Autoritratto con cappello giallo di Vincent van Gogh

Autoritratto con cappello giallo di Vincent van Gogh è uno dei circa venti autoritratti realizzati dall’artista.

Vincent van Gogh, Autoritratto con cappello giallo, 1887, olio su tela, 40,6 x 31,8 cm. New York, The Metropolitan Museum of Art

Descrizione dell’Autoritratto con cappello giallo di Vincent van Gogh

L’immagine di Vincent van Gogh compare vivida al centro del dipinto. L’artista si rappresenta frontalmente, leggermente rivolto a sinistra. Lo sguardo, però, non è diretto verso l’osservatore ma puntato nella stessa direzione del viso.

La fisionomia di Van Gogh è immediatamente evidente. Il naso è lungo ed affilato, leggermente curvo. Le guance poi sono scavate e gli zigomi sono molto prominenti e quasi appuntiti. Gli occhi inoltre hanno un colore cangiante tra il verde e l’azzurro. La barba e i baffi sono di media lunghezza e di colore rosso-arancio. Il suo viso, così pare ancora più sottile ed affilato.

Vincent mostra una espressione fissa, concentrata, quasi allucinata. Il cappello giallo dalla larga falda che porta sul capo sottolinea infatti tale espressione. Il resto dell’abbigliamento è poi quello che solitamente si coglie nei suoi autoritratti. Sotto la giacca si intravede infine una camicia bianca.

Interpretazioni e simbologia dell’Autoritratto con cappello giallo di Vincent van Gogh

Per Vincent van Gogh il tema dell’autoritratto fu una costante che portò avanti per tutta la sua breve carriera. Probabilmente, la scelta di ritrarsi spesso era motivata dal fatto che non si poteva permettere dei modelli a pagamento. Per questo acquistò uno specchio di buona qualità. Così grazie ad un semplice arredò riuscì a ricreare ambienti diversi nei quali ambientare i suoi autoritratti.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

In origine, il dipinto fece parte della collezione privata di Clara Levaillant de La Boissière e sua figlia Eugénie Jeanne Levaillant de La Boissière di Asnières. Fu Van Gogh stesso a donarlo alla signora intorno al 1887-1888. La proprietaria lo vendette quindi nel 1927 alla Galerie Charpentier di Parigi tramite un intermediario. A sua volta la galleria lo vendette poi attraverso Bogdanoff, alla Galerie Hans Bammann di Düsseldorf. Il ritratto, secondo i documenti, risulta consegnato nel gennaio 1928 a Justin K. Thannhauser, di Berlino e New York, in condivisione con Richard Lohe di Sonnborn. Thannhauser vendette l’opera nel 1929 a Richard Lohe che la cedette nel 1930 a Adelaide Milton de Groot che ne fu proprietaria dal 1936 al 1967.

Adelaide Milton de Groot donò il ritratto di Vincent Van Gogh al The Metropolitan Museum of Art di New York (The Met) nel 1967.

La storia dell’opera Autoritratto con cappello giallo

Sul recto dell’Autoritratto con cappello giallo è presente lo studio di una figura di contadina che sbuccia le patate. L’opera è precedente e testimonia la scarsità di risorse di Vincent. L’artista, infatti, dipingeva spesso su entrambi i lati della tela.

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Lo stile dell’Autoritratto con cappello giallo di Vincent van Gogh

L’autoritatto dipinto da Vincent Van Gogh fa parte delle ultime opere dipinte dall’artista con lo stile caratteristico dei suoi lavori più noti. L’immagine è costruita con pennellate potenti e materiche che modellano quasi fisicamente le superfici del volto e degli abiti. Infatti il verso delle pennellate segue la forma del viso e sul cappello sono evidenti i segni lunghi e curvi che seguono la circonferenza della tesa. Anche la barba e i baffi sono costruiti direttamente con pennellate orientate. L’abito invece è costruito con pennellate di media lunghezza, rispetto al contesto dell’opera, orientate in obliquo. Lo sfondo infine presente una punteggiatura materica a piccoli segni che al centro sembrano emessi direttamente dal viso del pittore.

La figura non presenta chiaroscuro e la volumetria delle forme è ottenuta grazie all’azione modellante delle pennellate. Si riscontra però un minimo di ombreggiatura sulla fronte, all’interno del cappello e sulla parte sinistra del busto. La zona di ombra è descritta con l’uso di colori più scuri ma ugualmente saturi.

Vincent Van Gogh, Autoritratto, Cambridge, Harvard University, Fogg Art Museum Consulta la pagina dedicata al dipinto di Vincent Van Gogh, Autoritratto, sul sito dell’Harvard University, Fogg Art Museum di Cambridge.

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Bibliografia

  • Ronald de Leeuw, Van Gogh, in Art dossier, nº 22, Giunti, 1998, ISBN 88-09-76052-2.
  • Enrica Crispino, Van Gogh, Giunti, 2010, ISBN 978-88-09-05063-1.
  • Vincent Van Gogh, Lettere a Theo, Traduttore: M. Donvito B. Casavecchia, Curatore: M. Cescon, 25 agosto 2016, VII edizione, Guanda, Collana: Tascabili Guanda. Narrativa, EAN: 9788823516908
  • Rainer Metzger, Ingo F. Walther, Van Gogh. Tutti i dipinti, 5 luglio 2018, Taschen, Collana: Bibliotheca Universalis, EAN: 9783836559591

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 3 gennaio 2022.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Vincent van Gogh, Autoritratto con cappello giallo, sul sito del The Metropolitan Museum of Art di New York.

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