Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi

Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi è un soggetto che l’artista dipinse più volte nel corso degli anni con versioni leggermente differenti.

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1610, olio su tela, 170 x 119 cm. Pommersfelden, Collezione Graf von Schönborn

Indice

Descrizione di Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi

La giovane figura di Susanna si trova a sinistra in basso mentre in alto compaiono due anziani uomini. Susanna è seduta su un sedile di pietra addossato ad una balaustra. La giovane è nuda e solo un panno copre parzialmente le sue parti intime. La protagonista volge il suo capo verso sinistra per sfuggire all’attenzione dell’uomo che indossa il mantello rosso. Inoltre alza le braccia e si protegge con il palmo aperto delle mani rivolto verso i due uomini. La scena, in alto è coronata dal cielo azzurro nel quale corrono nuvole bianche.

Interpretazioni e simbologia di Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi

Il tema biblico Susanna e i vecchioni si trova nella Bibbia, nell’Antico Testamento. Questa narrazione ispirò molti artisti nel passato, soprattutto nel XVI e XVII secolo. L’episodio che si trova nel Libro di Daniele narra di una giovane moglie dal nome di Susanna. Due uomini anziani che frequentavano la casa della donna si invaghirono di lei. Gli anziani sorpresero Susanna al bagno, all’aperto e la ricattarono chiedendo favori sessuali. Se la giovane si fosse rifiutata di soddisfare le loro richieste i due anziani avrebbero rivelato al marito Daniele che Susanna lo tradiva con un giovane. La donna non cedette al ricatto e Daniele scoprì così le bugie dei due vecchioni.

Le molte interpretazioni del tema sono state spesso un pretesto per rappresentare una scena dai risvolti erotici. Inoltre spesso l’apparente significato moraleggiante della scena nasconde un nudo femminile fine a se stesso.

Mary Garrard, una storica dell’arte, ha notato una somiglianza tra la posa di Susanna e quella di una figura di Adamo dipinta da Michelangelo. Si tratta di una scena della Cacciata dal Paradiso che appartiene al ciclo degli affreschi della volta della Cappella Sistina dei Musei Vaticani.

Artemisia e la violenza femminile

Come spesso avviene nell’interpretare le opere di Artemisia Gentileschi, la figura femminile sembra far riferimento alla sua vicenda biografica. Infatti la giovane artista fu vittima di una violenza da parte del collega di suo padre Agostino Tassi. La giovane ebbe il coraggio di confessare questo abuso e affrontò un lungo processo per lei umiliante. Infatti al tempo la giustizia tendeva a sottovalutare i casi di violenza di genere e dava ragione agli aggressori. Così Artemisia fu sottoposta a tortura in tribunale per accertare che le sue accuse non fossero inventate per vantaggio personale.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’opera di Artemisia Gentileschi è di proprietà della Collezione Graf von Schönborn, che si trova a Pommersfelden in Germania.

Artemisia Gentileschi dipinse l’opera all’età di 17 anni, nel 1610. Il padre Orazio, primo maestro di Artemisia, esibì questo quadro per dimostrare l’abilità della figlia.

L’opera permise così alla giovane artista di entrare nel mondo dell’arte. Alcuni storici ipotizzano che il padre, Orazio Gentileschi, abbia aiutato la figlia nella stesura del dipinto. In ogni caso Susanna e i Vecchioni è considerata la prima opera importante della giovane artista.

Gli storici dell’arte non sono stati concordi nell’attribuire il dipinto a Artemisia. Infatti vista la giovane età della pittrice alcuni di loro pensarono che Orazio abbia dipinto l’opera per utilizzarla a scopo promozionale come opera di Artemisia. Anche la data di realizzazione è stata oggetto di discussione. Infine secondo altri storici Artemisia Gentileschi retrodatò il dipinto per motivi personali e legati alla sua vicenda con il pittore Agostino Tassi.

Esistono altre due versioni accertate dagli storici di Susanna e i vecchioni di Artemisia. Una di esse è datata 1649 mentre l’altra, ospitata a Bologna, secondo la storica Adelina Modesti, è del 1652.

L’artista e la società. La storia dell’opera Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi

Nel passato gli storici sono stati discordi nella valutazione attributiva dell’opera. Ad oggi invece si considera il dipinto una prova giovanile di Artemisia Gentileschi nella quale dimostra autonomia rispetto al padre, seguace di Caravaggio. Nel dipinto che interpreta il tema di Susanna e i vecchioni, Artemisia seguì in parte i principi dell’opera dell’artista.

Si colgono anche influenze del lavoro che Annibale Carracci eseguì a Roma. Il corpo di Susanna presenta un avvitamento su se stesso tipico di molte figure femminili manieriste. Questa caratteristica è quindi propriamente virtuosistica, cioè utilizzata dall’artista per dimostrare la sua abilità. Invece la parte centrale del busto non è idealizzata, come nella pittura classicista dei Carracci, ma più naturalista, come nei dipinti di Caravaggio.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi

L’opera rivela che Artemisia, grazie alla guida del padre Orazio, utilizzò il naturalismo di Caravaggio. D’altra parte si nota anche la presenza di dettagli che derivano dalla scuola bolognese fondata da Annibale Carracci. Alcuni particolari inoltre come l’incrinatura del gradino di destra sono tipici dello stile del padre Orazio e fanno pensare a un suo aiuto.

La tecnica

Artemisia Gentileschi dipinse Susanna e i vecchioni nella versione della Collezione Graf von Schönborn utilizzando velature di colori ad olio su una tela di 170 x 119 cm.

Il colore e l’illuminazione

In primo piano l’incarnato della figura di Susanna è posto in evidenza dal contrasto con il grigio-ocra della balaustra. In alto invece contro il cielo blu spiccano le figure in marrone scuro e rosso dei due vecchioni.

Susanna è illuminata da destra e il suo corpo riflette l’intensa luce che la colpisce. Invece l’uomo di sinistra è in ombra e la sua sagoma scura incombe dall’alto.

Lo spazio

La scena è risolta interamente in primo piano con la figura di Susanna dipinta nello spazio che unisce la giovane con l’osservatore. I vecchioni invece si trovano dietro la balaustra ma comunque compresi nella limitata profondità dell’opera.

Artemisia Gentileschi progettò una scena scarna che descrive in modo essenziale il fatto narrato. Anche lo sfondo è privo di paesaggio o di altri elementi di abbellimento che potrebbero distogliere l’attenzione dell’osservatore. Mancano anche personaggi di contorno come le ancelle di Susanna che compaiono in altri dipinti. Artemisia dipinse solamente così i tre personaggi coinvolti nella narrazione e li caratterizzò psicologicamente utilizzando anche lo sfondo e la composizione.

I due uomini anziani sono appoggiati in alto sulla balaustra. I loro corpi scuri inoltre si fondono in un’unica massa opprimente che minaccia la giovane in basso. Susanna invece è collocata in basso, nuda e inerme, compressa tra il bordo sinistro del dipinto, gli uomini in altro e la balaustra. Questa disposizione crea una sensazione claustrofobica e sottolinea la condizione di oppressione della giovane. La balaustra infatti le impedisce di fuggire e Susanna non cerca nemmeno di nascondere la sua nudità ma allontana gli anziani con le mani tese. Infine, per acuire la drammaticità della scena Artemisia progettò una composizione piramidale che genera una gran forza espressiva.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare e il suo sviluppo è verticale al fine di ospitare la composizione ascendente della scena.

La figura di Susanna crea una serpentina compositiva che anima la composizione rigida e ortogonale creata dalle linee della balaustra. In alto invece i due vecchioni sono compresi in una forma triangolare con apice verso l’alto che racchiude la scena in basso.

Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi di Stamford

 Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi di Stamford
Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi di Stamford

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1622, olio su tela. Inghilterra, Stamford

Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi della Moravsk Galerie di Brno

Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi della Moravsk Galerie di Brno
Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi della Moravsk Galerie di Brno

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1649, olio su tela, 205 x 168 cm. Brno, Moravsk Galerie

Il dipinto custodito a Bologna

Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi della Pinacoteca Nazionale di Bologna
Susanna e i vecchioni di Artemisia Gentileschi della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1652, olio su tela, ? cm. Bologna, Pinacoteca Nazionale

La storica dell’Arte Adelina Modesti attribuì il dipinto custodito presso la Pinacoteca di Bologna a Artemisia Gentileschi. L’opera quindi è datata 1652 ed è una delle ultime opere attribuite a Artemisia. Fino ad allora era attribuita a Elisabetta Sirani. Giuseppe Azzolini donò nel 1945 tramite legato testamentario il dipinto alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Dopo quella data l’opera ha subito diversi restauri ed è tornata ad essere leggibile con chiarezza.

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Bibliografia

  • E. Menzio, Lettere precedute da «Atti di un processo per stupro», Abscondita, 2004, ISBN 8884166144, 9788884166142
  • Roberto Contini, Francesco Solinas, Artemisia Gentileschi: storia di una passione, Mostra a Palazzo reale di Milano, 24 ore cultura, 2011, ISBN 8866480010, 9788866480013

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 17 maggio 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Artemisia Gentileschi intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Artemisia Gentileschi

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, sul sito della Collezione Graf von Schönborn di Pommersfelden.

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