La strada de la Machine di Alfred Sisley

La studio della prospettiva e l’indagine sulla luminosità della campagna francese furono gli interessi che guidarono la ricerca di Alfred Sisley. Nel dipinto intitolato La strada de la Machine (La strada de la Machine, Louveciennes) sono riscontrabili molte influenze della tradizione paesaggistica europea.

Alfred Sisley, La strada de la Machine (La strada de la Machine, Louveciennes), 1873, olio su tela, 54 x 73 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Descrizione

La strada procede ampia verso l’orizzonte e sembra non avere fine. Sul bordo sinistro una fila di alberi spogli si sussegue in modo ordinato e divide il marciapiede dalla carreggiata. Oltre lo steccato si vedono alcune singole abitazioni illuminate dal pallido sole. Sul sentiero che costeggia la strada passeggiano alcuni figure umane. A destra invece oltre il bordo erboso si innalza il muro perimetrale di un parco seguito da un grande edificio bianco. La strada sale leggermente e oltre il suo colmo, in basso, si apre la pianura con la vista sulle abitazioni. Il cielo è sgombro da nubi ma sul centro abitato incombe una leggera foschia.

Interpretazioni e simbologia

Il tema della prospettiva centrale con una strada che si perde all’orizzonte fu molto amato da Alfred Sisley.

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Lo stile del dipinto La strada de la Machine di Alfred Sisley

Gli storici hanno osservato diversi riferimenti stilistici nel dipinto di Sisley. Intanto La strada de la Machine ricorda un dipinto del 1689 di Hobbema. Il maestro impressionista lo vide probabilmente alla The National Gallery di Londra durante un soggiorno giovanile. Si tratta dell’opera intitolata Viale di Middelharnis. Da Corot sembra provenire la struttura del dipinto mentre il cielo pare ispirato dai paesaggi olandesi del XVII secolo come in Ruysdael.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto è articolato su due toni principali, l’ocra virato verso il verde della natura e delle abitazioni e l’azzurro pallido del cielo. Sisley riesce a riprodurre magistralmente la luce della campagna francese dell’Ile-de-France.

Lo spazio

La prospettiva centrale della strada oggetto del dipinto La strada de la Machine è espediente molto efficace per rappresentare lo spazio. Permette inoltre di creare un collegamento tra primo piano e sfondo. Stessi effetti prospettici si ritrovano anche nel dipinto neve a Louveciennes esposto al museo d’Orsay anch’esso. La resa spaziale è il soggetto principale del dipinto ed esprime uno degli interessi della ricerca del maestro impressionista. Infatti già nei dipinti del periodo accanto allo studio sugli effetti luminosi riflessi Sisley studiò attentamente le prospettive urbane. La sede stradale infine è leggermente in salita. Questo espediente visivo permette di alzare lo sguardo verso il punto di fuga e creare una visione dall’alto dell’orizzonte. Inoltre la fuga è decentrata verso destra e quindi meno rigidamente frontale. 

La Composizione e l’inquadratura

La struttura compositiva si basa sul ritmo creato dai tronchi degli alberi che si susseguono sul lato sinistro della strada. Le direttrici verticali degli alberi infatti sono una componente molto rigorosa. Agiscono allo stesso modo i rami potati nella particolare forma ad ombrello. A terra, invece le ombre orizzontali partono dalla base dei tronchi e costruiscono una scansione prospettica che scorre in profondità sulla strada. La progressione in profondità è lineare sulla strada ma scandita da piani ai lati. A sinistra e a destra si trovano edifici e strutture che accompagnano con la loro presenza la vista in profondità.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Alfred Sisley, La strada de la Machine (La strada de la Machine, Louveciennes), sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.