Cimabue, Madonna di Santa Trinita

I corpi che dipinge Cimabue non sono ancora solidi in modo convincente, comunque, l’artista sperimenta un percorso che porterà alle innovazioni di Giotto.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, tra il 1260 e il 1280. Firenze galleria degli Uffizi

Si tratta di una Maestà in trono, Madonna con Bambino in grembo.

I profeti con i cartigli, in basso, sono un tema iconografico ancora medioevale.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

L’aureola è solida e dorata.

Gli angeli hanno ali di uccello ma colorati come farfalle.

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I colori sono a tratti intensi e con un accenno di chiaroscuro. Il fondo è dorato.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

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La luce è ideale e proveniente frontalmente dall’alto. Si nota sul trono dove le parti interne sono ombreggiate in modo deciso.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

La composizione è simmetrica e fortemente articolata lungo l’asse centrale rappresentato dalla colonna ascendente che contiene i profeti e la Madonna.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

La figura della Vergine si trova all’interno di una mandorla ideale, creata dalle due schiere di angeli ai lati.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

Lo spazio è decisamente prospettico, disegnato grazie al robusto e complesso trono le cui diagonali convergono verso un asse centrale creando una prospettiva a spina di pesce.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

Gli angeli, in piani sovrapposti, creano un effetto di profondità, appena accennato.

Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare
Cimabue, Madonna di Santa Trinita, particolare

Cimabue inizia a rendere le figure solide e realistiche. La Madonna è monumentale e solenne.

autore

Di Cimabue, Cenni di Pepo, vi sono notizie dal 1272 al 1302. È, prima di Giotto, l’artista che avvia un percorso di rinnovamento della pittura sul territorio dell’attuale Italia centrale.