Ebe di Antonio Canova

Ebe di Antonio Canova è un esempio molto apprezzato dagli storici dell’arte del Neoclassicismo dello scultore nato a Possagno in Italia.

Antonio Canova, Ebe, ca. 1796, gesso, 77.5 x 80 x 162 cm. Milano, Polo Arte Moderna e Contemporanea, Galleria d’Arte Moderna

Indice

Descrizione di Ebe di Antonio Canova

Nella statua di Antonio Canova, Ebe è raffigurata stante con il braccio destro alzato oltre la testa mentre procede in avanti. La giovane compie un passo quasi in discesa e sembra danzare.

Ebe avanza con una posa elegante e delicata mentre serve gli dei. La giovane sembra sospesa su una nuvola che infatti in alcune delle diverse versioni la sostiene. I capelli sono riuniti da un’acconciatura sobria ma elegante che li raccoglie in alto, dietro la nuca. I capelli inoltre sono stretti da un diadema intorno alla fronte.

La giovane indossa un abito leggero e svolazzante che crea un panneggio che valorizza il suo corpo. Ebe è raffigurata seminuda con il torace scoperto caratterizzato dai due seni acerbi. La parte bassa invece è coperta da leggero abito annodato intorno alla vita.

La statua di Milano presenta un’anfora in bronzo e Ebe è sostenuta da una nuvola.

Interpretazioni e simbologia di Ebe di Antonio Canova

Ebe era figlia di Zeus e di Era. La giovane era inoltre ancella e coppiera degli dei dell’Olimpo.

Ebe in quanto giovane figlia dei due principali dei dell’Olimpo personifica anche la giovinezza e richiama i piaceri dell’età adolescenziale.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione di Ebe di Antonio Canova

Ebe della Galleria d’Arte Moderna di Milano, in Italia

Ebe di Antonio Canova, Galleria d'Arte Moderna di Milano in Italia
Ebe di Antonio Canova, Galleria d’Arte Moderna di Milano in Italia

L’originale in gesso di Ebe di Antonio Canova passò al suo discepolo Pompeo Marchesi. Oggi è custodito ed esposto presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano. Da questo gesso Antonio Canova ricavò i due esemplari che si trovano a Berlino e a San Pietroburgo. L’opera giunse nel 1861-1870 nella collezione milanese grazie alla donazione Marchesi-Fogliani. Giuseppe Bossi fu uno dei proprietari precedenti che la ottenne da Canova stesso nel 1805 in seguito a un suo viaggio a Roma.

Ebe di Antonio Canova sulla nuvola

Esistono altre due statue che ritraggono Ebe alle quali furono aggiunte una coppa, un’anfora e un diadema in bronzo. Inoltre la superficie fu ravvivata da una patina di cera rosata. Presentano anche una nuvola sulla quale poggiano i piedi.

Ebe dell’Alte Nazionalgalerie di Berlino

Alte Nazionalgalerie di Berlino, Ebe di Antonio Canova
Alte Nazionalgalerie di Berlino, Ebe di Antonio Canova

Il Conte Giuseppe Giacomo Albrizzi commissionò la prima statua di Ebe di Antonio Canova nel 1796. L’artista la scolpì e la inviò a Venezia poco prima della fine del 1799. Il nobile la vendette poi nel 1830 al Re di Prussia Federico Guglielmo III. L’opera attualmente si trova presso la l’Alte Nazionalgalerie di Berlino.

Consulta il sito dell’Alte Nazionalgalerie di Berlino

Ebe dell’Hermitage di San Pietroburgo

Ebe, tra il 1800 e il 1805, marmo, 161 cm. San Pietroburgo, Hermitage Museum

Hermitage di San Pietroburgo, Ebe di Antonio Canova
Hermitage di San Pietroburgo, Ebe di Antonio Canova

Giuseppina Beauharnais, prima moglie di Napoleone, commissionò invece la seconda versione di Ebe che fu esposta al Salon di Parigi nel 1808. La collezionista espose la statua presso il castello di Malmaison vicino a Parigi. La scultura diventò poi parte delle collezioni Imperiali russe nel 1814. Oggi è custodita presso il Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.

Consulta la scheda della scultura sul sito del Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo

Ebe di Chatsworth nel Regno Unito

Chatsworth, Regno Unito, Ebe di Antonio Canova
Chatsworth, Regno Unito, Ebe di Antonio Canova

Canova realizzò una versione nel 1814 commissionata da Lord Cawdor. Questa scultura si trova oggi a Chatsworth nel Regno Unito. In questa versione Ebe si appoggia ad un tronco.

Consulta il sito del Castello di Chatsworth.

Ebe di Forlì. Italia

Pinacoteca di Forlì, Italia, Ebe di Antonio Canova
Pinacoteca di Forlì, Italia, Ebe di Antonio Canova

Ebe, 1816-1817, marmo di Carrara, cm. 166. Forlì, Musei di San Domenico

L’artista scolpì la quarta statua tra il 1816 e il 1817 commissionata da Veronica Zauli Naldi Guarini. La statua di Ebe era destinata alla sua abitazione di palazzo Guarini Torelli di corso Garibaldi. I suoi eredi la vendettero al Comune di Forlì nel 1887. La proposta di acquisto suscitò una violenta discussione e una accesa opposizione del socialista Andrea Costa. I custodi murarono la statua durante la seconda guerra mondiale per proteggerla dai bombardamenti e dal trafugamento. Giunse poi nella Pinacoteca a Palazzo Merenda. Oggi è custodita presso la Pinacoteca civica presso i Musei di San Domenico di Forlì.

Consulta la scheda dell’opera sul sito dei beni culturali della Regione Emilia-Romagna.

Accoglienza della critica

Le due sculture con aggiunte in bronzo non piacquero alla critica a causa degli inserti i metallo e soprattutto per la nuvola che ricordava la tradizione barocca. Altri invece apprezzarono questa scelta. Ippolito Pindemonte infatti fu un entusiasta ammiratore queste versioni di Ebe e dedicò alla scultura alcuni versi. «O Canova immortal, che addietro lassi / L’italico scalpello, e il greco arrivi …» In altre versioni Ebe si appoggia ad un tronco d’albero. Probabilmente Canova cambiò il sostegno in seguito alle aspre critiche ottenute dalle due versioni che poggiavano sulla nuvola.

L’artista e la società. La storia dell’opera di Ebe di Antonio Canova

Antonio Canova realizzò la serie di sculture dal titolo Ebe tra il 1796 e il 1817. Sono conosciute quattro versioni della scultura autografe di Canova. L’originale è un modello in gesso e risale al 1796.

Giuseppe Bossi incontrò l’amico Antonio Canova a Roma durante un soggiorno nel 1805. Bossi al tempo era segretario dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dal 1801. Il pittore chiese che una delle statue della serie potesse rientrare nel monumento a Maria Cristina d’Austria. Canova infatti avrebbe dovuto realizzare a Vienna nella primavera del 1805 la grande opera. La loro relazione d’amicizia inoltre fece sì che molti gessi realizzati da Canova partissero da Roma per arrivare a Milano presso Le Gallerie dell’Accademia di sculture antiche e moderne che era considerata un importante strumento didattico.

I restauri

I restauratori che hanno controllato recentemente la statua di Milano, hanno individuato tracce di colore su di essa. Sono state infatti rilevate tracce di rosso sulle gote e sulle labbra ma probabilmente il colore ricopriva l’intero gesso.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Ebe di Antonio Canova

La scultura che ritrae Ebe riprende nella struttura alcune statue ellenistiche. Canova fu il più importante artista neoclassico italiano e nella sua scultura ricercò quindi il bello e l’idealizzazione delle forme.

Canova riprodusse il tessuto leggero e svolazzante quasi per alleggerire il peso della materia. Anche il movimento che compie la giovane è appena accennato e la sua delicatezza alleggerisce la massa di marmo che la costituisce.

La statua di Ebe è considerata dalla critica una delle più importanti creazioni di Canova. La scultura inoltre rappresenta un esempio degli ideali di bellezza concepiti a cavallo tra sette e Ottocento. Infine nella figura di Ebe Antonio Canova sperimentò il tema del modello femminile adolescenziale e del movimento sospeso.

La tecnica

Lo studio della scultura è in gesso. Le versioni scolpite invece sono in marmo. Nelle due versioni molto contestate la giovane regge una coppa di bronzo e un’anfora con la mano destra. Anche il nastro dei capelli è dello stesso materiale. Gli accademici e i critici che contestarono l’uso del metallo richiamarono così l’idea della purezza del solo marmo.

La luce sulla scultura

La superficie della scultura è chiara e riflette la luce che la illumina creando morbidi chiaroscuri.

Rapporto con lo spazio

La figura delle giovane coppiera degli dei si slancia in avanti e verso l’alto. La statua quindi acquista una notevole leggerezza grazie al panneggio dell’abito che imprime un movimento ascendente. La scultura inoltre offre diverse prospettive all’osservatore che è invitato ad esplorare l’opera da diversi punti di vista.

La struttura

La scultura poggia sulle punte dei piedi ma il sostegno principale è rappresentato dalla nuvola o dal tronco. Se vista di profilo la figura di Ebe crea un elegante e sinuosa linea ad S.

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Bibliografia

  • Marco F. Apolloni, Canova. Ediz. illustrata, 22 dicembre 1998; 2007, Giunti Editore Collana: Dossier d’art, EAN: 9788809761643
  • A. Coliva, F. Mazzocca (a cura di), Canova e la Venere vincitrice. Catalogo della mostra (Roma, 18 ottobre 2007-3 febbraio 2008), 30 ottobre 2007, Mondadori Electa, EAN: 9788837055899
  • S. Androsov, F. Mazzocca, A. Paolucci (a cura di), Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura, 5 febbraio 2009, Silvana, EAN: 9788836612352
  • M. Guderzo (a cura di), Canova e la danza. Catalogo della mostra (Possagno, 3 marzo-30 settembre 2012), 1 gennaio 2012, Terra Ferma Edizioni, EAN: 9788863221596
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  • Giuseppe Pavanello (a cura di), Canova e l’antico. Catalogo della mostra (Napoli, 28 marzo-30 giugno 2019), 17 aprile 2019, Mondadori Electa, EAN: 9788891825216

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 10 dicembre 2020.

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