Madonna di Ognissanti di Giotto

Nella Pala Madonna di Ognissanti di Giotto si colgono emozioni ed espressioni della vita quotidiana mentre i corpi assumono un aspetto tridimensionale.

Giotto, Madonna di Ognissanti, 1300-1310, tempera su tavola, 325 x 204 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione della Madonna di Ognissanti di Giotto

La Vergine siede su un trono marmoreo e regge Gesù Bambino che siede alla sua sinistra, la destra dell’osservatore. Maria sembra sorridere. Infatti se si presta attenzione alla sua bocca, le labbra sono socchiuse e si intravedono i denti dal colore chiaro. Due schiere di angeli accostano le due figure a sinistra e a destra. Gli angeli disposti ai lati sono orientati verso il centro dell’opera e osservano la Vergine. I visi di alcuno di loro sono dipinti di profilo. Ai piedi del trono, sulla base, due angeli inginocchiati reggono un vaso con gigli e altri fiori e guardano in direzione di Maria. Gli angeli reggono doni destinati alla Vergine. Si possono vedere infatti una corona, un cofanetto decorato, vasi con gigli e rose. La parte alta del trono è decorata da cuspidi e da raffinate decorazioni.

Interpretazioni e simbologia della Madonna di Ognissanti di Giotto

Quest’opera è nota anche con il nome di Madonna col Bambino in Maestà. Giotto ricerca la realtà di espressione, nei volti e nella rappresentazione delle emozioni, con la posizione di corpi, nella scelta di soggetti popolari e situazioni quotidiane.

Come in tanti casi, la Maestà in trono, si riferisce ad una rappresentazione che pone al centro dell’opera,  su di un trono, un personaggio importante della religione. Altri importanti esempi sono la Maestà di Duccio di Buoninsegna e la Maestà di Cimabue. Le ali degli angeli sono già di uccello ma hanno i colori delle ali farfalla.

La rappresentazione di profilo dei volti degli angeli si deve considerare come un elemento di novità. Infatti secondo la tradizione iconografica dell’arte bizantina tale modalità era riservata a personaggi negativi. Infatti Giuda, l’apostolo che vendette Gesù, e i diavoli nelle raffigurazioni di epoca bizantina compaiono proprio di profilo.

I doni portati dagli angeli nella Madonna di Ognissanti di Giotto

I doni portati dagli angeli rappresentano simboli iconografici mariani. La corona si riferisce alla Madonna in qualità di futura Regina Coeli, regina dei cieli. I gigli poi indicano la verginità di Maria mentre la rosa è il fiore a lei dedicato. I vasi che si possono vedere tra le mani degli angeli, alcuni storici, li considerano un primo esempio di natura morta. Questo genere artistico si diffuse intorno al Seicento in Europa e consiste nella sola raffigurazione di oggetti disposti secondo un particolare ordine compositivo. Ovviamente nella Maestà di Giotto i fiori nei vasi sono funzionali alla scena ma sono curati e presentati in dettaglio. Questo espediente Giotto lo utilizzò anche all’interno degli affreschi che decorano la Cappella degli Scrovegni di Padova.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La Maestà di Giotto si trova alla Galleria degli Uffizi di Firenze. I curatori hanno riservato una stanza alle Maestà di autorevole firma. Infatti il dipinto è esposto accanto alla Maestà di Santa Trinita di Cimabue e alla Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna. In origine la pala di Giotto era esposta all’interno della chiesa di Ognissanti a Firenze. Nel 1810 le autorità religiose decisero di secolarizzare la Maestà di Giotto cioè di cedere l’opera ai Beni dello Stato. La Madonna di Ognissanti passò quindi ai depositi della Galleria dell’Accademia di Firenze. Infine nel 1919 agli Uffizi la Maestà giunse alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

L’artista e la società. La storia della Madonna di Ognissanti di Giotto

La Madonna di Ognissanti di Giotto risale al 1310 circa. Secondo alcuni storici Giotto dipinse la Maestà dopo essere tornato dal cantiere di Assisi. Altri storici invece ipotizzano che il maestro abbia realizzato l’opera verso il 1314-1315. O comunque dopo il ciclo decorativo presente nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

In questi anni la notorietà di Giotto aveva ormai superato l’importanza di Cimabue. La testimonianza di questo successo è rintracciabile infatti nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Infatti nel Purgatorio (Purgatorio, XI, 94-96) l’autore si esprime sulla precarietà del successo e cita proprio Giotto che supera il maestro Cimabue.

Non tutti gli storici nel passato hanno considerato la Madonna di Ognissanti opera autografa di Giotto. In ogni caso oggi la pala è convenzionalmente considerata un’opera fondamentale nella carriera di Giotto. Inoltre risulta essere un modello innovativo e di grande influenza nello sviluppo dell’iconografia della Maestà in quanto tipologia di raffigurazione religiosa.

Le fonti storiche sulla Maestà di Giotto

Il documento storico che per primo fa cenno alla Maestà di Giotto è del 1418. Nel testo è segnalata la vendita dell’ultimo altare a destra della chiesa di Ognissanti di Firenze a Francesco di Benozzo. Sembra che la Maestà si potesse trovare proprio su questo altare. Lo scultore fiorentino Lorenzo Ghiberti poi per primo indicò Giotto come autore di questa Maestà. Infatti Ghiberti nei suoi commentari descrisse una pala molto grande che raffigurava Nostra Signora seduta e circondata da molti angeli.

Secondo il parere di alcuni storici dell’arte l’altare in questione non offriva una sede opportuna per una tavola di tale importanza. Invece la Maestà doveva trovarsi sul lato destro del tramezzo, all’estremo. Infatti prima del Concilio di Trento il tramezzo divideva il presbiterio, la zona riservata ai sacerdoti, da quella dei fedeli. Si trattava quindi di una sede di maggiore rilievo. Secondo altri si poteva trattare di un altare costruito accanto al tramezzo. Questa ipotesi è supportata dalla posizione di Gesù Bambino che benedice i fedeli voltato di tre quarti con lo sguardo rivolto a sinistra.

Secondo gli studiosi che sottolineano la caratteristica innovativa della pala d’altare, Giotto reinterpretò il tema della Maestà in modo nuovo. Tra gli elementi compositivi che presentano questo taglio innovativo vi è la tridimensionalità delle figure che ricorda le opere classiche. Infatti nelle Maestà precedenti le figure sono caratterizzate da scarso volume e linee di contorno che segnano campiture bidimensionali. Inoltre la posizione dei personaggi sacri si articola nel tre quarti, il corpo ruota leggermente e perde la frontalità tipica delle raffigurazioni bizantine.

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Lo stile della Madonna di Ognissanti di Giotto

La Maestà attribuita a Giotto presenta le innovazioni stilistiche che il maestro applicò alle sue opere. In questa pala d’altare sono però ancora presenti elementi della tradizione pittorica precedente come il fondo in oro e la prospettiva gerarchica. Questa prospettiva, già utilizzata nei dipinti dell’Antico Egitto, prevede dimensioni maggiori legate all’importanza del personaggio. Si tratta quindi di un elemento iconografico e non di un artificio spaziale come la prospettiva geometrica.

Naturalismo e volumi

Il volume delle figure di Maria e di Gesù Bambino diventa più evidente e la loro immagine acquista solidità grazie al chiaroscuro. È infatti il passaggio sfumato dai toni chiari delle zone di luce a quelli scuri delle zone d’ombra che suggerisce il senso plastico.

Le figure umane, rispetto a quelle di altre Maestà ad esempio quella di Cimabue, acquistano una massa e quindi peso. Infatti il chiaroscuro oltre a rappresentare il volume attraverso il contrasto tra luce ed ombra, crea la sensazione che i corpi siano costituiti da materia solida. Questo effetto è sottolineato dai toni del chiaroscuro che si avvicinano al grigio. Inoltre il confronto visivo tra la struttura esile del trono e le figure umane enfatizza in corpi che appaiono più massiccio.

Gli angeli presentano tratti fisionomici individualizzati, almeno rispetto alle raffigurazioni precedenti a quelle di Giotto. Infatti nella pittura del maestro si colgono i primi spunti naturalistici derivati probabilmente dall’osservazione dal vero. Anche dal punto di vista tecnico, e non solo del soggetto, Giotto sperimentò un chiaroscuro più deciso e sfumato che crea solidi volumi. Le forme delle figure umane assumono quindi un aspetto maggiormente scultoreo. Infine la pittura di Giotto evocatrice di un realismo inedito al tempo fornirà una base tecnica dalla quale partirà Masaccio per sperimentare un realismo ancora più efficace.

L’architettura del trono

Gli storici sottolineano poi l’originalità della disposizione dei due santi che si trovano nell’ultima fila. Le due figure sono infatti visibili attraverso la decorazione traforata del trono. Queste figure assumono così l’aspetto di un trittico incorniciato. Secondo altri pare un ciborio decorato in alto da incrostazioni marmoree.

L’architettura elaborata del trono è di stile gotico francese. Alla base sono dipinte decorazioni geometriche mentre la parte alta è alleggerita da aperture e archetti a sesto acuto. Il trono sul quale siede Maria ha un aspetto fragile se confrontato con le volumetriche figure umane.

La tecnica della Madonna di Ognissanti di Giotto

Giotto realizzò La Madonna di Ognissanti utilizzando colori a tempera. Il fondo è in oro applicato sulla tavola in legno che misura 335 centimetri di altezza e 229,5 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Gli esperti dell’opera di Giotto sottolineano la raffinatezza dei colori scelti dal maestro. La veste brilla per il bianco di madreperla, il manto è impreziosito dal blu di lapislazzuli mentre la fodera spicca per il rosso scuro.

Lo spazio

Il trono è l’unico arredo rappresentato nel dipinto ed è concepito come un elemento architettonico. Giotto ha utilizzato una prospettiva intuitiva che però descrive in modo efficace la presenza volumetrica del trono. Infatti la profondità che si coglie nell’opera è suggerita proprio dalla prospettiva del trono oltre che dalla sovrapposizione delle figure umane. Lo sfondo in oro non permette però una ulteriore descrizione dello spazio che quindi risulta in bilico tra realistico e ideale.

Giotto organizzò lo spazio pittorico in maniera totalmente diversa dalle Maestà precedenti. Per prima cosa la concezione dello spazio risulta più verosimile come i rapporti tra le figure umane. La disposizione degli angeli però è ancora tradizionalmente simmetrica e quindi risulta rigida e suggerisce un senso di immobilità. La spazialità degli angeli però è maggiormente verosimile perché precedentemente le figure sembravano levitare senza appartenere ad uno spazio fisico. Queste figure sembrano bidimensionali e si appiattiscono su piani prospettici. Gli angeli di Giotto invece oltre a suggerire appoggi reali dei piedi si succedono creando una sensazione di profondità.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Giotto che raffigura la Maestà è sviluppato in verticale al fine di permettere la rappresentazione dell trono e della figura della Vergine. La struttura compositiva è simmetrica e le due ali di angeli si dispongono specularmente rispetto all’asse verticale centrale.

Confronti. Le Maestà

Per qualche aspetto la Maestà di Giotto riprende qualche elemento della Maestà di Cimabue come il fondo in oro. Molte più somiglianze invece presenta con la Giustizia che si trova nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

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Le aureole possiedono una solida consistenza attraverso la foglia d’oro. Sono concepite come un particolare appartenente alla realtà fisica.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

I colori sono vivi ma reali, modulati con chiaroscuro che crea zone di colore chiaro e scuro per rappresentare le ombre.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

La luce è frontale e, ancora di tipo ideale.

La composizione è simmetrica e centrata in modo determinato sulla Vergine in trono che crea una nicchia, virtuale, centrale. Ai lati vi sono gli spazi, speculari, riservati agli angeli.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

Le schiere di angeli, ai lati della Vergine, formano una mandorla orizzontale.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

La Madonna di Ognissanti è importante perché è stata dipinta con una nuova idea dello spazio. Le linee prospettiche convergono verso un asse centrale. Questa organizzazione prospettica e il chiaroscuro delle figure, permettono di costruire uno spazio solido e credibile. Lo spazio perde il carattere di irrealtà divina per acquistare la solidità del quotidiano, cifra stilistica di Giotto.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare
Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

Gli angeli diventano persone dotate di volume che dialogano fisicamente con la Madonna e il Bambino.

Due angeli sono inginocchiati in primo piano.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

Altri angeli sono in piedi, disposti su piani diversi.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

Alcuni personaggi sono ritratti dietro a parti del trono. Nelle zone del quadro nelle qualità prospettiva di sovrapposizione  si associa a fuga prospettica si ottiene un primo effetto di solida realtà.

Giotto è stato l’artista che ha iniziato il processo di naturalismo figurativo. Il chiaroscuro da solidità e volume ai corpi.

Giotto, Madonna di Ognissanti, particolare

Il modellato volumetrico si apprezza nel grembo della Vergine. Le ginocchia coperte dal panneggio modellato hanno un forte senso di solidità.

Giotto è considerato l’artista che riassume le ricerche compiute nel corso della seconda metà del Duecento, per rinnovare la cultura figurativa.

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Bibliografia

  • Elisabeth Crouzet Pavan, Inferni e paradisi. L’Italia di Dante e Giotto, 17 maggio 2007, Elisabeth Crouzet Pavan, Inferni e paradisi. L’Italia di Dante e Giotto, 17 maggio 2007, Fazi Collana: Le terre, EAN: 9788881128334
  • Alessandro Tomei, Giotto. La pittura, 2016, Giunti Editore Collana: Dossier d’art, EAN: 9788809991729

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 21 settembre 2019.

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