La Resurrezione di Piero della Francesca è una partitura geometrica invisibile che ci rivela visivamente l’ordine divino.
Piero della Francesca, Resurrezione, 1458-1474, intonaco, pittura a secco, misure. Sansepolcro, Museo Civico
Visione Evocativa della Resurrezione di Piero della Francesca
Trovarsi di fronte ad un “monumento sacro” della pittura Rinascimentale può lasciare letteralmente senza parole. Se siamo osservatori sensibili, cerchiamo nella nostra mente un appiglio documentale per decifrare la scena che ci travolge con la sua enigmaticità. Siamo di fronte a un evento soprannatturale, la Resurrezione, che credenti o no, ci propone una riflessione su una speranza che l’umanità ha nutrito da sempre. Piero della Francesca ha interpretato la Resurrezione di Cristo come la rinascita di un uomo atletico, fisicamente presente come un eroe della classicità.
Nella letteratura superficiale, da manuale, l’opera di Piero è celebrata come un esempio di “sintesi prospettica di forma e colore“, e di “luce come forma di conoscenza“. La pura analisi dell’opera rivela gli elementi principali della Resurrezione: lo spazio calcolato scientificamente attraverso la prospettiva e la composizione geometrica precisa; la sapiente costruzione di corpi e architetture, definiti come solidi; Piero usa magistralmente la luce che chiarisce i volumi e modella il colore senza ombre cupe. Questa è la formula accademica del celebre dipinto di Piero della Francesca.
La geometria sacra di Piero della Francesca
La Resurrezione è molto di più: è una porta che ci permette di accedere al sacro, alla trascendenza. L’analisi dell’opera è il primo passo, la base teorica che ci permette di passare oltre, verso una visione evocativa in grado di attivare questo meraviglioso dispositivo di iniziazione. Piero ha progettato una “partitura geometrica invisibile” che non è un semplice reticolo compositivo, ma lo strumento per manifestare visivamente l’ordine divino. Nel sapere comune, Piero della Francesca è celebrato come uno dei massimi esponenti dello spazio razionale e geometrico. Vero, ma questo spazio ordinato non è mero strumento grafico per ottenere un maggior naturalismo. La geometria di Piero è geometria sacra.
La Resurrezione di Piero della Francesca è l’esempio supremo di come l’Umanesimo sia riuscito a fondere teologia e matematica. La composizione geometrica progettata con grande attenzione da Piero organizza lo spazio in modo sottile e nascosto. L’occhio dell’osservatore contemporaneo osserva una scena immobile e ordinata, quasi rassicurante. Siamo lontani dalle immagini spettacolari e disordinate che il web e i social ci hanno abituati ad associare a eventi sovrannaturali. L’immobilità della Resurrezione di Piero della Francesca rappresenta il compimento di un’armonia universale superiore, scientificamente ordinata da Dio.
La geometria sacra nella Resurrezione di Piero della Francesca
La piramide cosmica e il centro dell’universo
Piero dipinge un Cristo tridimensionale, geometrico, che si erge sul sarcofago, poggia il piede sinistro sul bordo, anticipando il passo che lo porterà nuovamente sulla terra. La sua aureola è il vertice di una grande figura triangolare che ha la base coincidente con quella superiore del sarcofago. Seguendo poi le linee di forza dei soldati addormentati a sinistra e a destra, il triangolo si estende fino alla base del dipinto. Secondo le ricerche sulla geometria sacra di Charles Bouleau (1963)1, la piramide rappresenta il nucleo del messaggio teologico. Questa geometria monumentale del triangolo è il simbolo della Trinità. Piero racchiude le figure in primo piano all’interno del triangolo e conferisce all’evento un senso di stabilità eterna e immutabile. Cristo è immobile e solenne, oltre che volumetrico e presente: diventa il perno fisso e geometrico e centro dell’universo.
(1) Charles Bouleau, La geometria segreta dei pittori (1963)
Arte e cultura
Le due prospettive sovrapposte
Piero utilizza un altro stratagemma visivo per separare lo spazio divino da quello umano: organizza due prospettive geometriche sovrapposte. In basso osserviamo il gruppo di soldati alla loro stessa altezza. Siamo seduti con loro e partecipiamo dello stesso spazio fisico. Possiamo guardarli in volto e osservare le loro fisionomie. Geometricamente il punto di fuga si trova molto in basso, quasi a terra, lo capiamo dalla fuga della base delle colonne. È la dimensione terrena, l’uomo è sopito è all’oscuro della “rivelazione”.
Il corpo e il volto di Cristo, al contrario, sono dipinti frontalmente al nostro sguardo. Noi siamo gli iniziati, possiamo vedere l’umanità addormentata e Gesù che è risorto che ci guarda direttamente negli occhi. Osservate attentamente l’asta del vessillo che regge Cristo nella mano destra: arriva fino a terra: unisce spazio umano e spazio divino che geometricamente sono divisi dal bordo superiore orizzontale del sarcofago.
La nostra posizione di iniziati è chiara: siamo in basso alla stessa altezza dei soldati. La loro appartenenza allo spazio umano è indicata dai diversi scorci prospettici estremi dei visi e dei corpi. Cristo è proiettato in alto, prospetticamente frontale e privo di deformazioni: il suo corpo terreno risorto ci comunica la perfezione divina.
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Bibliografia
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- Maurizio Calvesi, Piero della Francesca, Fabbri,1998, ISBN-10 8845079058 ISBN-13 978-8845079054
- Piero della Francesca (Autore), G. N. Fasola (a cura di), De prospectiva pingendi, Le Lettere, 2005, ISBN-10 8871668952 ISBN-13 978-8871668956
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- David King, Astrolabes and Angels, Epigrams and Enigmas: From the Regiomontanus Astrolabe to the Piero della Francesca Flagellation (2007)
- Roberto Longhi, Piero della Francesca, 1927; Abscondita, 2024, ISBN-13 979-1254721339
- Silvia Ronchey, L’enigma di Piero. L’Oriente bizantino e i disegni segreti del Rinascimento, BUR, Milano 2006
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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 8 luglio 2026.
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