La nave dei pazzi di Hieronymus Bosch

Partendo da alcuni testi che descrivono le conseguenze di una vita viziosa, Hieronymus Bosch, nel suo dipinto La nave dei folli, raccontò la follia legata alla dipendenza dal cibo.

Hieronymus Bosch, La nave dei folli, 1494 circa, olio su tavola, cm 57 x 31. Parigi, Musée du Louvre

La nave dei folli va alla deriva con il suo carico di umanità golosa

Spesso, nelle opere nelle opere di Hieronymus Bosch l’ispirazione proviene da fonti letterarie e tradizioni orali. Anche nella sua opera intitolata La nave dei folli il maestro olandese si ispirò ad alcuni testi allegorici che trattavano in modo satirico i vizi dell’umanità. Su di un corso d’acqua galleggia una nave in primo piano. Senza timone, l’imbarcazione va alla deriva allo stesso modo di una persona in preda al vizio. In questo caso la dipendenza ad essere rappresentata è quella della golosità. Infatti, sulla sinistra sono rappresentati un uomo e una donna ubriachi che litigano. Il motivo della lite è, forse, un contenitore pieno di vino.

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Sull’albero della nave, veramente rappresentato come un albero in natura, un uomo si arrampica afferrando un coltello per impossessarsi di un oca farcita, legata accanto alla bandiera. Il vessillo riporta una mezzaluna simbolo della follia. Di fronte ad un tavolo improvvisato, poi, due religiosi cercano di addentare del cibo appeso dall’alto. Partecipano al gioco e cantano altri uomini dietro di loro. Intanto dall’acqua due figure umane nude, che sembrano i dannati di alcune rappresentazioni infernali, elemosinano del cibo. Sul fondo l’orizzonte confina con il cielo. Un teschio incassato tra le fronde dell’albero ricorda all’umanità l’inevitabile morte.

Lo stile. la nave dei folli surreale ed espressionista

Come nelle altre visioni dei dipinti di Hieronymus Bosch lo stile è decisamente surreale ed espressionista. I volti sono deformati dal vizio e abbruttiti da un’esistenza senza controllo. I corpi sono sgraziati e deformi. Le forme sono legnose e dure, molto lontane dalla classicità rinascimentale. L’Horror Vacui, traducibile con timore del vuoto, contraddistingue le opere fiamminghe. Anche i dipinti di Quentin Metsis, come Il Cambiavalute, esposto al Louvre di Parigi offre un esempio di questa tendenza stilistica.

Il colore e la luce

Il dipinto è tendenzialmente caldo e abbonda di colori quali arancio e incarnati intensi. La vegetazione è di un verde non troppo saturo così come la pianura. Il colore è livido, soprattutto nel cielo e suggerisce un’atmosfera malata. L’illuminazione è diffusa e crea una luce lattiginosa e afosa.

Lo spazio, la composizione e l’inquadratura

In primo piano La nave dei folli è affollata e straripante di personaggi. Si nota immediatamente la sproporzione tra la piccola imbarcazione e la folla ammassata su di essa. La pianura si prolunga fino all’orizzonte. Il dipinto è sviluppato in altezza per dare modo di descrivere interamente l’imbarcazione e il suo grottesco albero naturale. Il centro della composizione, coincide con quello dell’imbarcazione dove due figure di monaci sono seduti ai lati opposti della tavola. Intorno ad essi si articolano i corpi gesticolanti dei folli.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Hieronymus Bosch, La nave dei pazzi, sul sito del Musée du Louvre di Parigi.

Approfondimenti

Prima del restauro accurato terminato nel 2015, a destra dell’orizzonte compariva un promontorio. Inoltre, il lavoro di pulitura ha illuminato notevolmente il dipinto ed eliminato particolati aggiunti nel tempo. La nave dei folli risulta parte di un pannello tagliato. La parte inferiore secondo recenti studi è l’opera intitolata Allegoria dei piaceri.

Un articolo in lingua francese, molto dettagliato, sul restauro dell’opera. Vai sul sito C2RMF(Centre de recherche et de restauration des musées de France).