Infatti, i pittori contestavano la natura statica della pittura tradizionale, condizionata dalla visione prospettica da un unico punto di vista. Le opere della tradizione figurativa bloccano il soggetto e la scena in una istantanea spazio-temporale. Gleizes e Metzinger, però, erano intenzionati a superare questo limite creando rappresentazioni dinamiche frutto di osservazioni da diverse angolazioni e in momenti diversi.

Per ottenere l’impressione di una immagine dinamica, Gleizes elaborò un linguaggio diverso da quello di Pablo Picasso o Georges Braque. Gleizes rifiutava infatti il ribaltamento dell’intera rappresentazione in primo piano e, quindi, la fusione di figura e sfondo in un unicum bidimensionale. Sua intenzione era, infatti, quella di non abbandonare la sensazione di profondità spaziale della scena dipinta aggiungendo però un senso di dinamismo. Anche il linguaggio formale delle opere di Gleizes è diverso dalle invenzioni dei cubisti tradizionali. Infatti, le sue figure non perdono consistenza e mantengono il volume e il peso visivo.

Così, per ottenere il suo scopo, Gleizes frammentò le forme che appaiono nelle sue opere spigolose e osservate da diverse angolazioni. Il pittore applicò poi viste prospettiche multiple che suggeriscono il movimento nello spazio dell’osservazione. In conclusione, le figure nei paesaggi dipinti da Gleizes sono costruite in prevalenza con l’uso della linea che crea profili taglienti e superfici piane. Proprio grazie a questo trattamento delle forme le figure appaiono frammentate e quadrangolari.

Gli storici dell’arte hanno individuato le radici del Cammino nell’opera proto-cubista di Albert Gleizes intitolata L’Arbre (L’albero). Questo dipinto comparve al Salon des Indépendants di Parigi del 1910. Anche in questa sperimentazione si coglie la distanza dalle opere di Picasso e Braque. Invece si notano affinità di linguaggio con i dipinti di Metzinger, Le Fauconnier, Léger e Delaunay.

La tecnica

L’opera di Albert Gleizes è un olio su tela di 146,4 centimetri di altezza e 114.4 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Nel dipinto di Gleizes prevalgono le tinte grigie del paesaggio, tra le quali si intravedono piccole zone verdi della vegetazione. A destra, spicca il tetto vermiglio di una piccola abitazione.

Gleizes non ha riprodotto una illuminazione naturale. Infatti, le diverse parti del paesaggio sono evidenziate dal contrasto fra i colori che le caratterizzano.

Lo spazio

La struttura spaziale del dipinto di Gleizes è organizzata attraverso uno schema di piani e sfaccettature che frammentano le forme. Lo spazio risulta così come una combinazione di prospettive che complica la relazione tra forme e piani. Nonostante questo, come mise in evidenza lo storico David Cottington, la scena risulta organizzata in modo tradizionale e restituisce una convenzionale recessione spaziale in profondità. Invece, tipica del cubismo fu una diversa concezione dello spazio pittorico che fu ispirata alle sperimentazioni di Paul Cézanne. L’artista, infatti, nelle sue opere mature abolì la virtualizzazione della profondità spaziale portando l’interesse dell’osservatore sul piano dipinto.

La composizione e l’inquadratura

Il paesaggio di Meudon dipinto da Gleizes è di forma rettangolare sviluppata in senso verticale. L’inquadratura racchiude una ampia porzione di ambiente naturale, valorizzando la vista che va dal basso sel territorio verso l’alto della montagna.

La struttura compositiva dell’immagine è caratterizzata dai due alberi disposti specularmente rispetto alla verticale centrale. Il resto del paesaggio poi è composto da frammenti di piani che creano una matrice spaziale formata da linee prevalentemente oblique. In basso, infine, prevalgono forme più ampie rispetto al centro dove si trovano le figure degli alberi composte da campiture lineari di piccole dimensioni.

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Bibliografia

  • Pierre AlibertGleizes – Biographie, Paris, galerie Michèle Heyraud, 1990
  • David Cottington, Cubism in the Shadow of War: The Avant-Garde and Politics in Paris, 1905-1914, Yale University Press; prima edizione 10 novembre 1998, ISBN-10 ‎0300075294 ISBN-13 ‎978-0300075298
  • Anne VarichonAlbert Gleizes, catalogue raisonné, Paris, Somogy, Fondation Albert Gleizes, 1998
  • Albert Gleizes, le cubisme en majesté, catalogue de l’exposition rétrospective organisée par le museu Picasso de Barcelone et le musée des Beaux-Arts de Lyon en 2001 (éditions française, catalane et castillane)
  • Peter BrookeAlbert Gleizes, For and Against the Twentieth Century, Yale University Press, New Haven et Londres, 2001

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 28 agosto 2022.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Albert Gleizes intitolate:

  • Il cammino, Meudon (Le chemin (Meudon))

Leggi La vita e tutte le opere di Albert Gleizes

Consulta la pagina dedicata a Albert Gleizes sul sito del Centre Pompidou di Parigi.

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