Donna in camicia di André Derain

L’esperienza che portò alla formulazione del nuovo linguaggio di rottura fu condotta nella località francese di Collioure. L’estate del 1905 vide la nascita di un gruppo che presto si dissolse. Donna in camicia fu dipinto da André Derain l’anno successivo al Salon del 1905.

André Derain, Donna in camicia, 1906, olio su tela, 100×81 cm. Copenaghen, Statens Museum

Descrizione. Una donna in camicia posa per André Derain

Una giovane donna è seduta sul bordo di un divano. La protagonista assume una postura molto disinvolta e interlocutoria, per nulla intimorita. Infatti, nonostante il suo volto sia orientato verso destra, gli occhi sono, invece, puntati verso l’osservatore ed esprimono molta decisione. La ragazza è consapevole della propria bellezza e la ostenta in modo provocante ma contenuto.

La gamba destra è piegata mentre la sinistra distesa. Il busto è inclinato in avanti e il gomito destro appoggiato alla gamba al fine di permettere alla mano di sostenere il volto. La mano destra, a tal fine, offre un appoggio al mento mentre con l’indice, con atteggiamento vezzoso, sottolinea il grazioso trucco sugli occhi. Un abito succinto e leggero lascia intravedere i seni mentre le gambe sono coperte da spesse calze scure. Dietro la figura si scorgono alcuni arredi e le pareti chiare.

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Lo stile del dipinto Donna in camicia di André Derain

Il linguaggio elaborato da Henri Matisse e da André Derain durante l’estate del 1905 presso la località marina di Collioure subisce, in Donna in camicia, una leggera evoluzione. Durante la sperimentazione estiva i due artisti ebbero modo di sperimentare il nuovo stile riproducendo il paesaggio e realizzando figure umane. Sono celebri i ritratti che i due artisti si fecero nei quali emerge chiaro il linguaggio Fauves. Il ritratto di André Derain e quello raffigurante Henri Matisse testimoniano l’uso del colore in modo personale ed espressivo.

Inoltre, si evidenziano l’abbandono del chiaroscuro, della prospettiva lineare e delle rigidi regole della tradizione accademica. La dichiarata volontà di dipingere con divertimento ciò che gli artisti sentivano li allontanò, anche, dell’estetica impressionista. Nel dipinto Donna in camicia le spatolate a mosaico brillanti e materiche che si osservano nei dipinti ambientali come in Barche a Collioure, lasciano il posto a campiture omogenee. Il linguaggio pare ispirato alle sperimentazioni di Paul Gauguin del quale, insieme a Vincent van Gogh, i Fauves erano ammiratori.

Il colore e l’illuminazione

La scelta di utilizzare colori arbitrari e personali per dipingere soggetti e figure nel dipinto Donna in camicia, si stempera lasciando il posto a colori molto saturi ma descrittivi. Infatti, l’incaricato è rosa, seppure con riflessi azzurri, i capelli rosso arancio, l’abito e le calze blu. È evidente la scelta di articolare il linguaggio cromatico con un contrasto di complementarità tra arancio e blu, anche sulla pelle della donna.

Ugualmente, lo sfondo è rosso arancio, con variazioni di luminosità, in contrasto con il verde blu degli arredi. Infine, il volto, in ombra, velato di azzurro, fa risaltare l’arancio dei capelli che si legano tonalmente allo sfondo più chiaro. Il tono scuro verso destra mette in chiara evidenza il profilo della Donna in camicia e del lenzuolo bianco. Le campiture del corpo e dell’abito, invece, sono contornate da una linea spessa di colore blu.

Lo spazio del dipinto Donna in camicia di André Derain

Dichiaratamente aboliti la prospettiva geometrica, il chiaroscuro e le altre tecniche di costruzione dello spazio, in Donna in camicia l’ambiente è costruito mediante la sovrapposizione delle forme. La figura della protagonista riempie il piano pittorico dall’alto in basso. Dietro di lei, ad una distanza indefinita si sviluppa l’ambiente della stanza. André Derain lascia, quindi, al nostro sguardo il compito di interpretare la sua pittura e comprendere misure e distanze.

La Composizione e l’inquadratura

Il nuovo linguaggio rivoluzionario finalizzato a dipingere ciò che gli artisti sentivano e non ciò trasmetteva loro la vista, pare anarchico e privo di regole. L’esperienza di Collioure, però, non fu completamente nichilista e si fondò sull’esigenza di elaborare nuove indicazioni. Una di queste fu la rigorosa costruzione di un impianto compositivo che sostenesse autonomamente il dipinto. Infatti, l’opera, priva di colore descrittivo e riferimenti spaziali rischiava di dissolvere la figura. Come si vede in Donna in camicia, l’urgenza figurativa è ancora presente e Derain ha piacere di descrivere il corpo della modella.

La composizione, quindi, è ben studiata e mette in primo piano, centralmente, la figura della donna. Il fondo offre una griglia ortogonale, con verticali e orizzontali che creano un piano di appoggio per le oblique generate dalla figura della donna. Infatti ogni parte di essa è inclinata secondo orientamenti opposti per creare alternanze ritmiche. Il volto ha una inclinazione contraria al braccio che lo regge, al busto che, a sua volta, si oppone alle gambe.

Approfondimenti

Il gruppo di artisti che portarono avanti la sperimentazione di questo linguaggio rivoluzionario non si diedero il nome di Fauves. Il termine, che significa belve, venne utilizzato da un critico d’arte del “Gil Blas” che vedendo i lavori esposti al Salon d’Automne del 1905, insieme ad alcune sculture più tradizionali come quelle di Albert Marque, esclamò “Donatello tra le belve” (Donatello chez les fauves!). Così le opere di Henri Matisse, Maurice de Vlaminck, André Derain, Charles Camoin e Henry Manguin divennero famose malgrado la critica negativa di Louis Vauxcelles.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di André Derain, Donna in camicia, sul sito dello Statens Museum di Copenaghen.