Vecchie calzette di Angelo Morbelli

Vecchie calzette è un dipinto appartenente alla serie intitolata Il Poema della Vecchiaia dipinta da Angelo Morbelli tra il 1902 e il 1903.

Angelo Morbelli, Vecchie calzette, 1903, olio su tela, 61.6 x 99.7 cm. Lugano, Collezione Cornèr Banca

Descrizione

In Vecchie calzette alcune anziane ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano sono riunite all’interno di una sala. Si trovano ai piedi di una finestra dalla quale entra la luce fredda dell’esterno. Le donne sono riunite in due gruppi posti uno di fronte all’altro. Indossano un ampio grembiule bianco, uno scialle rosso e un fazzoletto nero che copre i capelli bianchi. Le ospiti del Pio Albergo incrociano i ferri per realizzare le calzette. Al centro dell’immagine, verso l’alto, si apre una finestra nel profondo strombo del muro. La luce filtra in basso e permette alle anziane di compiere il loro lavoro. Una di loro, al centro, indossa un paio di occhiali e legge i fogli di una lettera. Di fronte a lei, un’altra ha le mani strette in basso e con gli occhi chiusi, sembra meditare o pregare.

Interpretazioni e simbologia

Vecchie calzette è un dipinto di Angelo Morbelli che fa parte della serie intitolata Poema della vecchiaia realizzata tra il 1902 e il 1903. Gli ambienti rappresentati nelle opere sono quelli del Pio Albergo Trivulzio di Milano. Le donne anziane che compaiono nel dipinto sono le ospiti dell’Istituto. Morbelli non dipinse le ospiti del Pio Albergo per commiserare la loro condizione. Nonostante questo il maestro era socialmente schierato con i soggetti più deboli. Lo testimoniano i suoi dipinti che raffigurano le mondine delle risaie. Il tema era largamente diffuso nella pittura europea. Il titolo dell’opera allude, forse, alla condizione di donne anziane o non sposate. Infatti un vecchio proverbio recita: Per tutte le vecchie calzette c’è un vecchio piede. Secondo una diversa interpretazione il titolo fa riferimento all’umile mestiere di “fare la calza”, diffuso tra le donne del popolo all’epoca.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

L’opera Vecchie calzette di Angelo Morbelli fu esposta a Monaco di Baviera in occasione dell’Esposizione Internazionale del 1905. Inoltre, nella stessa occasione, venne premiata con la medaglia d’oro. Nel 1906 l’opera comparve alla 76a Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori a Roma. In questa occasione Félix Buxareo Oribe, un ricco proprietario terriero di Montevideo, acquistò Vecchie calzette. Nel 2018 il dipinto rientra in Europa, dall’America Latina, per far parte della collezione Collezione Cornèr Banca di Lugano.

La storia dell’opera

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Vecchie calzette fu realizzato nello studio allestito all’interno del Pio Albergo Trivulzio. L’artista, per rendere meno funereo il dipinto, eliminò, successivamente, la testa di un cocchiere dipinta oltre la finestra. Infatti, la sua presenza indicava il transito di un carro funebre. Morbelli operò lo stesso intervento su un altro dipinto della serie intitolato Sedia Vuota.

Lo stile del dipinto Vecchie calzette di Angelo Morbelli

Angelo Morbelli iniziò ad elaborare la sua tecnica divisionista a partire dagli anni Novanta dell’Ottocento. Il Divisionismo, in Italia, portò alla stesso risultato del Puntinismo francese. Morbelli condusse una attenta ricerca, per aumentare la luminosità delle sue opere. Adottò brevi pennellate di colore puro. Il colore locale, così risulta dalla fusione delle diverse tonalità, combinate sulla retina dell’osservatore. In Vecchie calzette le superfici sono il risultato di piccole pennellate accostate e parzialmente sovrapposte.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto intitolato Vecchie calzette di Angelo Morbelli presenta una tonalità prevalentemente grigia. Infatti la parete di fondo, i grembiuli delle donne e i loro abiti sono resi con una ricca gamma di grigi più o meno caldi. I fazzoletti che avvolgono i capelli sono neri o bruno scuri come anche le maglie delle anziani ospiti. Gli scialli sono le uniche note colorate, granata nelle parti più scure e rosse nelle parti colpite dalla luce.

La luce illumina l’ambiente entrando dalla stretta finestra posta in alto sulla parete. Si riflette sui grembiuli e rivela i capelli bianchi delle anziane. Le mani che lavorano la calza sono in evidenza grazie alla luce che le illumina. La parete di fondo è in controluce come anche le figure delle donne.

Approfondisci con le altre opere di Angelo Morbelli intitolate: Giorno di festa al Pio Albergo Trivulzio, Un Natale! Al Pio Albergo Trivulzio, Il Natale dei rimasti.

Lo spazio

L’ambiente interno rappresentato in Vecchie Calzette è suggerito dal muro di fondo nel quale si apre lo strombo della finestra. Questa è l’unica zona dell’opera nella quale agisce la prospettiva geometrica. Si nota anche sullo schienale della sedia a sinistra. Le anziane ospiti sono poste in file regolari. La loro sovrapposizione permette di valutare la distanza dal primo piano al muro di fondo. In alto, lo spazio si espande e sembra dilatarsi oltre i vetri della finestra.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Angelo Morbelli intitolato Vecchie calzette presenta uno sviluppo orizzontale. Tale orientamento permette di rappresentare il gruppo di anziane che sembrano riempire totalmente l’ambiente. L’inquadratura è di tipo fotografico. Alcune figure, infatti risultano tagliate ai lati del dipinto. Dal primo piano al muro di fondo si sovrappongono tre file di donne. Il gruppo di ospiti crea una zona compatta, rettangolare, che occupa più della metà inferiore del dipinto. La struttura compositiva è simmetrica. Infatti, il battente centrale dell’infisso si trova allineato alla verticale centrale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Angelo Morbelli, Vecchie calzette, sul sito della Gam di Venezia, Ca’ Pesaro e sul sito della casa d’aste Christie’s.