Annunciazione di Arturo Martini

Una statua abbandonata per anni fino alla riscoperta nel 2006 per una antologica dedicata ad Arturo Martini. La Madonna dell’Annunciazione è un racconto originale ma classico dell’evento religioso.

Arturo Martini, Annunciazione, 1933, pietra, h cm 275. Milano, Museo del Novecento

Descrizione. Un angelo fanciullo segnala la gravidanza divina a Maria

Maria è in piedi con le braccia sollevate e le mani che stringono il velo rigido che le copre il capo. La sua figura è alta e slanciata e la posizione leggermente sbilanciata. Il suo capo è piegato verso la propria sinistra e sembra essere colta da una sensazione di smarrimento. La veste la ricopre interamente lasciando scoperti solo i piedi nudi che poggiano sul basamento. Davanti a lei è scolpita la figura di un adolescente che sembra cadere dall’alto. Il giovane non è trattenuto da Maria e nemmeno si trattiene nella caduta. Nemmeno il tessuto dell’abito sembra sentire gli effetti della gravità. Il braccio sinistro del giovane è rivolto verso il terreno e il palmo della mano è girato frontalmente. La mano destra invece si posa dolcemente sul ventre di Maria.

Interpretazioni e simbologia

L’arcangelo Gabriele ha forma di un fanciullo. La tradizione figurativa dispone la figura di Gabriele  a destra e la Vergine a sinistra come ad esempio nel caso del dipinto intitolato Annunciazione di Leonardo da Vinci. Arturo Martini invece risolve l’evento creando una scultura verticale nella quale Maria e Gabriele si fondono. L’angelo è un giovane o un adolescente e con un tocco leggero della mano destra indica il ventre di Maria. Questo gesto è rivolto all’osservatore per attirare la sua attenzione sulla Immacolata concezione della Vergine.

I Committenti e la storia espositiva

Annunciazione di Arturo Martini fu esposta nel 1933 alla Triennale di Milano. Nel 2006 l’opera venne riscoperta in un deposito su interesse della Fondazione Stelline di Milano e della Permanente. La scultura venne poi esposta durante un’antologica del maestro nel 2007.

Lo stile della scultura Annunciazione di Arturo Martini

L’imponente scultura di Arturo Martini intitolata Annunciazione è realizzata in pietra di Vicenza. Il maestro è ricordato come un esponente dell’arte del Ritorno all’Ordine, che tra le due guerre fu la poetica ufficiale del regime. Partecipe anche del gruppo chiamato Novecento, Arturo Martini fu protagonista di un recupero della scultura classica. Il maestro fu l’artista ufficiale del regime fascista in Italia per il quale realizzò molte opere celebrative e monumentali. L’opera Annunciazione ricorda la classicità nella dimensione monumentale di Maria. La posa è drammatica e classica mentre i pannelli delle vesti nella loro linearità ricordano quelli di statue arcaiche.

La luce sulla statua

La scultura Annunciazione se illuminata dall’alto crea una suggestiva ombra sul viso della Vergine. Infatti il manto rigidamente disposto a cupola determina un cono di luce verso il basso. Il resto della scultura è molto compatto e anche la figura dell’angelo molto aderente al corpo di Maria pare un bassorilievo.

Interazione con lo spazio

Annunciazione è una scultura molto compatta e nella sua forma ascendente sembra slanciarsi in alto come una statua colonna.

La struttura della statua

La figura di Maria crea un leggero arco strutturale verso l’alto a sinistra se osservata frontalmente. Al contrario il corpo di Gabriele ha un andamento contrario e sembra avvitarsi verso il basso intorno al corpo di Maria.

Consulta la pagina dedicata alla scultura di Arturo Martini, Annunciazione, sul sito del Museo del Novecento di Milano.