Ritratto della fidanzata di Armando Spadini

Ritratto della fidanzata è conservato presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, è una delle tante opere dedicate da Armando Spadini alla moglie.

Armando Spadini, Ritratto della fidanzata, 1907, olio su tela, cm 85,5×165. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

Descrizione

Pasqualina Cervone è seduta contro una parete con il corpo rivolto a destra. Le mani sono appoggiate una sopra l’altra, sulle ginocchia. Il viso, invece, è rivolto a sinistra. Lo sguardo della giovane è limpido ed esprime grande felicità. Inoltre, una luce le illumina il busto. Le decorazioni dorate del suo abbigliamento risplendono. I capelli scurissimi sono raccolti con un’acconciatura composta e sono coperti da un velo trasparente. Infine, la parte superiore dell’abito è ampia e chiara. La gonna arriva fino a terra.

Interpretazioni e simbologia

Pasqualina Cervone frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove fu allieva di Giovanni Fattori. La ragazza sposò Armando Spadini nel 1908. Fu modella dell’artista insieme ai suoi figli.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Ritratto della fidanzata di Armando Spadini fu esposto in occasione della XV Esposizione Internazionale di Venezia, nel 1926. In seguito, la Gam di Torino acquistò l’opera nel 1934 presso la Banca d’Italia.

La storia dell’opera

Armando Spadini dipinse il Ritratto della fidanzata all’età di venticinque anni.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Ritratto della fidanzata di Armando Spadini

Nel Ritratto della fidanzata di Armando Spadini gli storici riscontrano influssi della pittura seicentesca. Altre influenze derivano, inoltre, dalla pittura di Goya. Nei primi anni del Novecento, Spadini si ispirò all’arte dei Preraffaelliti, apprezzata dal suo maestro Adolfo De Carolis.

Il colore e l’illuminazione

Il Ritratto della fidanzata è prevalentemente dominato dal grigio perla dell’abito della ragazza. Nella parte superiore, invece, spicca un ocra molto brillante della parete e del tessuto che riflette la luce intensa. L’incarnato è ocra-arancio mentre le ombre sono molto scure, nero-brune. Inoltre, il forte contrasto di luminosità mette in evidenza la parte superiore della giovane illuminata frontalmente.

L’illuminazione proviene da destra ed è rappresentata da un fascio luminoso che colpisce il busto della ragazza. Infatti, la luce investe frontalmente Pasqualina Cervone creando un’ombra netta dietro di lei. I ricami del tessuti brillano intensamente.

Lo spazio

L’immagine descrive uno spazio interno molto limitato. Infatti, la protagonista del ritratto pare seduta in prossimità di un angolo nel quale si incontrano due pareti. L’ombra proiettata sul muro chiarisce la distanza tra la figura e lo sfondo. Invece, la distanza tra il fronte del dipinto e la ragazza si intuisce solamente.

La composizione e l’inquadratura

Ritratto della fidanzata di Armando Spadini è un dipinto verticale. Il soggetto occupa gran parte della superficie dipinta. Il bordo inferiore taglia parzialmente l’abito che ricade verso il pavimento. Il volto della giovane, invece, è posizionato nella parte alta del dipinto. Inoltre, le diagonali si incrociano in prossimità delle mani della protagonista. La figura di Pasqualina Cervone è sviluppata in verticale. Le mani e il volto sono disposti lungo una linea obliqua che sale dalle ginocchia della giovane.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Armando Spadini, Ritratto della fidanzata, sul sito della Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.