Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini

La Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini è una importante opera del Quattrocento nella quale sono integrate la spazialità di Piero della Francesca e il naturalismo veneziano.

Giovanni Bellini, Trasfigurazione di Cristo, 1478-1479, olio su tela, 116 x 154 cm, Napoli, Galleria Nazionale di Capodimonte

Indice

Descrizione della Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini

Gesù è in piedi sul prato al centro del dipinto con le braccia aperte e il viso rivolto verso il fronte dell’opera. I tratti del suo viso sono quelli di un giovane uomo. Cristo inoltre indossa una tunica bianca e un mantello grigio perlato e il suo capo è illuminato da un’aureola dorata. Infine in basso tre apostoli sono inginocchiati sul prato.

A sinistra di Gesù si trova il profeta Elia mentre a destra appare Mosè che stringe un rotolo sul quale si legge una scritta in ebraico. La voce di Dio che indica Gesù come suo Figlio proviene dalle nuvole gonfiate dal vento sopra il viso di Gesù.

Sullo sfondo sono presenti due edifici storici mentre dietro ad un albero di destra vi sono due figure umane. I due uomini dialogano e sembrano non accorgersi dell’evento che si svolge poco lontano. Uno dei due inoltre indossa un turbante bianco. Nel paesaggio di sfondo, infine, tra le alture si notano dei centri abitati e un castello. Inoltre a sinistra un pastore controlla le sue vacche.

Interpretazioni e simbologia della Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini

La Trasfigurazione di Cristo rappresenta un episodio narrato nei Vangeli di Matteo (17,1-8), di Marco (9,2-8) e di Luca (9,28-36). Cristo e tre apostoli, Giacomo, Giovanni e Pietro, si trovano sul monte Tabor. Accanto a Gesù compaiono poi i profeti Elia e Mosè che rappresentano l’avverarsi delle profezie bibliche. In questo episodio Cristo rivela ai tre apostoli la sua natura umana e divina.

Secondo la tradizione iconografica Gesù appare agli apostoli prediletti immerso nella luce e con vesti candide. Inoltre compaiono i profeti che segnalarono l’avvento di un Messia e una voce dall’alto dichiara la paternità divina. Una celebre Trasfigurazione è l’ultima opera dipinta da Raffaello.

I due edifici che si scorgono sullo sfondo del paesaggio riproducono le forme del Mausoleo di Teodorico e il campanile della Basilica di Sant’Apollinare in Classe di Ravenna. La luce mistica e calda si distribuisce sulla scena e infonde ad ogni particolare la rivelazione divina. Inoltre determina un clima di sospensione che si trasmette allo spettatore.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

In origine l’opera era forse esposta presso la cappella Fioccardo nella Cattedrale di Santa Maria Annunciata di Vicenza. La Trasfigurazione del Bellini si trova ora presso il museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.

La storia dell’opera

La celebre opera di Giovanni Bellini è datata approssimativamente negli anni 1478-1479. Su un cartellino dipinto nell’opera si legge la firma dell’artista. Alcune sue parti furono poi ridipinte in passato come i volti di Pietro e di Giacomo e le foglie dell’albero.

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Lo stile del dipinto Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini

La Trasfigurazione di Giovanni Bellini è considerato un documento importante che testimonia la sintesi tra la spazialità di Piero della Francesca e il naturalismo della pittura veneziana. Sullo sfondo infatti si notano le due tendenze. In primo piano invece la costruzione della rocce, scheggiate e spigolose ricorda lo stile di Andrea Mantegna come nella Madonna della cava.

La tecnica

La Trasfigurazione di Cristo di Giovanni Bellini fu realizzata con la tecnica ad olio su supporto in tavola di legno. Bellini e Antonello da Messina furono tra i primi artisti ad utilizzare tale tecnica sperimentata dagli artisti fiamminghi.

Il colore e l’illuminazione

Giovanni Bellini rappresentò un tipo di illuminazione che unita al colore determina le forme sostituendo la linea di contorno. Inoltre ogni figura della scena è colpita dalla luce divina e calda che rivela ogni forma determinando la resa d’insieme.

Lo spazio

La Trasfigurazione di Cristo avviene in un paesaggio ampio e disteso di apparenza veneta. Si osservano infatti colline che confinano con montagne lontane. Nel paesaggio le figure sono realizzate senza l’uso della linea di contorno. Questa scelta stilistica permette così di determinare una resa ambientale nella quale figure e natura si fondono.

La composizione e l’inquadratura

La Trasfigurazione dipinta da Giovanni Bellini è di forma rettangolare con inquadratura orizzontale. Infatti rientrano nella scena molti dettagli del paesaggio nel quale si svolge l’evento. Inoltre i sei personaggi occupano un ampio spazio in primo piano poiché sono affiancati su due livelli.

La struttura determinata dalle posizioni delle figure umane è simmetrica rispetto alla verticale centrale. Infatti l’immagine di Cristo è frontale con i profeti ai lati. L’incrocio delle diagonali del dipinto coincide inoltre con la base del suo corpo.

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Bibliografia

  • Augusto Gentili, Giovanni Bellini, 1998, Gruppo Editoriale, Collana: ART Dossier, EAN: 2560846170520
  • Mariolina Olivari, Giovanni Bellini, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007. ISBN 88-8117-099-X
  • M. Lucco, G. C. Villa (a cura di ), Giovanni Bellini. Catalogo della mostra (Roma, 30 settembre 2008-11 gennaio 2009), 9 ottobre 2008, Silvana editore, EAN: 9788836611331
  • Roger Fry, Giovanni Bellini, Castelvecchi, Collana: Cahiers, Edizione: 2016, 1 dicembre 2016, EAN: 9788869447624

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 giugno 2019.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giovanni Bellini, Trasfigurazione di Cristo, sul sito del Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.