Venere di Brassempouy

La Venere di Brassempouy fu ritrovata in Francia sul finire dell’Ottocento ed è la più antica rappresentazione di un volto umano.

Venere di Brassempouy, 23.000 anni fa ca., avorio di mammut, altezza 3,65 cm. Francia, Saint-Germain-en-Laye, Museo Archeologico Nazionale

Indice

Descrizione della Venere di Brassempouy

La statuetta raffigura una testa femminile. La fisionomia non è interpretabile perchè le forme sono definite in modo sommario. Però il capo è coperto da una capigliatura a treccine modellata con un effetto molto decorativo.

Interpretazioni e simbologia della Venere di Brassempouy

Questa statuetta in avorio è anche detta la Signora di Brassempouy. Nonostante questa definizione alcuni archeologi non sono convinti che si tratti della raffigurazione di una testa femminile.

Nella prima metà del Novecento gli studiosi si preoccuparono di identificare il gruppo etnico di appartenenza del manufatto. Questo perché al tempo le questioni razziali furono al centro delle vicende storiche e politiche in Europa. A partire dalla seconda metà del secolo invece le ricerche si spostarono sulla funzione dell’opera. Alcuni studiosi sostennero quindi che la Venere di Brassempuy rappresentasse un oggetto magico e propiziatorio.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La statuetta si trova in Francia ed è esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Saint-Germain-en-Laye.

La storia della Venere di Brassempouy

Il manufatto secondo gli studiosi risale al paleolitico superiore quindi a circa 25.000 anni fa. La Venere di Brassempouy è così la più antica rappresentazione di un viso umano che ad ora si conosce. L’archeologo Pierre-Eudoxe Dubalen visitò una prima volta nel 1881 il luogo di ritrovamento battezzato la Grotte du Pape. Gli archeologi chiamarono così questo luogo ispirandosi a quello di una vicina fattoria. Dal 1894 J. de Laporterie e Édouard Piette compirono poi attenti e approfonditi scavi stratigrafici. Fu scoperto così uno strato ricco di detriti di avorio. Nel 1894 Édouard Piette trovò alcune statuette femminili incomplete tra le quali vi era la testa della Venere.

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Lo stile della Venere di Brassempouy

La testa della Venere presenta una sintesi formale che riesce però a rendere con proporzioni realistiche la figura. La bocca è assente e i capelli o l’acconciatura sono resi attraverso incisioni regolari che creano un motivo decorativo.

La tecnica

La testa di Venere è in avorio di mammut ed è alta 3,65 cm, profonda 2,2 cm e larga 1,9 cm.

La luce sulla scultura

La superficie della piccola testa è chiara e ingiallita. Si creano quindi leggeri chiaroscuri e le ombre che si formano nelle incisioni favoriscono la descrizione delle forme.

Rapporto con lo spazio

Il piccolo manufatto probabilmente era destinato al possesso individuale quindi non pensato per la fruizione collettiva. Inoltre le dimensioni ridotte impongono l’osservazione molto ravvicinata della Venere.

La struttura

La forma ovale della testa è sorretta dal cilindro inferiore dell’abbozzo di collo. Sul viso inoltre spicca la configurazione triangolare del naso.

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Bibliografia

  • Arte Paleolitica, Il Saggiatore, 1967, EAN: 2570060121949

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 22 febbraio 2020.

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Consulta la pagina dedicata alla scultura di Venere di Brassempouy, sul sito del Museo Archeologico Nazionale di Saint-Germain-en-Laye.

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