Il cortile interno dell’ospedale di Arles di Vincent van Gogh

Il cortile interno dell’ospedale di Arles di Vincent Van Gogh raffigura l’edificio dell’istituto presso il quale l’artista fu ricoverato in seguito alla mutilazione del suo orecchio sinistro.

Vincent van Gogh, Il cortile interno dell’ospedale di Arles (L’Hôtel-Dieu), aprile 1889, olio su tela, 74 x 92 cm. Winterthur, Sammlung Oskar Reinhart

Descrizione

Il cortile interno dell’ospedale di Arles è rappresentato da Van Gogh con una gran ricchezza di particolari. Al centro del giardino, è raffigurata la fontana tonda con erbe acquatiche e pesci rossi. Intorno ad essa, sono disegnate le aiuole con fiori e piante di vario tipo. Verso il basso a destra, sono, poi, dipinti alcuni piccoli alberi e altri due, molto alti si alzano dagli angoli opposti. I rami, contorti e privi di foglie rivelano che il dipinto fu realizzato in primavera. A destra, oltre le aiuole, una strada sterrata separa il giardino dai portici dell’ospedale. Una figura femminile si trova in piedi, di fronte ad una piccola costruzione, mentre alcuni pazienti camminano sotto il portico e sulle balconate. Frontalmente, è rappresentata un’altra ala dell’ospedale. Anche sulle sue balconate sono affacciati alcuni pazienti.

Interpretazioni e simbologia

Vincent Van Gogh fu ricoverato presto l’Hôtel-Dieu di Arles, in Provenza, tra il dicembre 1888 il maggio 1889 a causa della mutilazione autoinflitta all’orecchio sinistro. L’artista lavorò accanto a Paul Gauguin dall’ottobre del 1888. Gauguin, infatti, su richiesta del fratello Théo Van Gogh, si era recato ad Arles. Il pomeriggio del 23 dicembre 1888, i due artisti litigarono per questioni professionali. Gauguin, esasperato, decise di lasciare la Casa Gialla. Era infatti preoccupato a causa dell’eccesso di animosità di Van Gogh. Gauguin, in serata, fece i bagagli ed uscì per trasferirsi presso una pensione. Vincent lo inseguì con un rasoio ma fu bloccato dallo sguardo fermo del collega. Così, tornò a casa dove si mutilò l’orecchio sinistro. Avvolse il lobo tagliato in un foglio di giornale e lo donò ad una prostituta di nome Rachel.

Il ricovero presso 
l’Hôtel-Dieu di Arles

Secondo alcuni storici questo gesto si ispirò alla pratica giapponese chiamata “shinju”. Consisteva nel donare una parte di sé o alcune gocce di sangue, alla propria amata. Il mattino del 24 dicembre le autorità sospettarono di Gauguin ma l’artista fu scagionato. Van Gogh venne, così, ricoverato presso l’Hôtel-Dieu di Arles dove rimase fino al 7 dicembre 1889 sotto le cure del dottor Félix Rey. Una volta dimesso, l’artista tornò presso la Casa Gialla con l’amico Roulin.

Ricominciò a dipingere ma soffrì di incubi e insonnia. Dall’inizio di febbraio 1889, Van Gogh tornò, a dormire e a prendere i suoi pasti presso l’Hôtel-Dieu. A causa dell’assenza del medico curante, il dottor Rey, a Van Gogh fu imposto un regime ristretto. Circa trenta abitanti di Arles, suoi vicini, intimoriti, fecero una petizione al sindaco. Gli venne, così, vietato di leggere, di fumare e di usare vernici. Al ritorno del dottor Rey, Vincent fu più libero, ricominciò a dipingere e da marzo riprese ad uscire. Dopo la dimissione dall’Hôtel-Dieu di Arles fu ospite dell’hospice de Mausole.

La storia dell’opera

Esiste un disegno che raffigura
Il cortile interno dell’ospedale di Arles realizzato nel giugno 1889. È conservato presso il Van Gogh Museum di Amsterdam.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Il cortile interno dell’ospedale di Arles di Vincent Van Gogh

La natura ricca e varia raffigurata da Vincent Van Gogh nel cortile interno dell’ospedale di Arles è dipinta con pennellate materiche e separate le une dalle altre. La corteccia dei tronchi è modellata con pennellate direzionali. In lontananza, invece, come sugli alberi di destra e di fondo la corteccia è più liscia e meno dettagliata. Van Gogh fu uno dei protagonisti del Post-Impressionismo. Con altri artisti suoi contemporanei, Cézanne, Gauguin e Seurat, recuperò le forme e i contorni ben definiti delle figure. 

Il colore e l’illuminazione

I colori sono brillanti e caldi. Prevale l’ocra e il giallo delle architetture e delle piante disseminate nella aiuole centrali. In primo piano, vi sono alcune parti dipinte in arancio mentre i colori più freddi quali blu e verde scuro sono riservati alle ombre sotto i porticati e alla natura. Si formano, così, contrasti di complementarietà tra l’arancio del pavimento e dei portici e il blu delle ombre.

Approfondisci con le altre opere di Vincent van Gogh intitolate: Il dottor Gachet, Sulla soglia dell’eternità, I girasoli, Notte stellata, La camera di Vincent ad Arles, La chiesa di Auvers-sur-Oise, Autoritratto con orecchio bendato.

Lo spazio

Le distanze e la profondità sono chiaramente leggibili grazie alla prospettiva con la quale sono rappresentate le due ali dell’ospedale. La parte sinistra è frontale mentre quella destra è obliqua. Contribuisce a chiarire la distanza dal primo piano al fondo anche la progressiva diminuzione della grandezza dei tronchi che si dispongono a triangolo. Infine, il disegno delle aiuole permette di scandire ritmicamente lo spazio del giardino.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto intitolato Il cortile interno dell’ospedale di Arles di Vincent Van Gogh presenta un formato orizzontale ma non panoramico. Il giardino e una parte della facciata interna dell’Hôtel-Dieu sono rappresentati interamente all’interno dell’inquadratura. Il punto di vista utilizzato da Van Gogh è alto e corrisponde alla sua finestra del primo piano. La composizione è interamente realizzata con linee oblique che salgono da sinistra verso destra, nel giardino, e contrarie nella parte alta riservata all’edificio.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Vincent van Gogh, Il cortile interno dell’ospedale di Arles (L’Hôtel-Dieu), sul sito del Sammlung Oskar Reinhart di Winterthur.