Numero 9, Dark over Light Earth/Violet and yellow in Rose di Mark Rothko

Le grandi tele astratte di Mark Rothko furono ispirate all’artista dalle grandi opere religiose del passato. Dal 1947 Rothko smise di dare un titolo alle sue opere assegnando loro solo un codice numerico.

Mark Rothko, Numero 9, Dark over Light Earth/Violet and yellow in Rose, 1954, olio su tela, cm 11.46 x 172.72 x 4.45. Los Angeles, Museum of Contemporary Art

Descrizione. Grandi tele astratte per trasmettere la spiritualità medioevale

Mark Rothko realizzò i suoi dipinti astratti con grande cura e attenzione. La sua preoccupazione maggiore fu quella di indagare la materia colorata e preparare personalmente i colori. L’artista, infatti, creava egli stesso le miscele utilizzando pigmenti in polvere e colle di origine animale. Mark Rothko fu attratto dall’arte medievale e questa sua ammirazione lo portò a realizzare opere astratte di grandi dimensioni per favorire l’immersione totale dell’osservatore nell’opera. Il dipinto in questione è realizzato con tre tonalità principali di colore che creano due campiture. La campitura superiore è di dimensioni ridotte mentre il rettangolo inferiore occupa più della metà del dipinto. Intorno alle due campiture Mark Rothko ha dipinto un bordo lineare che le racchiude.

Lo stile. Grandi campiture di colore uniforme e luminoso

Il colore che copre la tela Numero 9 di Mark Rothko è da apprezzare in quanto materiale colorato. L’artista, infatti, eliminò gran parte degli elementi linguistici della pittura tradizionale per ridurli e articolarli in un linguaggio personale e minimale. Questa riduzione ebbe, anche, una motivazione spirituale, come era già avvenuto nel caso del Neoplasticismo di Piet Mondrian. La tela è, quindi, dipinta con pennellate non troppo levigate, che lasciano trasparire la materia pittorica. In basso si trova una campitura gialla che copre più della metà inferiore del dipinto. In alto, invece, prende posto una campitura nera di minori dimensioni. Intorno ad esse e al dipinto fa da cornice un bordo di colore arancione.

La superficie del dipinto non intende suggerire la terza dimensione mentre il formato incornicia la composizione Numero 9 verticalmente. Non si può parlare di un centro compositivo in quanto Mark Rothko non intese costruire un universo di segni. Il dipinto è da intendersi piuttosto come una superficie dipinta che acquista il valore di oggetto tridimensionale. Non è più il semplice supporto per una immagine illusionistica.

Approfondimenti

Mark Rothko fu un artista di origini lettoni nato nel 1903 e morto nel 1970. Emigrò molto giovane e si stabilì negli Stati Uniti. Inizialmente, la sua poetica fu dedicata allo studio delle rappresentazione delle emozioni umane ma, dal 1945 abbandonò le opere figurative interessato alla grandiosità della pittura architettonica medievale. Costruì, quindi, delle grandissime tele di canapa sulle quali creò grandi e luminose superfici colorate. Dal 1947 smise di intitolare i suoi lavori preferendo identificarli con codici numerici o nomi dei colori utilizzati. Dal 1949, poi, elaborò uno standard che elaborò ulteriormente durante la sua ricerca. Uno degli aspetti importanti, da tenere in considerazione, per avvicinare le sue opere è l’intenzione di suggerire una dimensione spirituale ispirata all’arte Cristiana medievale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Mark Rothko, Numero 9, Dark over Light Earth/Violet and yellow in Rose, sul sito del Museum of Contemporary Art di Los Angeles MOCA.