Acquaiolo di Vincenzo Gemito

Acquaiolo di Vincenzo Gemito è una scultura molto celebre dello scultore napoletano famoso per le sue figure di scugnizzi.

Vincenzo Gemito, Acquaiolo, 1881, bronzo probabilmente fuso dall’artista, 53,6 x 21,3 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Indice

Descrizione di Acquaiolo di Vincenzo Gemito

Il soggetto rappresentato nella scultura di Gemito è uno scugnizzo napoletano, cioè un giovane del popolo. La postura del ragazzo suggerisce che stia porgendo una coppa d’acqua ad un possibile cliente.

L’Acquaiolo di Vincenzo Gemito assume una posizione instabile che crea una spontanea simpatia nell’osservatore.

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Vincenzo Gemito nel 1877, espose una scultura in bronzo raffigurante un giovane pescatore al Salon di Parigi. L’opera è conosciuta oggi come Il Pescatorello ed è custodita presso il Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Il Pescatorello ottenne un gran successo di  pubblico e di critica e Gemito decise di proseguire nella tematica rappresentata dal giovane soggetto del popolo. L’artista si impegnò quindi nello studio di giovani figure atteggiate in posizioni maggiormente espressive.

Vincenzo Gemito nacque a Napoli nel 1852 e realizzò quindi questa versione de L’Acquaiolo intorno all’età di 30 anni. Gemito, al ritorno dal soggiorno a Parigi realizzò la statuetta a Napoli.

De L’Acquaiolo esistono diverse versioni e la prima fu di proprietà del re di Napoli Francesco II che si trovava in esilio a Parigi. La famiglia dell’artista fece realizzare numerose repliche dopo la morte di Gemito. La prima versione della scultura di Gemito presentava il corpo nudo del ragazzo coperto in parte da un indumento intimo asportabile.

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Lo stile di Acquaiolo di Vincenzo Gemito

La modellazione della figura, la sua posizione spontanea e la situazione evocata determinano il realismo dell’opera. La rappresentazione del corpo nudo, la modellazione di forme curate e il piedistallo decorato ricordano la scultura dell’Antica Roma.

Gli storici dell’arte accomunano il lavoro di Gemito ad altri scultori di metà Ottocento definiti Neofiorentini. Si tratta di autori che presero ispirazione dalle opere di scultori del Rinascimento italiano quali Verrocchio, Donatello e Giambologna. In particolare la scultura di Gemito sembra riproporre un tema già presentato nelle sculture il Pescatore che balla la tarantella di Francisque Duret custodito al Louvre di Parigi e il Giovane Pescatore napoletano di Rude.

Nella scultura di Gemito però si rintracciano le figure di fauni in bronzo dal corpo esile ritrovate tra le rovine delle ville di Pompei e di Ercolano. D’altra parte la scultura rivela anche l’interesse di Gemito verso il realismo come testimonia il soggetto rappresentato. Si tratta infatti di un ragazzo del popolo detto scugnizzo. Lo scultore però non tratta questo tema in chiave sociale come i realisti francesi ma come una scena di genere. Infatti il giovane napoletano non mostra la fatica del lavoro e non mostra un corpo abbruttito dalla povertà. Piuttosto espone un atteggiamento solare e libero e una nudità naturale che ricorda il calore del sole mediterraneo.

L’Acquaiolo di Vincenzo Gemito della Gam di Torino

L'Acquaiolo di Vincenzo Gemito della Gam di Torino
L’Acquaiolo di Vincenzo Gemito della Gam di Torino

Vincenzo Gemito, L’Acquaiolo, 1880-1881, bronzo, 19,5 x 55 x 26 cm. Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna

La versione della scultura in bronzo custodita presso la Galleria d’arte Moderna di Torino rende possibile asportare i pantaloncini del giovane.

Il collezionista Ettore De Fonaris lasciò la scultura alla Gam di Torino, tramite legato testamentario nel 1978.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Vincenzo Gemito, Acquaiolo, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Torino.

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Bibliografia

  • Gabriella Nocentini, Vincenzo Gemito. Monografia. Sculture e disegni, Helicon, 2001, EAN: 9788887837025

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Leggi La vita e tutte le opere di Vincenzo Gemito

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Vincenzo Gemito, Acquaiolo, sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.

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