Marilyn Monroe di Andy Warhol

La ripetizione seriale del dipinto raffigurante l’attrice Marilyn Monroe trasformò il suo volto in una icona della società americana. Andy Warhol applicò questo trasformazione a prodotti commerciali e mediatici creando una moderna mitologia  del consumismo.

Andy Warhol, Marilyn Monroe, 1967, serigrafia a colori, cm 91,5 x 91,5 ogni modulo. Colorado, Powers Art Center, Collezione John e Kimiko Powers

Descrizione. L’icona di una giovane diva morta tragicamente

L’installazione intitolata Marilyn Monroe di Andy Warhol è formata da 9 serigrafie a colori. Il volto di Marilyn Monroe è ripetuto per ogni modulo con variazioni di colore. Fu in seguito alla morte prematura dell’attrice nel 1962, che Andy Warhol decise di trasformare il volto della donna in icona di massa.

Lo stile dell’installazione Marilyn Monroe

La serializzazione con la quale Andy Warhol creò le sue installazioni fu utilizzata anche in questo lavoro dedicato all’attrice Marilyn Monroe. Alla base delle sue operazioni artistiche vi fu la trasformazione in icona di un prodotto commerciale o di un prodotto mediatico. In questo caso, l’attrice Marilyn Monroe, si può intendere come un prodotto mediatico in quanto diva del cinema hollywoodiano e mondiale. Come in Scatole di Campbell’s soup anche il volto della diva si trasforma nell’icona di un desiderio di massa.

La rappresentazione del solo volto incorniciato, in modo molto stretto, è una delle condizioni che producono l’icona. In secondo battuta, poi, viene la ripetizione modulare. Si aggiunge, quindi, la trasformazione in un’immagine semplice e quasi bidimensionale come quelle dell’arte greca ortodossa e bizantina. Infine, la riproposizione di diversi colori nella stessa installazione per definire un continuo e rinnovato desiderio di possesso. Ogni modulo viene stampato in modo semi artigianale per rimarcare la derivazione industriale dell’icona di massa.

Il colore e l’illuminazione

Ogni modulo possiede una gamma cromatica diversa e un trattamento specifico. Il ritratto fotografico viene manipolato da Andy Warhol attraverso un processo di solarizzazione e di viraggio fotografici. I colori variano in ogni modulo come anche gli accordi cromatici. Nell’insieme si forma un effetto decorativo che viene equilibrato nell’intera installazione.

Lo spazio nell’installazione di Andy Warhol

Il ritratto di Marilyn Monroe, rispetto al singolo modulo non ha alcuna resa spaziale tridimensionale. Infatti, in quanto immagine iconica, la sua lettura deve essere immediata. L’immagine è, quindi, bidimensionale e si staglia contro un fondo uniforme che la ritaglia e la mette immediatamente in evidenza già a partire dalla sua sagoma molto riconoscibile.

La Composizione e l’inquadratura

L’inquadratura dell’immagine è quadrata e incornicia in modo stretto e senza lasciare spazi intorno il volto di Marilyn Monroe. In questo modo ogni particolare senza significato al di là della suo iconicità viene tagliato fuori. La composizione dell’intera installazione è quadrata e riprende la stessa proporzione del singolo modulo. Al centro si trova il modulo con colore più acceso, intorno, invece moduli che creano una sorta di eco figurativi che incorniciano quello centrale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Andy Warhol, Marilyn Monroe, sul sito del Powers Art Center, Collezione John e Kimiko Powers in Colorado.