Scatole di Campbell’s soup di Andy Warhol

La serialità industriale dei prodotti da supermercato è oggetto di critica sociale in questo lavoro di Andy Warhol. L’installazione con moduli seriali, che riproducono le immagini delle Scatole di Campbell’s soup, è un tema che sarà ripreso più volte dal suo autore.

Andy Warhol, Scatole di Campbell’s soup, 1962. New York, Museum of Modern Art

Descrizione. Le scatole di Campbell’s soup diventano oggetto d’arte con Andy Warhol

Fu nel 1962 che nacque la prima serie di Campbell’s soup creata dell’artista Andy Warhol. L’installazione è composta da 32 quadri identici e delle stesse dimensioni. Ogni dipinto è la replica di un modello originale con l’aggiunta di qualche piccolo dettaglio distintivo in uno di essi. Tutti i moduli vengono allineati in modo ordinato a formare un grande rettangolo con 8 moduli in larghezza e 4 in altezza. L’allineamento, poi, ricorda l’esposizione dei prodotti in un supermercato. Il serialismo di Andy Warhol ispirò anche ulteriori repliche di questi lavori che furono eseguite negli anni successivi.

Lo stile. Monumento alle scatole di Campbell’s soup

Lo stile del dipinto è fondamentalmente la serializzazione di un modulo che viene ripetuto per un determinato numero di volte a formare una installazione che funziona autonomamente. Le immagini sono serigrafie ispirate a riproduzioni fotografiche della confezione della zuppa Campbell’s. La pop art, molto vicina al New Dada, creò le icone della produzione di massa e del consumismo americano. Come Claes Oldenburg, Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein, Andy Warhol creò immagini monumentali di oggetti di uso comune, in questo caso di prodotti da supermercato, trasformandoli in icone della vita americana.

Il colore

L’uso del colore in questa installazione di Andy Warhol è funzionale al prodotto rappresentato. Le scatole di Campbell’s soup sono stampate su di un fondo bianco per metterle in evidenza. La confezione rossa, strategico progetto di packaging pubblicitario, è ideale, infatti, per creare un’immagine iconica, raffigurata all’interno di uno spazio ridotto come quello del modulo di base.

Lo spazio

Lo spazio nel modulo di base è inesistente o meglio è frutto della sovrapposizione della confezione con il fondo. Proprio attraverso questa resa bidimensionale l’oggetto diventa icona.

La Composizione e l’inquadratura. Scatole di Campbell’s soup diventano l’oggetto del desiderio dell’uomo moderno

Le installazioni di Andy Warhol, quelle iconiche e quindi costruite con moduli dipinti o stampati e ripetuti per un determinato numero di volte, propongono una composizione modulare. La fruizione è quella, tradizionale, di un’opera pittorica sul muro della galleria o di un museo. La strategia di ripetere in modo seriale un modulo identico crea un pattern compositivo ed estetico primitivo e molto potente che risulta suggestivo anche per un pubblico contemporaneo. L’opera diventa, quindi, una sorta di decorazione concettuale contemporanea che sfrutta il meccanismo ancestrale della moltiplicazione dell’immagine dell’oggetto desiderato. Non a caso, lo stesso meccanismo lo si ritrova in molte pitture parietali, nelle quali l’animale disegnato viene ripetuto serialmente. In questo caso è il cibo industriale ad essere evocato e non l’oggetto della caccia.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Andy Warhol, Scatole di Campbell’s soup, sul sito del Museum of Modern Art di New York.