San Sebastiano di Antonello da Messina

San Sebastiano di Antonello da Messina è una rappresentazione del martirio ambientata in un angolo della città di Venezia.

Antonello da Messina, San Sebastiano, 1478-1479 circa, olio su tavola, 171 x 85,5 cm. Dresda, Gemäldegalerie

Indice

Descrizione del San Sebastiano di Antonello da Messina

San Sebastiano è in piedi, legato ad un albero con una fune. Si trova al centro di una piazza sulla quale si affacciano alcuni edifici. Il Santo è nudo con il corpo coperto solamente da un perizoma, indumento intimo molto aderente e chiaro. Dietro di lui inoltre si osservano alcuni edifici e oltre la doppia arcata è dipinto un paesaggio coperto da un cielo azzurro. San Sebastiano è frontale ma con il busto leggermente rivolto a destra e il volto verso sinistra. Cinque frecce sono conficcate profondamente nel suo corpo. Una ha colpito il petto, due l’addome, una poi la coscia sinistra. Infine una trafigge la gamba poco sopra il ginocchio destro.

Il Santo non sembra però soffrire del dolore inferto dalle ferite dalle quali fuoriescono sottili rivoli di sangue. Piuttosto presenta un’espressione di tristezza e rassegnazione. Alcune figure umane sono distribuite poi sulle abitazioni. Quattro donne si trovano in alto sulla balaustra in corrispondenza dei tappeti stesi. Si nota poi, a sinistra, un soldato disteso a terra con una lancia di fianco, disegnato di scorcio. Una donna è in piedi dietro di lui con un neonato in braccio. A destra si notano anche due personaggi in conversazione e due amanti dietro i pilastri. Altri passanti percorrono la via oltre le arcate.

Interpretazioni e simbologia di San Sebastiano di Antonello da Messina

Il luogo nel quale si trova San Sebastiano è, probabilmente, la raffigurazione di una piazza di Venezia. Antonello da Messina inserì il martirio nel contesto di un angolo urbano a lui contemporaneo popolato da personaggi di varia estrazione. San Sebastiano era considerato protettore dalla peste. In alcuni dipinti infatti è accompagnato da una mosca, secondo la credenza per la quale il morbo era trasmesso dall’insetto. Nel dipinto sono anche esposti, in alto, due tappeti orientali dalla fattura molto preziosa. Al tempo, come ora, tali manufatti erano considerati beni di gran lusso e alla portata di pochi. Arrivavano, probabilmente dall’Anatolia trasportati lungo le rotte commerciali che portavano a Venezia. Altre citazioni di tali oggetti si trovano in altre opere fiamminghe e nei dipinti di Johannes Vermeer.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Antonello da Messina dipinse il San Sebastiano per il primo altare della Confraternita di San Rocco a Venezia. L’Istituzione fu fondata nel 1478,  anno nel quale si scatenò una grave pestilenza nella città. L’altare era precedentemente nella chiesa di San Giuliano e aveva al centro una statua di San Rocco. La statua fu tenuta al suo posto e affiancata dal San Sebastiano e da un San Cristoforo ora perduto.

L’artista e la società. La storia dell’opera San Sebastiano di Antonello da Messina

L’opera fu realizzata intorno al 1478, poco dopo il suo ritorno a Messina. Antonello da Messina, infatti, si trovò a Venezia intorno al 1475-1476.

Il dipinto di San Sebastiano era la tavola centrale del Trittico di San Giuliano ospitato presso la Chiesa dedicata al Santo. Accanto alla sua effige erano esposte anche quelle di due altri Santi protettori, San Rocco e San Cristoforo. Si trova ora presso la Gemäldegalerie di Dresda.

Al fine di permettere una migliore conservazione dell’opera, il San Sebastiano di Antonello da Messina è stato trasportato su tela.

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Lo stile di San Sebastiano di Antonello da Messina

Il martirio di San Sebastiano è un dipinto devozionale destinato al pubblico dei devoti. Rappresenta un episodio della vita di un Santo, quindi è di natura agiografica.

L’artista adottò alcune scelte stilistiche per dialogare consapevolmente con gli artisti veneziani e altri a lui contemporanei. Infatti sono presenti influenze da Piero della Francesca nella struttura geometrica e prospettica delle architetture e del pavimento ad intarsio.

Il militare disteso ricorda i corpi rappresentati di scorcio da Andrea Mantegna come nel Cristo morto nel sepolcro e nel Trasporto del corpo di san Cristoforo ospitato nella Cappella Ovetari. Il corpo e il volto di San Sebastiano ricorda invece le morbidezze delle fisionomie create da Giovanni Bellini. Le influenze fiamminghe assorbite da Antonello, nel San Sebastiano si riscontrano nell’uso della luce che descrive dettagliatamente le superfici.

La tecnica

Il San Sebastiano conservato a Dresda è un dipinto ad olio su tavola. Antonello da Messina fu uno dei primi artisti sul territorio italico a sperimentare tale tecnica elaborata dai pittori fiamminghi. Nel corso del Quattrocento l’uso dell’olio come legante sostituì le sostanze organiche animali, come l’uovo, utilizzate nella tempera.

Antonello stese il colore per mezzo di velature sovrapposte, sottili e dai colori brillanti. Le sue opere, come quelle degli artisti dell’epoca erano progettate con l’utilizzo di attenti disegni preparatori.

Il colore e l’illuminazione

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Lo spazio

La scena del martirio di San Sebastiano si svolge tra alte architetture. Si tratta di uno spazio urbano, probabilmente una piazza di Venezia. Gli edifici sono costruiti in prospettiva come anche la decorazione del pavimento. Nella progettazione prospettiva si nota chiaramente l’influenza di Piero della Francesca.

La profondità, inoltre, è suggerita dalla progressiva diminuzione della grandezza delle figure dal primo piano allo sfondo. Il punto di vista dell’osservatore si trova molto in basso e contribuisce a rendere monumentale la figura di San Sebastiano. Infine, il Santo si trova nel primo piano circondato da un ambiente aperto tra le abitazioni. Oltre la quinta architettonica del porticato si trova un altro ambiente aperto.

La composizione e l’inquadratura

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Bibliografia

  • F. Sricchia Santoro. Antonello e l’Europa, Milano, 1986.
  • Gioacchino Barbera, Antonello da Messina, Milano, Editore Electa-Banco Ambrosiano Veneto, 1997, ISBN 88-8016-202-0.
  • Mauro Lucco, Antonello da Messina, l’opera completa, Milano, Editore Silvana, 2006, ISBN 88-366-0633-4
  • Marco Bussagli, Antonello da Messina, 2016, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, EAN:9788809991675
  • Antonello da Messina, 2019, Skira, Arte antica. Cataloghi, ISBN: 885723927
  • Antonello da Messina. Ediz. illustrata, 21 marzo 2019, Collana: Skira Masters, EAN: 9788857239286

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 12 marzo 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Antonello da Messina intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Antonello da Messina

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonello da Messina, San Sebastiano, sul sito della Gemäldegalerie di Dresda.

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