Caino e Abele di Giuseppe Grandi

Caino e Abele di Giuseppe Grandi è una piccola scultura scapigliata che interpreta il tragico episodio biblico.

Giuseppe Grandi, Caino e Abele, post 1875 – ante 1894, gesso dipinto, 39 x 31 x 40 cm. Varese, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea

Indice

Descrizione della scultura Caino e Abele di Giuseppe Grandi

Abele è adagiato al suolo supino. Il suo corpo nudo è senza vita. Le braccia sono scomposte e aperte mentre il volto è rivolto verso l’alto. Caino, invece è seduto su una roccia e osserva in basso il fratello. È coperto solamente da una pelle di animale poggiata sulla gamba sinistra. La clava usata per uccidere Abele si trova a terra, ai suoi piedi. L’espressione del ragazzo è ancora minacciosa ed aggressiva.

Interpretazioni e simbologia

Giuseppe Grandi affronta il tema biblico di Caino e Abele. I due fratelli sono figli di Adamo ed Eva. Caino fu il primogenito. Per tradizione, il primo era agricoltore e Abele un pastore. Caino uccise il fratello conducendolo, per mano, in campagna. La causa dell’omicidio fu motivata dalla predilezione di Dio nei confronti dei sacrifici animali di Abele. Il tema è diventato, nel tempo un archetipo e primo fratricidio della storia.

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Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile

Caino e Abele è un’opera con tema storico-religioso. La datazione del bozzetto in gesso non è sicura. Gli storici così indicano come possibile periodo quello che va dal 1875 al 1894. Nel 1875 Grandi viveva un fecondo momento artistico con i suoi amici della Scapigliatura milanese. Infatti, l’artista adottò nelle sue sculture lo stile pittorico di Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Spariscono quindi i dettagli e le forme precise a favore di una plastica più impressionista. Nel caso di Caino e Abele, comunque, i corpi dei due personaggi risultano modellati nel dettaglio. Le posture, invece, propongono una resa emotiva. Giuseppe Grandi fu spinto ad adottare un diverso linguaggio plastico per superare la scultura di carattere storico celebrativo a lui contemporanea.

La tecnica della scultura Caino e Abele di Giuseppe Grandi

Caino e Abele di Giuseppe Grandi è un gesso dipinto di modeste dimensioni, 39 x 31 x 40 cm. Le figure sono modellate nella resa anatomica ma nell’insieme prevale una modellazione pittorica.

Luce sulla scultura

La luce mette in evidenza il corpo di Abele che viene illuminato completamente perchè disteso. Anche il corpo di Caino è messo in risalto, soprattutto la sua parte destra. Tra le sue gambe, inoltre, un’ombra profonda crea uno stacco con la figura del fratello morto.

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Rapporto con lo spazio

Abele è poggiato a terra e il suo corpo morto è completamento esposto allo spazio intorno a lui. Caino, invece sembra incombere sul fratello. Pur appoggiato alla pietra, sembra avanzare e proiettarsi su Abele.

Struttura della scultura Caino e Abele

La figura di Abele è disposta in basso, distesa in orizzontale. Caino, invece, è in posizione verticale sopra il fratello. Il corpo esanime a terra crea la base si un triangolo visivo con apice verso il capo di Caino. Inoltre, il corpo di Abele crea una linea sinuosa se visto frontalmente. Le figure dei due fratelli sono appoggiate su di una base ovale che simula il terreno. La figura di Abele è completamente statica mentre Caino è disposto in obliquo e pare cadere in avanti.

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giuseppe Grandi, Caino e Abele, sul sito del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese e sul sito dei Beni Culturali della Lombardia.