Linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

Linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla fu dipinto un anno dopo le sperimentazioni di Marcel Duchamp su soggetti in movimento.

Giacomo Balla, Linee andamentali + successioni dinamiche, 1913
Tempera su carta foderata, 49 x 68 cm. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Gianni Mattioli, Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim

Descrizione

Le immagini ripetute dei rondoni in volo creano traiettorie orizzontali al centro del dipinto. Gli uccelli sono rappresentati con le ali aperte che formano la nota sagoma a semi luna. Lo sfondo è rappresentato dal muro esterno delle abitazioni contro le quali volano i rondoni.

La storia dell’opera

Nel dipinto intitolato Linee andamentali + successioni dinamiche, Giacomo Balla analizzò il volo delle rondini. Le linee andamentali rappresentano i percorsi aerei degli uccelli. Le successioni dinamiche invece si riferiscono allo sbattere delle loro ali.

Il dipinto conservato presso la sede di Venezia della fondazione Guggenheim è uno studio. L’opera nella quale l’artista sviluppò in seguito il progetto è invece conservata presso il MoMA The Museum of Modern Art di New York. Si intitola Rondoni: linee andamentali + successioni dinamiche e fu dipinta nel 1913.

Le quattro linee bianche che compaiono nel dipinto rappresentano il volo delle rondini. I rapidi voli e il veloce battere d’ali suscitarono l’interesse di Balla come lo sfrecciare delle automobili. Infatti dopo aver indagato il movimento organico, Balla, si applicò allo studio e alla rappresentazione del movimento meccanico. La raffigurazione del movimento attraverso la sovrapposizione di movimenti in sequenza fu ispirata all’artista dalle cronofotografie di Etienne-Jules Marey.

Linee andamentali + successioni dinamiche è considerato dagli storici un dipinto di passaggio. Nella ricerca futurista di Giacomo Balla si individua un primo momento nel quale la forma in movimento viene dipinta con la tecnica divisionista e con una sequenza lineare di immagini ripetute. In seguito, come nel caso di questo studio e nell’opera al MoMA, il maestro futurista progettò piani sfumati e linee che si incontrano nel tentativo di suggerire l’impressione generale di movimento.

Giacomo Balla non fu però il primo a dipingere tali soggetti. Infatti, come fanno notare gli storici, nel 1912 li avevano già affrontati František Kupka e Marcel Duchamp. La caratteristica che distingue le opere futuriste è quella di porre i rondoni in primo piano.

Analisi sintetica del dipinto Linee andamentali + successioni dinamiche di Giacomo Balla

I toni del dipinto sono l’ocra dello sfondo che colora le architetture. Poi il nero delle rondini e il bianco degli infissi.

Lo spazio virtuale nel dipinto non viene costruito attraverso le prospettive tradizionali. La prima ad essere abbandonata è la prospettiva geometrica. In questa scelta Balla non fu solo, anche il suo allievo Boccioni fece sua la lezione cubista. Nonostante questo i Futuristi si posero in contrasto con il Cubismo che proponeva una visione statica dell’oggetto reale.

Lo studio di Giacomo Balla è risolto con una composizione di linee sinuose che traversano il dipinto in larghezza. Il formato orizzontale infatti asseconda l’andamento delle traiettorie del volo dei rondoni.

Approfondimenti

Approfondisci con le altre opere di Giacomo Balla intitolate: Lampada ad arco, Le mani del violinista, Bambina che corre sul balcone, Dinamismo di un cane al guinzaglio.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giacomo Balla, Linee andamentali + successioni dinamiche, sul sito della Fondazione Solomon R. Guggenheim di Venezia.