Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch è un dipinto visionario del maestro fiammingo dipinto in diverse versioni.

Hieronymus Bosch, Le tentazioni di Sant’Antonio (De verzoeking van de heilige Antonius), circa 1500, olio su tavola, 131,5 x 225 cm. Lisbona, Museu Nacional de Arte Antica (MNAA)

Indice

Descrizione di Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Sportelli esterni

Gli sportelli esterni che si possono vedere quando Il trittico è chiuso sono monocromi. Questa caratteristica è tipica delle pale d’altare di tradizione fiamminga. La monocromia degli sportelli esterni è un elemento scenografico che permette al fedele di apprezzare con più sorpresa il colore della pala d’altare aperta.

Pannello esterno di sinistra

Il pannello di sinistra raffigura l’arresto di Cristo. In primo piano infatti l’apostolo Pietro taglia l’orecchio a Malco, come raccontato nei Sacri testi. In secondo piano invece i soldati accerchiano Gesù caduto a terra. Infine più a sinistra Giuda si allontana dopo aver indicato ai soldati Gesù, segnalandolo con un bacio.

Pannello esterno di destra

Il pannello di destra ritrae in secondo piano Gesù che sale al Calvario portando la croce. Nella folla che circonda Cristo alcune persone lo insultano mentre altre invece lo sostengono. Si può vedere infatti Simone di Cirene che aiuta Gesù a reggere il legno e la Veronica. Un uomo, avvolto in un mantello, assiste senza reagire al passaggio del corteo mentre alcuni bambini indicano Cristo. I ladroni sono invece dipinti in primo piano. Uno di loro si confessa mentre l’altro rifiuta l’ultima professione.

Il trittico interno de Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Pannello di sinistra

Il Volo e caduta di sant’Antonio è il soggetto raffigurato nel pannello di sinistra. Il Santo con le mani giunte è in cielo, trascinato da un gruppo di demoni. Una grotta dalla forma fantastica è dipinta in basso, nel paesaggio. Infatti, l’ingresso è ricavato nella collina che ha la forma di un uomo carponi. Una processione si dirige verso il posteriore di questa figura che rappresenta l’ingresso dell’antro. Guidano la processione un demone vestito con paramenti sacri e un cervo che cammina su due zampe.

La narrazione procede in primo piano dove Sant’Antonio, caduto al suolo, è sorretto da due monaci e un laico che traversano un piccolo ponte.

Pannello centrale

Al centro del paesaggio è dipinto un lago ghiacciato e sotto al ponte sono fermi tre personaggi uno dei quali è un monaco che legge una lettera. Un demone in veste di uccello pattina sul lago e stringe nel becco un cartiglio con la scritta grasso.

Le Tentazioni di sant’Antonio sono il soggetto del pannello centrale. San’Antonio medita al centro della scena inginocchiato e appoggiato ad un muretto curvo. Il Santo mentre benedice, con la stessa mano indica una piccola cella ricavata in un torrione diroccato. Qui compare Cristo che, a sua volta, indica la vera croce mentre i demoni a sinistra compiono una crocifissione blasfema. Tre sacerdotesse, una delle quali nera, compiono poi un rito sacrilego. La sacerdotessa di colore regge un vassoio sul quale un rospo stringe un uovo. Si osserva poi un suonatore con il viso da maiale, in abiti neri e una civetta sulla testa insieme a uno storpio. I due uomini assumono la comunione. A sinistra, all’interno di un gruppo di demoni si vede una donna che indossa un copricapo a forma di tronco cavo. Sullo sfondo infine una città va a fuoco.

In primo piano, alcuni diavoli sembrano uscire da un frutto di colore rosso. Tra di loro si vede un diavolo che suona un’arpa mentre siede a cavalcioni di un pollo spennato e con le zampe sostituite da zoccoli. Infine, al centro, un altro gruppo di diavoli si agita nei pressi della barca a forma di pesce. Un uccello-nave si sposta in cielo insieme a altre imbarcazioni e pesci volanti. In secondo piano un uomo con la barba che indossa un cilindro sul capo è fermo e appoggiato a un muro.

Pannello di destra

La Meditazione di sant’Antonio è il soggetto raffigurato nel pannello di destra. Due figure volano in cielo a cavallo di un pesce. In primo piano un rospo scosta la tenda che lascia intravedere una donna nuda che si offre a Sant’Antonio. Il Santo, sulla destra, è immerso nella meditazione e sembra guardare l’osservatore con espressione sconsolata. Accanto al religioso un nano vestito con un mantello rosso mostra alcuni giochi, un girello e una girandola. In primo piano una tavola, retta da diavoli nudi, è preparata con pane e vino. Una città con edifici e torri si intravede infine sullo sfondo. Si identificano anche un lago e mulini a vento.

Interpretazioni e simbologia di Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Pannelli esterni

Le scene che descrivono due momenti della passione di Cristo sono ambientate nel deserto. Questo luogo, tradizionalmente era destinato ai morti e ai condannati.

Pannelli interni

Sant’Antonio nel dipinto centrale è assorto e prega inginocchiato ai piedi del crocifisso senza interessarsi di ciò che lo circonda. La tradizione racconta che durante la sua permanenza nel deserto il Santo fu tentato dal demonio. Sant’Antonio seppe resistere alle tentazioni che minacciavano il suo spirito provato dall’isolamento e dalla privazione.

Le tavole dipinte del trittico di Lisbona raccontano tre episodi delle Tentazioni di Sant’Antonio. Il pannello di sinistra rappresenta il Volo e della caduta di sant’Antonio. Nel pannello centrale sono dipinte le Tentazioni di sant’Antonio. Infine nel pannello di destra sono raccontate le Meditazione di sant’Antonio. Invece sugli scomparti esterni, visibili a trittico chiuso, sono dipinti due episodi della passione di Gesù, la cattura di Cristo e della salita al Calvario.

I pannelli interni raccontano quindi tre momenti fondamentali per conoscere la vicenda di Sant’Antonio. Il Santo infatti durante il suo eremitaggio fu trasportato in cielo dai demoni e quindi lasciato cadere al suolo. Questo evento è rappresentato nel pannello di sinistra. A destra invece il Santo subisce la tentazione della lussuria tramite la visione di una donna che si offre nuda. Inoltre i demoni lo tentano con il cibo che nella sua esperienza di eremita è escluso. Nel pannello centrale poi Sant’Antonio è messo alla prova e rischia di abbandonare la fede.

Le fonti storico-letterarie de Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch si ispirò probabilmente a due fonti letterarie presenti al tempo. Una di queste è la Vita Sancti Antonii di Atanasio, un testo diffuso nelle Fiandre grazie a Le vite dei santi di Pieter van Os. L’altra fonte è la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, che è alla base di molti dipinti agiografici.

I simboli del peccato ne Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Ogni scena rappresentata nel dipinto nasconde un significato simbolico legato al peccato. Spesso nei dipinti di Hieronymus Bosch sono presenti rappresentazioni che trattano questo tema e quello della meditazione. Nel dipinto di Lisbona sono presenti infatti i due temi e per questo gli studiosi considerano il trittico come una delle opere migliori di Bosch.

Le figure di demoni e le figure ibride che accompagnano i diavoli derivano in parte dalla tradizione figurativa del Medioevo. I curatori del Museo di Lisbona paragonano quindi il Trittico di Bosch ad un trattato visivo di demonologia.

Simboli iconografici ne Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Nel dipinto le varie scene rappresentate si collegano simbolicamente ai quattro elementi dell’universo cioè cielo, terra, acqua e fuoco. Il Trittico dipinto da Bosch prima di tutto è una narrazione agiografica, che racconta un momento della vita del Santo. Oltre a questa interpretazione principale, l’opera offre la visione del mondo come totalmente immerso nel Male. Infatti l’universo di Bosch è invaso da demoni e esseri fantastici che popolano il territorio e dominano le vita degli umani.

Nella figura di Sant’Antonio sorretta dai monaci, nel pannello centrale, gli storici hanno individuato un autoritratto del Maestro fiammingo.

Cristo, che appare in posizione defilata e nascosta nel dipinto, è una presenza debole ma rappresenta la luce che porta la redenzione.

La scritta grasso che mostra il demone a forma di uccello che pattina, fa forse riferimento allo scandalo della vendita delle indulgenze. Inoltre la sua figura si ricollega ai gryllos dell’arte di epoca alessandrina.

Il cervo è un attributo cristologico che però in questo caso è utilizzato con significato sacrilego come i paramenti sacri indossati dal diavolo.

Il rospo è un simbolo di stregoneria e di lussuria. Il suonatore invece rappresenta l’eresia. L’incendio che divampa nella città sullo sfondo richiama l’attributo iconografico di Sant’Antonio, ed evoca la protezione dalle fiamme.

I demoni

Il gruppo di demoni e la donna con il tronco sul capo rappresentano forse la violenza sanguinaria. Il gruppo immerso nell’acqua a destra, secondo gli studiosi, sta recitando un parodia della fuga in Egitto o dell’adorazione dei Magi.

La figura umana maschile che indossa il cappello a cilindro è indicato da alcuni commentatori dell’opera di Bosch come il Mago. Tra le altre figure, accanto al Mago è presente un demonio che appare come lo scheletro di un cavallo.

La tradizione racconta che le due figure che volano in cielo a cavalcioni del pesce stanno raggiungendo il sabba delle streghe. Questa facoltà fu concessa loro dal demonio. La donna nuda dipinta in basso, in primo piano, rappresenta uno dei peccati capitali, la lussuria. Invece il nano che gioca accanto al Santo è il simbolo dell’umanità incosciente.

La tavola con il pane e il vino in primo piano è l’ultima tentazione presentata a Sant’Antonio dal demonio.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La provenienza del dipinto che trova concorde oggi la maggior parte degli storici è quella che prende in considerazione la via delle Fiandre. Infatti l’umanista portoghese Damiao de Góis tra il 1523 e il 1545 acquistò probabilmente il trittico nella zona del nord Europa. Gli archivi del Palazzo Reale di Lisbona documentano poi l’opera a metà Ottocento. Infine nel 1911, re Manuele II donò le Tentazioni di Sant’Antonio al Museo nazionale d’arte antica di Lisbona.

Il Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio si trova al Museo Nazionale d’arte antica di Lisbona.

L’artista e la società. La storia dell’opera Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Secondo la datazione degli storici la pala di Hieronymus Bosch risale al 1501 circa. Bosch nacque intorno al 1450 quindi all’epoca di realizzazione di quest’opera aveva circa 50 anni. Le tentazioni di Sant’Antonio è uno dei suoi dipinti più noti. La data di realizzazione del dipinto conservato al Museu Nacional de Arte Antiga a Lisbona è frutto di ipotesi degli studiosi. Infatti non tutti gli esperti dell’opera di Bosch sono concordi.

Gli studiosi che si occupano dell’opera di Hieronymus Bosch non mettono in discussione l’autografia del pittore. Sono cioè certi che l’autore del trittico sia il Maestro fiammingo. Invece la datazione è piuttosto incerta. La maggior parte degli storici però sono orientati verso il 1490-1500. L’analisi dendrocronologica infine ha restituito la data del 1501.

I committenti dell’epoca apprezzarono molto l’interpretazione di Bosch di questo tema religioso. Infatti gli storici hanno contato circa quindici versioni dell’opera oggi esistenti che riproducono in parte o interamente il dipinto. Le versioni più note e firmate si trovano al Prado di Madrid, a Bruxelles, a Bonn e ad Anversa. La versione conservata a Bruxelles è quella più vicina all’originale e considerata la migliore in qualità.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch

Gli studiosi che nel tempo si sono occupati di Hieronymus Bosch hanno indicato il trittico di Lisbona come un suo capolavoro. Questo giudizio prende in considerazione diversi aspetti dell’opera. Intanto la fantasia con la quale Bosch ha popolato la scena di personaggi e situazioni visionarie. Poi la composizione efficace nel narrare il fatto. Infine proprio la capacità del Maestro fiammingo di elaborare una sintesi visiva del soggetto.

Anche dal punto di vista tecnico nel trittico di Lisbona si può valutare la padronanza di Bosch nell’uso del colore. Infatti la qualità pittorica, di colori leggeri o brillanti varia in relazione all’esigenza narrativa ed espressiva. Inoltre questa qualità si integra con la dimensione spaziale del colore prodotta dagli sfumati ambientali.

La tecnica

Il Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio è un’opera dipinta con velature di colore a olio su una tavola in legno che aperta misura 131 di altezza e 238 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

I colori della scena sono tendenzialmente caldi e organizzati in modo da suggerire un’atmosfera cupa e incombente. Sullo sfondo invece, le alture sono rese con colori freddi e tendenti al grigio. In primo piano sono presenti colori più saturi e brillanti.

Lo spazio

Le scene ideate da Bosch si distribuiscono in un paesaggio che si sviluppa tra specchi d’acqua, spazi aerei e antri sotterranei. La profondità del paesaggio è suggerita dalla prospettiva di grandezza che si evidenzia nel progressivo diminuire delle figure verso il fondo. Inoltre, i gruppi dei personaggi si sovrappongono nei primi piani della scena.

Il punto di vista è piuttosto alto. Infatti la scena indica che l’osservatore sta guardando dall’alto. Questa prospettiva si può verificare osservando la base delle rovine nel pannello centrale. Inoltre la linea dell’orizzonte è molto elevata e il paesaggio occupa quasi due terzi dell’altezza dei dipinti.


Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch di Kansas City

Hieronymus Bosch, Le tentazioni di Sant’Antonio, 1500-1510 circa, olio su tavola, 38,58 X 25,4 cm. Kansas City, Nelson-Atkins Museum of Art

Questa versione delle Tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch risale al 1500-1510. Bosch nacque intorno al 1450 quindi dipinse l’opera in tarda età, tra i 50 e i 60 anni.

Il dipinto è supportato da un pannello di legno di quercia di 38,58 x 25,4 cm.

William Rockhill Nelson Trust donò il dipinto al Museo di Kansas City.


Le tentazioni di Sant’Antonio di Hieronymus Bosch del Prado di Madrid

Hieronymus Bosch, Le tentazioni di Sant’Antonio, 1500-1525 circa, olio su tavola, 70 x 51 cm. Madrid, Museo del Prado

Descrizione

In primo piano, Sant’Antonio, avvolto da un saio, è inginocchiato all’interno di un tronco cavo coperto da un tetto di paglia. Il Santo è immerso nella meditazione e tiene il suo libro chiuso e appeso alla cintura. Ai suoi piedi lo accompagna un maiale con un campanello fissato all’orecchio. Intanto un demone prepara il suo attacco. All’interno della cappella il bagliore rosso indica che è scoppiato un incendio. Alcuni demoni cercano di spegnere le fiamme che divampano alle spalle dell’albero nel quale si trova il Santo.

Altri demoni dalle forme stravaganti nascono dall’acqua del ruscello. Intorno a Sant’Antonio inoltre si sviluppa un ampio paesaggio. Infine sullo sfondo il paesaggio è rappresentato da terrazze naturali e in profondità oltre gli alberi si intravedono le punte di alte torri.

Interpretazione

Nella versione delle Tentazioni di Sant’Antonio del Prado di Madrid è presente un elemento molto originale. Infatti nella scena, i demoni non attaccano il Santo come avviene in molte rappresentazioni. I diavoli invece si affannano all’interno del recinto e sembrano impegnati ad organizzare le attività contro il protagonista. La scena rappresenta così il momento precedente al tentativo del demonio di sviare il Santo dal suo percorso di fede. L’incendio appena visibile, grazie al fumo e alle scintille, scoppiato all’interno della cappella è un attributo di Sant’Antonio e compare in altre opere.

Il mostriciattolo dipinto a sinistra sembra leccarsi le labbra immaginando l’imminente attacco al Santo. Lo stesso atteggiamento è assunto dall’orso che sta per attaccare un uomo sullo sfondo dell’Adorazione dei Magi al Prado, (P02048).

Il tau disegnato sopra la porta di accesso al ponte indica la dimora del santo e la sua cappella.

Secondo lo storico dell’arte Combe, Bosch prese ispirazione dalle scene che si trovano nei testi mistici di Ruysbroeck. Inoltre l’artista si riferì probabilmente alle litografie de l’Exercitium super Pater noster, venerate dalla confraternita dei Fratelli della Vita Comune a cui era vicino Bosch. Proprio su una di queste stampe, compare un monaco che  in medita all’aperto vicino a un ruscelletto e a una capanna.

I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Juan de Benavides, marchese di Cortés fu il proprietario del dipinto prima del 1563. Il re di Spagna Felipe II acquistò l’opera e la destinò al monastero di San Lorenzo del Escorial l’8 maggio 1572, secondo i curatori del Prado o nel 1574, secondo altri autori. Questa incertezza dipende dal fatto che l’opera non figura negli inventari dell’epoca. Le tentazioni di Sant’Antonio Abate rimasero quindi all’interno dell’Escorial fino al suo trasferimento al Museo del Prado nel 1839.

La storia

Il dipinto intitolato Le Tentazioni di Sant’Antonio Abate esposto al Museo del Prado di Madrid è datato 1510 – 1515. Secondo tale datazione risulta quindi successivo alla versione del Museo di Lisbona e a quella di Kansas City. Persiste qualche dubbio sull’attribuzione. L’opera, infatti, potrebbe essere opera di un seguace di Bosch.

Secondo gli storici, Bosch dipinse l’opera negli ultimi anni di attività ma la datazione non è sicura. Secondo Friedländer il dipinto risale al 1490. Altri studiosi invece proposero il 1500. Gli storici contemporanei invece la datano tra 1500 e 1525. I dubbi sull’autenticità dell’opera sono motivati dalla mancanza di volume nei corpi.

Il dipinto in origine nella parte alta era di forma semicircolare. Nel tempo la tavola subì alcuni danni che interessarono la zona del bosco dello sfondo e in parte la figura di Sant’Antonio. Secondo la ricostruzione degli storici, il paesaggio presenta alberi meno frondosi. Nel tempo le zone degradate furono ridipinte.

Gli interventi di ricostruzione sono stati quindi oggetto di indagine tecnica ed è stata riconosciuta la mano di un pittore delle Fiandre.  I curatori del Museo, nel corso dell’Ottocento aggiunsero del materiale di legno agli angoli della tavola in quercia per renderla rettangolare. Attualmente il formato della tavola è tornato quello semicircolare.

Per avere la certezza dell’attribuzione, gli storici confrontarono attentamente ogni aspetto dell’opera con quelle sicuramente dipinte dall’artista.

Le indagini tecniche

In seguito all’ultimo restauro del dipinto i tecnici hanno scoperto l’incendio che divampa dietro l’albero di Sant’Antonio. L’analisi condotta con la dendrocronologia rivelò che la tavola fu utilizzata a partire da circa il 1464. Questa datazione risulta però piuttosto lontana dalla data di esecuzione stimata dagli storici intorno al 1510-15. Tale discrepanza si potrebbe giustificare se la tavola fosse stata utilizzata per un dipinto precedente.

I tecnici che hanno condotto nuove indagini hanno rivelato un disegno coperto dalla pittura realizzato a pennello con medium liquido. Le figure disegnate sono appena accennate dai contorni, e costruiscono il Santo e figure a lui vicine. I segni si infittiscono nelle zone in cui Bosch apportò qualche modifica, sia nel disegno che nella pittura. Rispetto al sottostante disegno di Sant’Antonio, l’aspetto più significativo è la correzione del contorno della figura e delle dimensioni del naso del Santo che nel disegno appare più corto.

L’analisi tecnica ha rivelato inoltre che gli strati pittorici dell’opera presentano diversi problemi. Su tutta la figura del Santo si notano le linee d’ombra rinforzate da Bosch come sotto il braccio destro che poggia sul ginocchio. La barba poi è piuttosto simile a quella del frammento delle Tentazioni di Sant’Antonio custodito a Kansas City, che risale più o meno alla stessa data.

Come solitamente, Bosch realizzò alcune modifiche nella fase pittorica. Nella versione del Prado sono però presenti meno ripensamenti rispetto ad altre opere. I più significativi si riscontrano nell’albero cavo che accoglie Sant’Antonio o nelle figure dei due edifici a sinistra.

Grazie alle indagini radiografiche, i tecnici sono riusciti a rendere evidenti i ripensamenti realizzati direttamente con il colore. È stato rivelato il paesaggio progettato inizialmente da Bosch e la trasformazione successiva.

Lo stile

I curatori del museo del Prado mettono in evidenza il magistrale realismo del tronco. Bosch prese ispirazione dalla realtà quotidiana riproducendo gli oggetti molto fedelmente. Questo modo di procedere rappresenta una sua tipica cifra stilistica.

Inoltre l’opera presenta gli stessi tocchi di luce, le stuccature e i punti di attenzione che si ritrovano nelle opere di Bosch. Uno dei diavoli impugna un coltello in modo molto evidente. Questa esibizione fa pensare agli storici che l’arma possieda un significato particolare. Spesso il maestro fiammingo, nelle sue opere ricorse a espedienti di questo tipo.

Bosch utilizzò i soliti accorgimenti tecnici, come la predisposizione di aree libere destinate ad accogliere gli elementi principali della scena. In altri casi dipinse le figure direttamente su una superficie già finita. Un esempio di questo modo di procedere è il diavolo che si trova nell’angolo in basso a sinistra. il cui corpo quasi in trasparenza lascia intravedere l’erba sottostante.

Alcune figure di secondaria importanza sembrano predisposte a partire dalle prime fasi dell’opera. Tra queste vi è il tronco che attraversa l’acqua all’estrema destra della scena. Il maestro fiammingo lo dipinse con attenzione ricreando ogni asperità della superficie attraverso pennellate che riproducono i colpi di luce. Bosch riprodusse attentamente anche il tremolio della superficie dello specchio d’acqua e i corpi dei demoni, i materiali degli oggetti che portano o che compongono i loro corpi.

A queste caratteristiche dello stile di Bosch si aggiunge la riproduzione delle curve di livello che segnano delle alture. Il paesaggio è scolpito con luci e ombre che si individuano sul lato sinistro da cui proviene la luce, o su quello destro che rimane in ombra. 

La tecnica

Il dipinto di Bosch è realizzato con velature di colori ad olio su un supporto formato da due tavole di legno di rovere baltico di 73 x 52,5 cm. L’artista utilizzò la stessa tecnica in questa versione delle Tentazioni utilizzata per le altre opere a lui attribuite. L’artista usò un primer sottile, grigio chiaro steso sullo stucco a gesso. I pigmenti presenti nel dipinto sono poi quelli comunemente usati dai pittori fiamminghi del XV secolo. Bosch utilizzava gli stessi pigmenti applicandoli attraverso velature molto sottili.

Bosch scelse di suggerire l’unità di spazio e tempo rappresentando la figura del Santo una sola volta. Inoltre la dimensione della figura è sotto scala rispetto alla forte presenza del paesaggio che la ospita. L’impressione di vastità ambientale è prodotta dal distendersi del paesaggio verso l’alto in prossimità della linea dell’orizzonte.

Il colore e l’illuminazione

Il paesaggio, coperto da vegetazione, presenta colori verdi e giallognoli. Verso l’orizzonte, i toni assumono dominanti fredde e azzurre.


Confronti. Le versioni de Le tentazioni di Sant’Antonio di Bosch

Nella versione de Le tentazioni di Sant’Antonio custodita al Prado di Madrid, il Santo si presenta in modo molto originale. Antonio infatti è assorto nei suoi pensieri immerso nel paesaggio e protetto dal tronco cavo. Inoltre non tiene il libro tra le mani che rappresenta un importante attributo iconografico. Infatti il pesante volume è chiusi e appeso alla cintura. L’altro attributo, il maiale che lo accompagna, è tranquillo e fermo ai piedi del Santo. Insolitamente, Sant’Antonio è dipinto nell’opera una sola volta. Diversamente nel trittico di Lisbona compare tre volte. La versione custodita a Madrid presenta un’atmosfera più serena rispetto alla scena concitata dipinta nel trittico di Lisbona.

Approfondimento. Horror vacui e spazio globale

Le tentazioni di Sant’Antonio di Bosch si possono considerare come l’anticipazione di un cambiamento nella concezione dello spazio dipinto. Infatti l’opera, secondo una lettura storico-filosofica data dai curatori del museo di Lisbona, rivela una potente sintesi concettuale. Da una parte i gruppi di personaggi che popolano il paesaggio incarnano la tradizione medievale che ossessivamente registra ogni dettaglio. Dall’altra invece l’idea di uno spazio globale da percepire attraverso una sola visione, elaborato dai maestri del Rinascimento.

I visi delle figure sono estremamente dettagliati come l’abbigliamento. Anche gli esseri fantastici sono costruiti con anatomie iper-descritte. Inoltre la superficie del dipinto è occupata in modo ossessivo da figure secondo il caratteristico horror vacui nordico. Il termine si può tradurre come paura del vuoto e siano festa nella completa saturazione di uno spazio pittorico con figure e dettagli. Un pittore figurativo solitamente alterna la sua attenzione alla copertura della superficie bidimensionale della tela e alla costruzione dello spazio tridimensionale virtuale.

La frammentazione dello spazio creata dalle piccole figure iper-dettagliate è però compensata dall’unificazione dello spazio determinata dalla luce che crea unità nel caos della rappresentazione. Questo caos è rappresentato infatti dalle figure di umani, di diavoli e di esseri che si muovono convulsamente in cielo e in terra.

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Bibliografia

  • Franca Varallo, Bosch, Skira, Milano 2004
  • William Dello Russo, Bosch, Milano, Mondadori Electa, collana: I geni dell’arte, 2008, ISBN 978-88-370-6431-0
  • Stefan Fischer, Hieronymus Bosch. L’opera completa. Ediz. italiana, 1 gennaio 2014, Taschen, Collana: Extra large, EAN: 9783836552431
  • Marco Bussagli, Bosch, 26 ottobre 2016, Giunti Editore, Collana: Atlantissimi, EAN: 9788809828223
  • Marco Bussagli, Bosch, 2016, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, EAN: 9788809994300

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 10 dicembre 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Hieronymus Bosch intitolate:

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Hieronymus Bosch, Le tentazioni di Sant’Antonio, sul sito del Museo del Prado di Madrid.

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