Melissa di Dosso Dossi

Melissa di Dosso Dossi è un dipinto che ritrae la maga buona descritta nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.

Dosso Dossi, Melissa (o Circe), 1520 circa, olio su tela, 176 x 174 cm, Roma, Galleria Borghese

Indice

Descrizione di Melissa di Dosso Dossi

La protagonista, la maga Melissa è seduta all’interno di un ambiente naturale. La maga indossa abiti ricchi e preziosi confezionati con tessuti decorati da ricami e broccati e il turbante dorato. La giovane fattucchiera è protetta da un cerchio magico che la circonda durante la realizzazione di un incantesimo.

Melissa volge il suo sguardo a sinistra mentre con la mano destra regge una tavoletta sulla quale compaiono figure geometriche. La maga regge inoltre una fiaccola con la quale accende il braciere che si trova a terra. Una corazza metallica è appoggiata a sinistra dove si trovano anche un grosso cane e dei volatili. Sullo sfondo nell’ambiente naturale si vede un gruppo di giovani.

Interpretazioni e simbologia di Melissa di Dosso Dossi

Inizialmente la figura femminile ritratta nel dipinto fu identificata come Circe una protagonista dell’Odissea di Omero. Gli storici dell’arte, in seguito ad analisi più approfondite hanno poi stabilito che si può trattare di un altro personaggio letterario. La protagonista è quindi forse la maga buona Melissa, descritta nell’Orlando Furioso (VIII canto 14-15) come protettrice di Bradamante.

Accanto alla giovane figura infatti è raffigurato un grosso cane dall’aspetto tranquillo che si può considerare simbolo di fedeltà. Assumendo quindi che la protagonista sia la maga Melissa, la sua immagine riprende il modello iconografico delle sibille.

Tra le fronde si vedono alcune figure simili a pupazzi che pendono verso il basso. Sono forse i guerrieri vittime del sortilegio della fata cattiva Alcina che Melissa libera dal maleficio.

Il cerchio magico nel quale la maga siede è una porzione di terreno, delimitata da segni della Cabala ebraica, che protegge Melissa durante la preparazione di un incantesimo. Inoltre la fiaccola che regge la maga è un simbolo di veggenza poiché e un attributo della dea Ecate. Infine gli animali sono quelli che, secondo la tradizione, accompagnano le maghe incantatrici.

Il gruppo di giovani dipinto nel paesaggio è considerato dagli storici dell’arte un omaggio al pittore Giorgione o Tiziano. Infatti figure molto simili compaiono nel noto dipinto intitolato Concerto campestre che gli storici dell’arte non hanno attribuito con certezza.

Il dipinto presenta molti riferimenti letterari e ritrae simboli esoterici.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il dipinto intitolato Melissa di Dosso Dossi è conservato presso la Galleria Borghese di Roma. Scipione Borghese di Ferrara fu proprietario del dipinto probabilmente a partire dal 1607-1608, grazie al cardinale Enzo Bentivoglio.

L’artista e la società. La storia dell’opera Melissa di Dosso Dossi

Dosso Dossi dipinse Melissa intorno al 1522-1524 circa. All’epoca della realizzazione di questo dipinto il pittore era nei primi anni della sua maturità e aveva circa 33-34 anni.

In seguito ad un restauro i tecnici hanno riscontrato diversi pentimenti dell’artista, cioè coperture di alcune zone del dipinto con altre figure. Infatti a sinistra sotto la figura del molosso e dell’armatura è presente una figura maschile stante verso la quale probabilmente Melissa volgeva lo sguardo.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile Melissa di Dosso Dossi

Il colore del dipinto è progettato con il linguaggio del tonalismo Veneto impreziosito però da componenti che ricordano atmosfere esotiche. Questo linguaggio cromatico si può notare, nella rappresentazione del tessuti e negli effetti di lucentezza del metallo dell’armatura.

La tecnica

Melissa è un dipinto a realizzato con velature di colore ad olio su una tela di 176 per 174 cm.

Il colore e l’illuminazione

I colori del dipinto sono piuttosto cupi e il paesaggio presenta ombre profonde che mettono in evidenza la figura della maga. Inoltre la parte destra risulta più illuminata rispetto alla sinistra.

Lo spazio

La scena è ambientata in uno spazio naturale la cui profondità è percepibile grazie alle diverse grandezze delle figure umane. Infatti lo spazio si approfondisce a destra, verso il centro abitato. Su questa direttrice obliqua agisce principalmente la prospettiva di grandezza.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Dosso Dossi presenta proporzioni quadrate e l’inquadratura pone al centro la figura della maga Melissa.

La figura della maga insieme al molosso di sinistra e al braciere, crea una piramide compositiva. La piramide e poi centrata sul rettangolo che comprende l’altezza della maga. Le diagonali del quadrato invece si incrociano in corrispondenza della vita di Melissa.

La direttrice compositiva più importante sale da destra, dove si trovano l’armatura e il cane, e giunge al centro abitato toccando tutti i soggetti delll’opera.

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Bibliografia

  • Maurizia Tazartes, Dosso Dossi, Giunti, Collana: Dossier d’art, 2013, ISBN: 9788809782532

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 16 agosto 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Dosso Dossi intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Dosso Dossi

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Dosso Dossi, Melissa, sul sito del Galleria Borghese di Roma.

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