San Sebastiano di Raffaello

Il San Sebastiano di Raffaello dell’Accademia Carrara di Bergamo è un’opera giovanile nella quale si coglie l’influenza del Perugino.

Raffaello Sanzio, San Sebastiano, 1501-1502 circa, tempera e olio su tavola, 45,1 x 36,5 cm, Bergamo, Accademia Carrara

Indice

Descrizione del San Sebastiano di Raffaello

San Sebastiano è rivolto frontalmente con il viso leggermente inclinato. Il Santo tiene nella mano destra una freccia stretta tra pollice ed indice. Veste abiti rinascimentali raffinati e decorati e porta lunghi capelli neri crespi che ricadono sulla schiena. Alle sue spalle è visibile un paesaggio collinare.

Interpretazioni e simbologia del San Sebastiano di Raffaello

San Sebastiano è riconoscibile dalla freccia che mostra tra le dita. Infatti il Santo subì il martirio tramite frecce scoccate dai suoi compagni, soldati dell’esercito romano. Solitamente San Sebastiano è raffigurato nudo e legato ad un albero e trafitto da frecce come nel caso del dipinto di Antonello da Messina. Invece la stessa iconografia si ritrova nel San Sebastiano del Bronzino.

Suggerimenti e link utili per implementare una corretta didattica online o didattica a distanza, nel periodo di emergenza virus. Consulta la pagina: Didattica online.

Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio

Comincia a pensare all’esame. Consulta la pagina: Tesi, tesine o mappe concettuali.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Inizialmente il San Sebastiano di Raffaello era di proprietà della collezione Zurla di Crema. Ne fu proprietario poi l’incisore Giuseppe Longhi nel 1818 ca. Il conte Guglielmo Lochis lo donò infine nel 1886 all’Accademia Carrara di Bergamo.

La storia dell’opera San Sebastiano di Raffaello

Il San Sebastiano di Raffaello è un dipinto datato 1501 – 1502 realizzato negli anni in cui Raffaello aveva circa vent’anni. All’epoca il giovane artista era probabilmente impegnato a collaborare con Pietro Perugino ma stava cercando di farsi notare negli ambienti umbri. Non tutti gli storici dell’arte che si sono occupati di Raffaello sono concordi nella data di realizzazione. Infatti le ipotesi vanno dal 1501 al 1505.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del San Sebastiano di Raffaello

Raffaello Sanzio nacque a Urbino nel 1483 ed è considerato un grande artista rinascimentale. La sua influenza fu tale che le sue opere furono un modello per l’arte accademica fino a metà dell’800. Infatti i suoi dipinti sono un esempio di equilibrio formale, armonia compositiva, sapiente costruzione pittorica e ricerca della bellezza ideale soprattutto nelle sue figure femminili.

Il San Sebastiano è un’opera giovanile ma oltre alle influenze di Pietro Perugino rivela già lo stile proprio di Raffaello. Infatti la fisionomia del Santo è delicata mentre l’inclinazione del viso e le dita che tengono la freccia mostrano una certa eleganza. I tratti vagamente femminili del viso derivano dal Perugino. Lo stile di Raffaello invece si riconosce invece modellazione della mano che crea la profondità nel primo piano e nella struttura compositiva.

La sua formazione avvenne all’inizio presso la bottega paterna. Grazie al lavoro del padre, Giovanni Santi, presso il Palazzo Ducale di Urbino studiò le opere di Piero della Francesca, Antonio del Pollaiolo, Melozzo da Forlì e gli altri artisti. A Urbino frequentò anche la bottega del Perugino e fu a Siena nella Bottega del Pinturicchio.

A Firenze divenne molto celebrato e ottenne commissioni da privati. Dal 1808 fu impegnato a Roma grazie all’interessamento di Donato Bramante. Alla morte di questi nel 1816 fu incaricato di sovrintendere il cantiere dei Palazzi Vaticani. Morì a Roma nel 1520 dopo aver iniziato a dipingere la celebre Trasfigurazione terminata dal suo allievo Giulio Romano.

La tecnica

Il dipinto che raffigura San Sebastiano fu realizzato da Raffaello su una tavola in legno di 43 x 34 cm con colori ad olio stesi in velatura.

Il colore e l’illuminazione

Il mantello colorato di rosso brillante di San Sebastiano condiziona in modo determinante la composizione cromatica del dipinto. Anche l’incarnato è reso con toni caldi e chiari. L’abito e il paesaggio invece sono scuri e freddi. L’alternanza dei toni crea una struttura cromatica molto ordinata e simmetrica.

Lo spazio

Il ritratto è ambientato all’aperto, con sullo sfondo un paesaggio collinare. Il Santo si trova sul primissimo piano e pone tra il suo corpo e il fedele la mano con la freccia.

La profondità è suggerita da una sorta di prospettiva aerea.

La composizione e l’inquadratura

Il San Sebastiano è un dipinto rettangolare con inquadratura verticale. Il Santo rappresentato a mezzo busto è racchiuso nel dipinto che limita la sua figura tagliando lateralmente le spalle.

La struttura compositiva presenta due ellissi incrociate che sono tipiche dei dipinti di Raffaello. Quella inferiore corrisponde al busto del Santo. Quella superiore invece segue inversamente il profilo del paesaggio.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Testo

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 25 novembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Raffaello Sanzio intitolate:

  • titolo

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Raffaello Sanzio, San Sebastiano, sul sito dell’Accademia Carrara di Bergamo.