Ambrogio Lorenzetti, Presentazione al Tempio

Ambrogio Lorenzetti fu un artista dai gusti colti e raffinati che seppe infondere una grande umanità ai suoi personaggi.

Ambrogio Lorenzetti, Presentazione al Tempio, 1342, tempera su tavola, cm 257 x 168. Firenze, Galleria degli Uffizi

In questo dipinto viene rappresentato l’interno di una Chiesa. Si tratta della parte centrale di un trittico le cui parti laterali sono andate perdute.

Ambrogio Lorenzetti si avvicina ad una rappresentazione della presentazione al Tempio più naturalistica di quella creata dai suoi predecessori.

L’interno della Chiesa è ricco di dettagli, si possono scorgere una vetrata, affreschi, il pavimento è decorato, l’altare finemente ricoperto di marmi policromi.

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I colori sono freschi, vivaci e brillanti, nel complesso domina l’oro e i rossi, colori molto preziosi.

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La luce proviene dal centro-sinistra e modella le colonne, leggermente chiaruscurate a destra, e i corpi dei personaggi.

Il retro della Chiesa, oltre l’abside, si trova in ombra e fa da sfondo scuro per mettere in risalto le figure in primo piano, soprattutto il Sommo Sacerdote Simeone.

La composizione è simmetrica e le due parti si riflettono specularmente ai lati dell’asse centrale, che sale lungo la linea decorativa, dell’altare e il corpo del sacerdote Simeone.

Lo spazio è rappresentato attraverso una rigida costruzione geometrica, anche se non ancora del tutto corretta.

Le diagonali di fuga non convergono verso un punto ma verso un asse centrale che coincide con il sacerdote dipinto oltre l’altare. Questa prospettiva viene chiamata “a spina di pesce”.

La cupola, dipinta nella zona superiore, non corrisponde in modo corretto, prospetticamente, al resto del dipinto.

Ambrogio Lorenzetti  aveva un grande interesse verso l’antichità classica. Si nota questo gusto nelle finiture dei particolari architettonici.

Anche gli angeli che sostengono i festoni sono di tipo classico.

Le architetture, colonne, fregi, capitelli sono molto sottili ed eleganti, quasi dei merletti. È  ancora lontana la solidità dei materiali dipinti nel Rinascimento.

La Presentazione al Tempio di Gerusalemme è un episodio che viene descritto nel Vangelo di Luca e nei vangeli apocrifi. La religione ebraica prevede che i primogeniti, in seguito alla circoncisione, vengano portati al cospetto del Sommo Sacerdote al quale viene consegnato del denaro per riscattare, simbolicamente, la vita del neonato per evitarne il sacrificio. Il riferimento storico è all’episodio biblico della decima piaga d’Egitto. I figli degli ebrei vennero risparmiati dall’angelo della morte che colpì tutti i neonati primogeniti egiziani.

In genere il Sacerdote è il Sommo Simeone.

Le aureole dei santi sono solide e dorate.

Ambrogio Lorenzetti nacque a Siena intorno al 1290 circa e vi morì nel 1348. È  considerato un maestro della scuola pittorica senese del Trecento. Pietro Lorenzetti era suo fratello maggiore. Ambrogio Lorenzetti operò dal 1319 al 1348 interpretando gli episodi dipinti con molte allegorie e simbologie complesse.