Lo sbarco di Cleopatra a Tarso di Claude Lorrain

Claude Lorrain dipinse architetture classiche e un paesaggio di pura invenzione per ambientare la scena storica de Lo sbarco di Cleopatra a Tarso.

Claude Lorrain, Lo sbarco di Cleopatra a Tarso, 1642-1643, olio su tela, 117 x 147,5 cm. Parigi, Musée du Louvre

Indice

Descrizione

I personaggi sono disposti in secondo piano, raggruppati davanti ai grandi edifici ricostruiti.

Interpretazione

Nel dipinto di Claude Lorrain, Lo sbarco di Cleopatra a Tarso il porto antico è stato ricostruito attraverso un’operazione di fantasia.

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Lo stile

Claude Lorrain si stabilì in Italia come fece anche il suo contemporaneo Nicolas Poussin. I due artisti furono artefici di un genere molto diffuso il “Paesaggio classico”. Claude Lorrain, in italia, elaborò, quindi, una sua versione di questo genere caratterizzata da una maggiore importanza del paesaggio rispetto alle figure. I personaggi che popolano i suoi paesaggi classici sono di dimensioni ridotte. La loro funzione è quella di caratterizzare l’ambiente e chiarire la scena rappresentata. Vi sono molte differenze tra i paesaggi classici di Claude Lorrain e di Nicolas Poussin. I paesaggi di quest’ultimo sono di tipo rigoroso e ben documentato. Quelli di Claude Lorrain hanno, invece, una valenza lirica.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di Claude Lorrain è illuminato da una luce dorata che avvolge le fantastiche architetture sulla destra. Sulla sinistra le navi sono rappresentate, quasi, in controluce. Anche i personaggi, seppur ben identificabili vengono illuminati dalla luce che si diffonde all’orizzonte. Secondo gli storici e i critici d’arte William Turner, il grande pittore romantico inglese del Settecento, fu affascinato da questi effetti luminosi. L’artista, infatti, rese assoluta protagonista la luce nelle sue vedute veneziane e nelle sue burrascose marine.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Claude Lorrain, Lo sbarco di Cleopatra a Tarso, sul sito del Musée du Louvre di Parigi.

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