Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch

Il famoso dipinto di Hieronymus Bosch è considerato la rappresentazione dei piaceri carnali e, allo stesso tempo, una critica verso il loro abuso. Nel dipinto Il giardino delle delizie, sono rappresentate moltissime specie animali e ibridi terrificanti.

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie, 1490-1500, olio su tavola, Trittico 220 x 195 cm. Madrid, Museo del Prado

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Indice

Descrizione de Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch

Il giardino delle delizie è un trittico e nell’anta di sinistra è raffigurata la creazione di Eva che rappresenta l’inizio del peccato umano. Centralmente, attraverso una scena affollata e complessa viene descritta la lussuria che domina l’intera umanità. Nel pannello di destra invece, viene rappresentato l’inferno, punizione per i peccati di lussuria. Su tutto il dipinto si trova, costantemente, la rappresentazione di una fragola, simbolo di questo peccato. Forse il personaggio dipinto al di sotto della cornamusa, nella tavola di destra, è un autoritratto di Hieronymus Bosch.

Interpretazioni e simbologia de Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch

Il giardino delle Delizie è considerato dagli storici una delle opere più importanti del periodo maturo di Hieronymus Bosch. Vi sono due letture critiche intorno a quest’opera. La prima riguarda la possibile adesione dell’autore alla setta eretica degli Adamiti. La loro dottrina raccomandava un esercizio sessuale sfrenato. La seconda interpretazione, invece, riguarda una visione moralizzante del dipinto. Si tratterebbe di una condanna nei confronti della lussuria.

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Lo stile de Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch

I numerosi personaggi rappresentati sulla scena del dipinto sono modellati con un disegno che mette in risalto una forte caratterizzazione fisica. Si può dire che le fisionomie sono di tipo espressionista. Infatti le espressioni facciali sono molto enfatizzate come anche le posizioni e i movimenti. La muscolatura dei corpi nudi è sintetica e non vi sono masse muscolari rappresentate in evidenza. Il chiaroscuro agisce in modo molto debole sui corpi, anzi, è quasi del tutto assente e le figure vengono definite tramite campiture chiare in contrasto con l’ambiente.

Le proporzioni dei corpi sono distanti da quelle classiche rinascimentali e non è presente alcuna ricerca di bellezza ideale. La presenza di tante figure sulla scena, oltre ad essere motivata dal soggetto, è sintomatica dell’utilizzo dell’horror vacui. Questa tendenza, traducibile con “paura del vuoto“, fu costante in certa pittura del nord europa e consiste nel riempire ogni spazio del dipinto con figure o particolari. Hieronymus Bosch dipinse altre opere ugualmente simboliche e affollate come La nave dei folli e Il Carro di fieno.

Il colore e l’illuminazione

Sul pannello centrale e su quello laterale prevale il verde chiaro dei prati mentre nel pannello di destra, più scuro la progressione di toni cambia verso l’alto. Da un suolo ocra  e giallo arancio si passa, poi, allo specchio d’acqua ghiacciato grigio scuro. Infine il paesaggio buio e acceso dai roghi arancioni e rossi dell’orizzonte. Le figure umane, sono chiare con un incarnato pallido in primo piano. Verso il fondo le figure maschili sono più scure di quelle femminili. Curioso particolare utilizzato già nella pittura egizia. Colori vivi sono destinati agli uccelli e agli esseri ibridi, quasi tutti derivati dall’universo ittico. Gli edifici organici e fantastici costruiti in prossimità della fonte dell’eterna giovinezza sono colorati con rosa e azzurri chiari molto brillanti. Il paesaggio e le montagne lontane sono colorati con un azzurro sbiadito che si perde nella foschia.

Lo spazio

La folla di personaggi riuniti in gruppi, per creare le numerose scene, crea una trama brulicante di figure che rimpicciolendosi costruiscono lo spazio in profondità. Non vi sono indicatori di prospettiva geometrica, quindi, la spazialità è data dalla sovrapposizione dei corpi e dalla prospettiva di grandezza. L’orizzonte è molto elevato e tocca quasi il bordo superiore del dipinto. Questa particolarità favorisce l’azione di una prospettiva spaziale relativa alla rappresentazione verso l’alto del dipinto delle figure più lontane. Lo percezione psicologica della densità dello spazio, poi, varia rispetto all’affollamento. Il primo piano del pannello centrale, molto affollato e movimentato, crea uno spazio più denso, rispetto al pannello di sinistra, quasi deserto.

La composizione e l’inquadratura

La composizione dei tre pannelli varia rispetto alla collocazione e al numero di figure e personaggi. L’impostazione del paesaggio, però rimane la stessa. La linea dell’orizzonte, infatti, coincide nelle tre tavole. Nella tavola centrale la composizione è simmetrica e centrale. Infatti, al centro del lago si trova l’edificio con la torre a punta. Verso il basso, poi, la verticale taglia in due metà regolari la pozza tonda e il girotondo degli animali. Nel primo piano i gruppi di figure sono uniformemente distribuiti ed equilibrati nella metà destra e in quella sinistra della tavola. L’inquadratura della scena è alta e l’osservatore potrebbe trovarsi su di un luogo elevato o, addirittura, in volo.

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