Il Busto di Nefertiti

Il Busto di Nefertiti, secondo la tradizione realizzato da Thutmose, è il ritratto della regina dal grande fascino che è giunto intatto fino a noi con il busto che la ritrae.

ThutmoseBusto di Nefertiti,  1340 a.C. ca, pietra calcarea ricoperta di stucco e dipinta, h 50 cm, Berlino, Neues Museum, Museo Egizio e Collezione dei Papiri .

Descrizione del Busto di Nefertiti

Sul capo, la regina Nefertiti indossa il tradizionale copricapo blu intorno al quale si trova un nastro rosso simbolo del potere. Il nastro si incrocia nella parte posteriore del copricapo dove è fermato da una corniola e due foglie di papiro. La decorazione raffigurante il simbolo reale, l’Ureo, con il cobra, è, ora perduta. Sulla fronte indossa una fascia dorata. Sul petto la regina porta il collare egizio chiamato usekh. Sulla superficie esterna non compaiono geroglifici.

Il collo è sottile, lungo ed elegante. Il busto di Nefertiti ha il mento ben definito e un leggero sorriso sereno e lo sguardo intenso.

Interpretazione del Busto di Nefertiti

Con il consorte il potente faraone Akhenaton, Nefertiti, regnò sul popolo egizio. La regina nacque nel 1366 e morì nel 1338 a.C. e fu considerata una regrante dal grande fascino.  Il suo nome, infatti, significa “la bella è arrivata.“ Il faraone Akhenaton, consorte di Nefertiti, fondò la città di Amarna durante il periodo della della XVIII dinastia (Nuovo Regno). La nuova capitale era legata al culto del dio Aton che il faraone voleva imporre ai suoi sudditi.

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La storia del Busto di Nefertiti

Proprio in questa città, il 6 dicembre 1912, all’interno di un laboratorio di scultura, venne ritrovato il busto di Nefertiti. La società incaricata di portare avanti gli scavi era la della Società Orientale Tedesca. I lavori erano diretti da Ludwig Borchardt. In accordo con il Ministero competente del governo Egiziano, nel gennaio del 1913 il Busto di Nefertiti fu portato in Germania. Fu destinato allo Stato Libero della Prussia nel 1920, in seguito a una donazione di James Simon. Il Busto di Nefertiti si trova, oggi, a Berlino, presso il Neues Museum.

L’occhio sinistro è mancante mentre il destro è realizzato con un intarsio di cristallo di rocca. Ad oggi non si conosce il  motivo di questa mancanza. Gli storici, nel tempo, hanno avanzato alcune ipotesi. Sembrano concordare che il Busto di Nefertiti fosse un modello di laboratorio e quindi non destinato ad essere ultimato nei particolari. Questa ipotesi è suffragata dal fatto che il busto non lasciò mai il laboratorio del maestro Thutmose. Inoltre, in seguito a numerose indagini molto approfondite, non risultano tracce di materiali leganti nell’orbita sinistra.

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Lo stile del Busto di Nefertiti

Le proporzioni e l’espressione del viso di Nefertiti sono molto realistiche.

Seppure manchi una delle pupille, la regolarità del contorno orbitale non lo fa sembrare un difetto. Come ogni scultura il carattere, la fisionomia e l’aspetto di Nefertiti variano rispetto al tipo di illuminazione che la colpisce. Il suo viso presenta pochi segni distintivi dell’età di una donna. Infatti la luce, a seconda del suo orientamento o della sua angolazione, può renderla una giovane o una donna matura.

La luce e il colore

La pelle della regina è colorata di marrone chiaro. Le labbra sono leggermente più intense, colorate di porpora. Ha un trucco leggero, realizzato con il Kajal,  intorno agli occhi che sono disegnati con il tradizionale profilo egizio.

La luce

Il Busto di Nefertiti non presenta profondi incavi quindi non vi sono ombre nette. Lo sguardo ipnotico della statua della regina fa contrarre lo spazio intorno a sé, spostando l’attenzione sul volto. 

La struttura del busto

Le due metà del volto sono, inoltre, estremamente simmetriche.

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Bibliografia

  • La statua di Ramesse II, Museo Egizio di Torino
  • Natale Barca, Sovrani predinastici egizi, Ananke, Collana: Seshat, 2005, 9788873251330
  • Giovanna Magi, Luxor, Karnak, la valle dei Re, Bonechi Collana: Arte e storia, 2014, EAN: 9788847605015

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 marzo 2020.

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