La cugina Argia di Giovanni Fattori

Il dipinto intitolato La cugina Argia di Giovanni Fattori non ritrae in realtà una parente. Si tratta forse di una sperimentazione giovanile. Il maestro utilizzò le tecniche apprese durante il viaggio in Francia.

Giovanni Fattori, La cugina Argia, 1861 c., olio su cartone, 36,2 x 29 cm. Città, Galleria d’Arte Moderna di Firenze

Descrizione. Una giovane donna ritratta con la macchia

La giovane del ritratto nota come La cugina Argia è seduta su una semplice sedia di legno. Il busto è orientato a sinistra mentre il volto è girato verso il fronte del quadro. Ha un’espressione seria e determinata e lo sguardo sembra intercettare quello dell’osservatore senza nessuna timidezza. Le mani sono intrecciate sull’abito elegante ma sobrio. I capelli sono raccolti in una acconciatura molto severa che incornicia il viso.

Interpretazioni e simbologia

La critica ha richiamato l’attenzione verso lo sguardo intenso e vitale della giovane ritratta in La cugina Argia di Fattori. Gli occhi della ragazza infatti sembrano agganciare direttamente l’attenzione dell’osservatore. L’essenzialità della composizione e dei colori esaltano la personalità della ragazza. Inoltre la composizione piramidale ha il vertice superiore sullo sguardo della cugina Argia. Questa sottolineatura ne mette così in evidenza la forza psicologica che emerge dagli occhi. Il dipinto come atri lavori di Giovanni Fattori descrive il grande interesse che il maestro riservava all’indagine psicologica dei suoi modelli.

La storia dell’opera

Nel retro del dipinto è riportato il nome della donna ma non è certo che sia stato Fattori a scriverlo. Inoltre gli storici non hanno notizie di una parente dell’artista di nome Argia.

Lo stile del dipinto La cugina Argia di Giovanni Fattori

Il giovane Fattori, più o meno trentacinquenne all’epoca del ritratto, rappresenta la donna con una grande attenzione di particolari. I vari dettagli dell’abito però vengono realizzati attraverso una pittura di macchia, semplice ed essenziale. Le forme non sono descritte da contorni lineari. Infatti il disegno fu contestato dai macchiaioli e sostituito da contrasti di luminosità. I colori sono ridotti al minimo per favorire appunto i contrasti tra macchie chiare e scure. Il meccanismo è simile a quello che crea l’immagine sulla pellicola fotografica. Il fondo ocra chiaro della parete è uno schermo sul quale si ritaglia l’immagine della cugina Argia. La spalliera della semplice sedia, l’abito tendente al grigio e l’incarnato si intonano con leggere variazioni di saturazione e chiarezza al colore brillante del muro.

Lo spazio rappresentato, sebbene non presenti alcun arredo tranne la sedia, è molto realistico. Contribuiscono a renderlo tale infatti le ombre che si proiettano sulla parete posteriore. La composizione è essenziale e determinata dalla struttura piramidale della figura in posa di Argia.

Ad una attenta analisi storica non è sicura la datazione tradizionalmente assegnata al dipinto. Secondo alcuni potrebbe infatti essere un’opera che appartiene al periodo precedente. Fattori di ritorno dal viaggio in Francia portò al gruppo di artisti del caffè Michelangelo gli ideali della Scuola di Barbizon. Fu la pittura di Corot con le sperimentazioni di effetti di luminosi sui paesaggi e nei ritratti a ispirare le tele dei giovani artisti.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giovanni Fattori, La cugina Argia, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Firenze.