La Sacra Conversazione di Pietro Perugino

Ne la Sacra Conversazione, Pietro Perugino realizza un efficace equilibrio compositivo tra le figure dei personaggi e l’architettura che le ospita.

Pietro PeruginoSacra Conversazione, 1493, tempera grassa su tavola, 178 x 164 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione de La Sacra Conversazione di Pietro Perugino

La tavola rappresenta la Vergine che sorregge il Bambino mentre i Santi assistono ai lati. La Sacra Conversazione di Pietro Perugino attiene a un genere iconografico ben preciso che è stato trattato da tanti altri artisti nel Rinascimento. Sono famose altre versioni come ad esempio quella di Filippino Lippi e Domenico Veneziano. Sono molto conosciute anche quelle dipinte da Raffaello, Pontormo e Rosso Fiorentino.

La Vergine si trova al centro con Gesù Bambino in grembo. Ai lati poi si trovano due Santi, San Giovanni Battista a sinistra e San Sebastiano a destra. San Sebastiano veniva invocato, quindi rappresentato nei dipinti, in occasione di pestilenze.

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La Sacra Conversazione dipinta da Pietro Perugino fu eseguita per la cappella Martini della chiesa di San Domenico a Fiesole.

Dietro ai personaggi si nota una loggia composta da due campate coperte da volte a vela con archi incrociati. Oltre si intravede poi un classico paesaggio dipinto dal Perugino.

Analisi de La Sacra Conversazione di Pietro Perugino

San Sebastiano presenta una muscolatura appena accennata.

La Sacra Conversazione di Pietro Perugino è stata dipinta con colori molto tenui che ricordano la gamma cromatica utilizzata da Piero della Francesca. Soprattutto gli incarnati sono chiarissimi e quasi bianchi come quelli delicati del maestro. Spicca poi nella composizione la tunica rossa di Giovanni Battista. Sono evidenti anche il rosso più chiaro della Vergine e l’azzurro del suo abito. La carnagione dei corpi è delicata come il modellato. La luce illumina centralmente e da destra le figure scivolando morbidamente sui corpi. Dalla lunghezza delle ombre e dal calore della luce la scena si potrebbe svolgere nel tardo pomeriggio.

Lo spazio e la composizione

Il senso dello spazio è affidato alla costruzione architettonica. Il loggiato crea una spazialità razionale e ben determinata dalla scansione delle campate. Sul pavimento inoltre si leggono chiaramente le distanze tra i pilastri di sostegno delle volte. Il chiaro del cielo crea uno sfondo che mette in risalto, per contrasto, la figura della Madonna. Sullo sfondo si identifica un paesaggio sfumato che anticipa quelli dipinti da Leonardo Da Vinci. Il maestro del Rinascimento nei suoi paesaggi applicherà efficacemente la prospettiva aerea. In primo piano prevalgono i colori caldi molto saturi e brillanti. In lontananza invece i colori diventano più grigi tendenti all’azzurro e sbiaditi. L’incontro tra i due artisti Pietro Perugino e Leonardo da Vinci avvenne, probabilmente, nello studio di Andrea Verrocchio maestro di Leonardo.

L’atmosfera che si crea è di grande serenità sottolineata dalla composizione molto equilibrata. I critici mettono in risalto la particolare integrazione tra i personaggi e l’architettura che li ospita. Infatti le figure dei due Santi sono dipinte di fronte ai pilastri che sorreggono l’arco centrale. La Vergine poi si trova in posizione centralissima e inscritta in un triangolo compositivo. La Madonna è sorretta da un basamento decorato finemente. Dalla parte superiore della base parte il triangolo compositivo. La composizione infine è simmetrica e saldamente ancorata alla verticale.

La Pala di Castelfranco di Giorgione

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Bibliografia

  • Pietro Scarpellini, Perugino. L’opera completa, 1 gennaio 1997, Mondadori Electa, Collana: Arte italiana. I classici, EAN: 9788843535866
  • Vittoria Garibaldi, Perugino, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2019, EAN: 9788809983700

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 19 gennaio 2020.

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Consulta la pagina dedicata alla Sacra Conversazione di Pietro Perugino sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.

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