Uomo disperato di Gustave Courbet

Uomo disperato di Gustave Courbet è un autoritratto del giovane artista che dà una particolare interpretazione del suo personaggio.

Gustave Courbet, Uomo disperato, 1843-1845, olio su tela, 45 x 54 cm. BNP Paribas Art Investment Council

Indice

Descrizione di Uomo disperato di Gustave Courbet

Il giovane Courbet è raffigurato frontalmente e in primissimo piano. Il pittore ha la bocca semiaperta e lo sguardo proiettato di fronte a sé che intercetta direttamente quello dell’osservatore. I suoi occhi sono spalancati e le mani affondate nei capelli in modo nervoso. La pelle del viso è chiara ma ravvivata sulle guance dal colore rosso. La barba e i capelli sono neri e profondi e contrastano con il colore chiaro della camicia.

Interpretazioni e simbologia di Uomo disperato di Gustave Courbet

L’uomo disperato è un autoritratto tra i più celebri e noti di Gustave Courbet. Courbet affonda le mani nei capelli, spalanca gli occhi e colora le sue guance di rosso. Inoltre si dipinge con la bocca socchiusa e le vene del collo pulsanti. Tutto in lui è teso e l’immagine assume il valore di uno studio di realtà. L’immagine che vuole tramandare di se stesso è quella di un giovane artista in tumulto che non accetta di rappresentarsi con una posa tradizionale e banale. Vuole infatti esprimere una disperazione intellettuale ed esistenziale.

Probabilmente da questa interpretazione di sé emerge la sua poetica tesa a indagare la realtà nel profondo e a cercare di rappresentarla al di là delle convenzioni accademiche. Courbet infatti fu tra tutti gli artisti realisti quello più rivoluzionario. Arrivò perfino a dipingere l’immagine scandalosa intitolata L’origine del mondo che rappresenta il sesso femminile in primo piano. Suo interesse oltre che di arrivare alla realtà delle cose era anche di scandalizzare i borghesi. Courbet affermò così che non esistono scuole di pittura, esistono solo pittori.

L’espressione assunta nell’autoritratto oltre che rappresentare il proprio stato d’animo del momento vuole andare contro la tradizione accademica dell’Autoritratto. Infatti Courbet nella sua condanna verso la tradizione cercò di scardinare anche la stereotipia di alcuni generi pittorici. L’opera è in bilico tra rappresentazione di un sentimento reale dell’artista ed esercizio teorico di pittura realista. Alfred Bruyas che era un amico è protettore dell’artista interpretò il dipinto come una maschera ridente conoscendo la complessa e sofferente personalità di Courbet.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’opera è oggi conservata presso il Conseil et Investissement Art BNP Paribas di Parigi. Il dipinto ha preso parte alla mostra organizzata nel 2007 al Musée d’Orsay dedicata all’artista. Il museo d’Orsay dedicò nel 2007 una monografia a Courbet trent’anni dopo l’ultima mostra monografica presentata a Parigi. I curatori della mostra hanno presentato le opere realizzate tra il 1840 e il 1877. In questi dipinti emerge relazione che l’artista ebbe con la politica e la società del suo tempo.

L’artista e la società. La storia dell’opera Uomo disperato di Gustave Courbet

Courbet dipinse il suo autoritratto tra il 1843 e il 1845 circa, all’età di 25 anni, nei primi anni del soggiorno dell’artista a Parigi. Courbet amava molto questo suo autoritratto e lo portò con sé in Svizzera quando andò in esilio nel 1873.

Negli anni Quaranta dell’Ottocento Courbet dipinse alcuni ritratti di amici e clienti e molti autoritratti. Tra questi vi è il celebre Autoritratto con cane nero del 1842. Nello stesso periodo inoltre l’artista trascorse molte ore al Museo del Louvre copiando opere di altri artisti tra le quali quelle di José de Ribera, Zurbaran, Velasquez e Rembrandt. Questi dipinti ebbero un notevole influenza sulla sua opera.

Presso la National Gallery di Norvegia si trova un dipinto incompiuto intitolato L’uomo impazzisce di paura.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Uomo disperato di Gustave Courbet

Courbet fu un importante esponente del realismo ma si tenne sempre lontano da ogni definizione stilistica. Ebbe così modo di affermare di aver studiato al di fuori di qualsiasi sistema estetico. Inoltre studiò senza fare distinzione l’arte dei classici e quella dei moderni. La sua intenzione poi non era di copiare o di imitare e non voleva dipingere per raggiungere la sola finalità estetica, quella che veniva definita l’arte per l’arte.

Inoltre dichiarò di aver attinto dalla tradizione per poi raggiungere la massima indipendenza espressiva. La sua finalità era così quella di rappresentare i costumi, le idee e le manifestazioni della sua epoca secondo il personale modo di intendere. Courbet voleva realizzare dell’arte viva.

Courbet realizzò l’opera guardandosi allo specchio e interpretò il suo viso come quello di un disperato. Nell’opera si coglie quindi una taglio realistico ma anche autoironico prodotto dalla posa che assume l’artista. Il dipinto probabilmente risente della pittura di artisti che Courbet ebbe modo di studiare al Louvre come Jusepe de Ribera e Zurbaran.

Il carattere romantico del dipinto si ritrova nella espressione assunta da Courbet. L’artista non si definì mai un pittore romantico ma una parte della sua pittura soprattutto giovanile manifesta alcune caratteristiche di tale corrente.

La tecnica

Uomo disperato di Courbet è un olio su tela di 45 x 54 cm.

Il colore e l’illuminazione

L’autoritratto giovanile di Courbet è dominato dai toni chiari della camicia illuminata dalla luce diretta. Inoltre al centro i toni di ocra dell’incarnato sono ravvivati dal rossore delle gote, dalle labbra e delle ali nasali. Il viso poi è segnato dallo scuro profondo dei capelli e del pizzetto che incornicia la parte inferiore del viso. Le parti chiare delle braccia, delle mani e della fronte sono rese con un leggero contrasto tra pennellate di ocra e azzurro.

Il contrasto tra chiaroscuri che animano il tessuto cromatico dell’opera deriva probabilmente dalla osservazione di opere di pittori olandese come Rembrandt. Infatti la figura è accentuata da contrasti tra luce e ombra.

L’opera è illuminata da una luce che proviene dall’alto e da sinistra e che accentua fortemente i contrasti di luminosità.

Lo spazio

La figura di Courbet è raffigurata in primissimo piano e l’osservatore ha la sensazione di trovarsi a distanza ravvicinata dal suo viso.

La composizione e l’inquadratura

L’opera è di forma rettangolare ma di formato orizzontale e non verticale come tradizionalmente lo sono gli autoritratti.

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Bibliografia

  • Jean-Jacques Fernier, Courbet, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 1995, 1998, EAN: 9788809761957

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 9 dicembre 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Gustave Courbet intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Gustave Courbet

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Gustave Courbet, Uomo disperato, sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.

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