Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino

Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino è un dipinto frutto della collaborazione tra Masolino e il suo celebre allievo.

Masaccio e Masolino, Sant’Anna Metterza, 1424-1425, tempera su tavola centinata, cm 175 x 103. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione dell’opera Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino

La Vergine è seduta su un trono con il Bambino tra le braccia. Sant’Anna invece è dietro di lei e poggia la mano destra sulla spalla della Vergine. Due angeli in basso agitano un turibolo mentre altri due scostano le cortine di lato e uno le solleva in alto.

Interpretazioni e simbologia di Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino

L’opera si può considerare una Maestà in trono, come descritta in tanti dipinti religiosi del Rinascimento.

Questo dipinto realizzato in collaborazione tra Masolino e il suo allievo più giovane Masaccio rappresenta una diversa e netta concezione della rappresentazione della realtà. La leggenda racconta che Masolino avvelenò Masaccio sentendosi minacciato dalla sua bravura. Infatti Tommaso Cassai, detto Masaccio, nato a San Giovanni Valdarno nel 1401, morì a Roma nel 1428 a soli 27 anni.

Suggerimenti e link utili per implementare una corretta didattica online o didattica a distanza, nel periodo di emergenza virus. Consulta la pagina: Didattica online.

Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio

Le ragazze e i ragazzi di ADO vi chiedono di stare a casa #iorestoacasa

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Questa tavola è anche detta Sant’Anna con la Madonna, il bambino e cinque angeli. Si tratta di una delle opere più importanti conservate presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

La storia dell’opera Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino

Secondo gli storici è frutto della collaborazione tra Masaccio e il suo maestro Masolino da Panicale. Masolino realizzò l’intera tavola mentre Masaccio dipinse la Madonna, il Bambino e l’angelo che regge la cortina in alto a destra.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino

Le parti dipinte da Masaccio nella Sant’Anna Metterza sono state determinanti per porlo a capo di tutta la trasformazione della pittura del Rinascimento italiano. Masaccio infatti cambiò la concezione dello spazio e la determinazione dei volumi attraverso un corretto chiaroscuro.

La mano dei due maestri è evidente poiché la concezione dello spazio e dei volumi è diversa. Masaccio fu un innovatore e introdusse un netto chiaroscuro nelle tre figure, che dipinge rendendole maggiormente solide e realistiche. Masolino invece fu un artista ancora legato alla concezione dello spazio del gotico Fiorentino. Il modellato del corpo di Gesù Bambino sembra essere ispirato invece alle statue della classicità.

La tecnica

Il dipinto è realizzato a tempera su una tavola in legno centinata di 175 x 103 cm.

Il colore e l’illuminazione

I colori sono tutti caldi e tendenti al rosso. Il trono spicca per la sua colorazione verde-grigio. Il manto della Madonna è molto scuro e lumeggiato sul panneggio lasciando intravedere la solidità del corpo sottostante. Le vesti degli angeli, soprattutto quella arancione in alto a sinistra hanno delle ombre colorate che li rendono leggeri e impalpabili.

Le ombre e i colori dei volti invece sono tendenti al verde, colore complementare al rosso e al rosa, che crea un chiaroscuro deciso ed efficace. La luminosità intensa proviene frontalmente da sinistra e modella i volumi, soprattutto della Madonna con Bambino in modo molto deciso e marcato.

Lo spazio

Lo spazio concepito da Masaccio è già di tipo brunelleschiano sebbene persistono ancora delle attenzioni ai ritmi lineari. La profondità si percepisce attraverso il basamento del trono e le solide strutture che lo chiudono lateralmente e nella sovrapposizione dei personaggi, a partire da Gesù Bambino in primo piano, dal volto della Madonna e, dietro di lei, da Sant’Anna. Fa da sfondo alle tre figure divine il manto e la cortina decorata finemente e sostenuta dagli angeli che si pongono dietro di essa suggerendo quindi un quinto piano prima del fondo dorato.

La composizione e l’inquadratura

La Madonna è contenuta in un blocco piramidale molto pesante visivamente. La composizione in alto termina con un arco a sesto acuto come nella tradizione gotica. Si tratta, comunque, di una composizione fortemente centrale che si riflette lungo l’asse che unisce il centro del basamento del trono che viene verso lo spettatore, il volto della Madonna, il volto di Sant’Anna e l’angelo reggicortina in alto.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Alessandro Salucci, Masaccio e la cappella Brancacci. Note storiche e teologiche, 2014, Polistampa, EAN: 9788859613923
  • Gloria Fossi, Masaccio. Ediz. illustrata, 6 aprile 2016, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, EAN: 9788809993655

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 dicembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Masaccio intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Masaccio e Masolino, Sant’Anna Metterza, sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.