Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi

L’Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi rivela un lirismo lineare che sarà portato al massimo della sua espressività da Sandro Botticelli.

Filippo Lippi, Incoronazione della Vergine, 1441-1447 ca., tempera su tavola con centine nella parte superiore, cm 200 x 287. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione dell’Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi

Dio al centro del dipinto si trova in alto incorona e la Vergine Regina Coeli. Maria è inginocchiata e con le mani giunte in preghiera. Due angeli inoltre sorreggono un nastro ricamato. Infine una moltitudine di Santi e angeli partecipano all’evento divino.

Interpretazioni e simbologia dell’Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi

Gli angeli che si affollano in entrambi i lati, portano gigli bianchi che simboleggiano la purezza della Vergine. Filippo Lippi si è forse ritratto a fianco del cappellano, nelle vesti di un monaco che sostiene la testa con una mano. Alcuni astanti, in primo piano, al centro, guardano direttamente verso l’osservatore. Soprattutto la figura femminile a destra, Teofista, con i figli inginocchiati di fronte. La donna ha lo sguardo diretto verso l’esterno del dipinto tanto si potrebbe considerare un piccolo ritratto incastonato nel quadro.

Ad incoronare la Madonna come Regina Coeli, Regina dei cieli, è Dio Padre e lo si riconosce dai capelli e dalla barba bianchi. Invece, in altri lavori dello stesso periodo è Cristo ad incoronare la Vergine come nel dipinto del Beato Angelico del 1400, anch’esso conservato presso la Galleria degli Uffizi. Si ritrovano nel dipinto diversi personaggi biblici e Santi. La Maddalena, San Lorenzo, Sant’Eustachio, la moglie Teofista e i figli Tofisto e Agapio. Pur essendo ambientata in Paradiso, la scena ha come sfondo un cielo a strisce, simbolico, che rappresenta i sette cieli. Infine la conchiglia capasanta è anche usata in altri dipinti come simbolo di Venere.

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I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Filippo Lippi dipinse l’Incoronazione della Vergine per l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze, per conto di Francesco di Antonio Marinchi. Il notabile è inginocchiato, a sinistra, in atto di pregare. Vediamo, poi, a destra, Domenico Marinchi, il cappellano di Sant’Ambrogio. Nel 1810 la Pala venne rubata ma, poco dopo, fu venduta da un privato alla Galleria dell’Accademia, quindi, fu spostata agli Uffizi.

La storia dell’opera Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi

Verso il finire del 1430 Filippo Lippi lascia il convento del Carmine a Firenze e decide di aprire una propria attività insieme a Fra’ Carnevale e Fra’ Diamante, due suoi aiutanti. Arrivano così i primi denari con la commissione di un dipinto dedicato all’incoronazione della Vergine. Fu questa la volontà del canonico di San Lorenzo procuratore di Sant’Ambrogio Francesco Maringhi, che alla sua morte, nel 1441, decide di lasciare tutti i suoi averi alla chiesa per realizzare pala per l’altare maggiore di Sant’Ambrogio.

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Lo stile del dipinto Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi

Il chiaroscuro ricorda lo stile di Masaccio e dona solidità alle figure dipinte. Le forme però sono rinforzate con il contorno lineare. La linea di contorno sinuosa ed elegante avrà successo in seguito e sarà adottata anche da Botticelli allievo di Filippo Lippi e compagno di bottega del figlio Filippino Lippi.

La tecnica

L’Incoronazione della Vergine di fra Filippo Lippi è una tempera su tavola con centine nella parte superiore dalle dimensioni di 200 x 287 cm.

Il colore e l’illuminazione

I colori vivaci e accesi sono riservati al primo piano e alle figure della Madonna incoronata e Dio Padre che pone la corona sul capo della Vergine. Inoltre un verde brillante colora il palco sul quale avviene la cerimonia. La luce che filtra all’interno dello spazio architettonico crea zone di ombra ai lati e al fondo. Trattandosi, quindi, di luce direzionale crea un forte contrasto nelle figure che, però, non produce un’atmosfera drammatica. Si percepisce invece la vitalità della massa dei personaggi e si ha l’impressione di assistere ad una rappresentazione teatrale molto partecipata.

Lo spazio

Filippo Lippi progettò uno spazio tridimensionale e solidamente suggerito dalla prospettiva geometrica delle architetture. Oltre a questo, contribuiscono a rendere la profondità le schiere di angeli che si sovrappongono ordinatamente su tre file e la luce che crea zone di ombra e illuminazione intensa. Le figure delle monache risultano leggermente deformate otticamente al fine di permettere una corretta visione da un angolo superiore. La Vergine è Dio Padre sono dipinti da Filippo Lippi all’interno della nicchia centrale, chiusa, in alto, da un arco a tutto sesto. Ai lati, due schiere di angeli, simmetriche e affollate, saturano le nicchie laterali.

La composizione e l’inquadratura

La composizione è potentemente centrale e pare l’interno di una Chiesa. Sopra a Dio Padre si vede un’abside a forma di conchiglia rovesciata, la capesanta, e lo stesso tema viene ripreso in capo ai braccioli laterali che chiudono il trono sul palco. Le due schiere di angeli laterali sono simmetriche come i Santi in piedi ai lati del primo piano e come la costruzione dello spazio architettonico. Sono speculari anche gli angeli che affiancano la Vergine e Dio Padre e reggono un nastro dorato. Le due figure divine sono racchiuse all’interno di un triangolo compositivo che coincide con la fuga prospettica che parte dai bordi del pavimento centrale e arriva al volto di Dio Padre.

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Bibliografia

  • Antonio Paolucci, Filippo Lippi, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2007, EAN: 9788809053267

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 dicembre 2019.

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  • Incoronazione della Vergine

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo Lippi, Incoronazione della Vergine, sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.