Mare = ballerina di Gino Severini. La figura femminile si trasforma in un vortice colorato e dinamico

Il dipinto di Gino Severini, Mare = ballerina è ispirato alle sperimentazioni cubiste e al trattamento del colore divisionista.

Gino Severini, Mare = ballerina, 1914, olio su tela, cm 105,3 x 85,9. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Mare = ballerina di Gino Severini si trasforma in un mosaico colorato

I pittori futuristi utilizzarono delle ricette personali per rappresentare il movimento. Dopo le sperimentazioni di Giacomo Balla che fa correre un bassotto ai piedi della sua padrona. In seguito alle fusioni tra figura e sfondo di Umberto Boccioni che rappresenta la nascita delle periferie milanesi, Gino Severini rappresenta un ballo. La ballerina raffigurata nel dipinto Mare = ballerina di Gino Severini è praticamente irriconoscibile. La forma umana, quindi, si dissolve e si frantuma in schegge di colore incastrate con lo sfondo colorato. La superficie del dipinto sembra, infatti, un piano bidimensionale di cunei colorati che si incastrano e formano linee curve e rette. Si intravede, in questa composizione, un’influenza del frazionamento spaziale che deriva dalle ricerche cubiste. I colori vengono, inoltre, frantumati e disposti sulla tela con pennellate pure e affiancate come nella pittura divisionista.

Colori puri e campiture creano un vortice astratto nel quale Mare = ballerina frantuma la forma

La forma della ballerina nel dipinto di Gino Severini è, ormai, scomparsa. Si intuiscono, infatti, grazie al suggerimento del titolo, delle parti di colore rosa che possono rimandare agli arti della donna. In centro, all’incrocio delle diagonali, si trova un semicerchio, di colore bianco e giallo molto chiaro. Intorno a questa figura, parzialmente invasa da uno spigolo di colore rosa, ruotano le varie parti della composizione.

Si trovano semicerchi blu di varia intensità. Poi, un’ampia zona, a sinistra e a destra, di colore arancio e giallo di diverse intensità, rosso nelle parti più intense. Infine, verso sinistra, in alto delle zone più fredde di colore segnano gli spigoli. In centro e sulla parte destra, in alto, si trovano delle campiture verdi. Il movimento nel dipinto è di tipo cromatico. Sono, infatti, i contrasti tra complementari, arancio e blu, viola e giallo, rosso e verde, a creare il dinamismo. Le campiture si incontrano creando contrasti di chiarezza. Si formano, quindi, delle linee rette o circolari che suggeriscono il movimento astratto, che deriva da quello fisico della ballerina che danza nello spazio.

Tutto è in superficie. Spazio e figura integrati nella rappresentazione del movimento in mare = ballerina

La composizione è verticale, per dare spazio al corpo danzante della ballerina. Non si identificano piani di rappresentazioni diversi. La ballerina e il suo abito danzano e volteggiano nello spazio che si frantuma intorno alla figura. Le schegge di colore si integrano e si fondono, così, con le parti della ballerina. I due assi che reggono la composizione sono prodotti da una convergenza, a compasso, delle figure dipinte in blu, in basso. Rappresentano, forse, le gambe della ballerina con l’abito svolazzante. Al centro, verso il basso, si formano dei grandi semicerchi che paiono integrarsi o sovrapporti, di colore giallo chiaro e arancio. Queste forme si integrano e si contrappongono alla linearità delle forme blu. La grandezza delle campiture e delle schegge cromatiche diminuisce verso l’alto rappresentando, lo sfondo e lo spazio intorno alla vorticosa danzatrice.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Gino Severini, Ballerina = mare, sul sito della Collezione Peggy Guggenheim Venezia.