Discesa di Cristo dalla Croce di Rogier van der Weyden

La tavola a forma di T rovesciata sulla quale Rogier van der Weyden dipinse la Discesa di Cristo dalla Croce, è tipica degli altari del Nord Europa. Al loro interno, infatti, era racchiusa una composizione scultorea protetta da sportelli.

Rogier van der Weyden, Discesa di Cristo dalla Croce, 1436-1437, tempera su tavola, cm 220 X 262. Madrid, Museo del Prado

Descrizione. Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea depongono Cristo dalla Croce

La Discesa di Cristo dalla Croce è uno dei dipinti più famosi di Rogier van der Weyden ed è considerato uno dei massimi capolavori esposti al Museo del Prado di Madrid. Il dipinto rappresenta il tema iconografico della deposizione del corpo di Cristo, in seguito alla morte per crocifissione. I protagonisti del dipinto, tranne Cristo, sono abbigliati con abiti contemporanei alla creazione del dipinto. Infatti, le vesti sono preziose, come quella di Giuseppe d’Arimatea, finemente damascata.

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Anche Nicodemo, che sostiene il corpo dalle spalle, indossa un abito signorile. La Madonna, sofferente, cade a terra sorretta dell’apostolo Giovanni e dalla fanciulla dietro di lei. A destra, la Maddalena con i capelli raccolti da un panno bianco, prega prostrata mentre un uomo porge un vaso contenente gli unguenti per la sepoltura. Il Golgota, il luogo della sepoltura, è rappresentato, come per tradizione, dall’immagine di un teschio, a sinistra, e da un osso al centro. Pur essendo dipinta all’interno di una finta nicchia, l’opera presenta della vegetazione raffigurata in modo dettagliato.

Lo stile. Discesa di Cristo dalla Croce rivela una grande abilità tecnica del suo autore

La tecnica è universalmente riconosciuta come prodigiosa. L’incarnato, infatti, è reso in modo appropriato e altamente dettagliato. Anche le stoffe e gli oggetti sono stati trattati con la massima definizione e la massima resa realistica. La materia pittorica, infatti, è stesa in modo fine a formare una superficie levigata ed omogenea.

È la pittura ad olio, infatti, che permise a Rogier van der Weyden di ottenere un tale effetto, insieme, alla notevole abilità nel disegno. Il gusto del dettaglio, che si ritrova, anche nella vegetazione raffigurata ai piedi dei personaggi, indica, chiaramente, che si tratta di un dipinto di stile fiammingo. La capacità di Rogier van der Weyden di rappresentare in modo tanto efficace la superficie e la trama dei tessuti, secondo gli studiosi, deriva dalla conoscenza di Jan van Eyck. Un altro celebre dipinto nel quale l’artista dimostra grande capacità tecnica nel rappresentare le diverse superfici è l’Annunciazione.

Il colore e l’illuminazione. Tinte vive e luce scultorea

I colori degli abiti dei personaggi sono saturi e brillanti. Spiccano le vesti rosse dell’apostolo Giovanni, di Nicodemo e della Maddalena. Molto intensa anche la veste blu di Maria, colore che rappresenta la Chiesa. Ugualmente vivi e illuminati sono i verdi che colorano gli abiti delle donne e dell’uomo con i profumi. Giuseppe d’Arimatea, poi, indossa un ricco abito damascato di colore oro. La finta nicchia in legno crea un fondo neutro e caldo contro il quale le figure statutarie spiccano nettamente.

I panni bianchi, che coprono anche il capo delle donne sono di un bianco quasi ottico. Infine, l’incarnato di Cristo è luminoso e non livido, tendente all’ocra molto chiaro. La luce che illumina il gruppo è intensa e diffusa, infatti le figure sembrano un gruppo statuario posto all’interno della nicchia di legno. La luce proviene da destra, in alto, e crea una spazialità solida e tridimensionale, limpida e quasi tangibile.

Lo spazio. Una nicchia illusionistica ospita la Deposizione di Rogier van der Weyden

Lo spazio che ospita la scena della Discesa di Cristo dalla Croce di Rogier van der Weyden possiede una ridotta profondità e questo rende l’intero gruppo molto scultoreo. In realtà nella tradizione del Nord Europa esistevano altari di tipo schnitzaltar che conservavano al loro interno, chiuso, composizioni scultoree. Considerata la probabile derivazione da questa tipologia, la Discesa di Cristo dalla Croce è ambientata all’interno di uno spazio illusionistico che vuole ricreare un tipo di fisicità scultorea.

La composizione e l’inquadratura

La tavola sulla quale è dipinta la Discesa di Cristo dalla Croce ha una forma a T rovesciata e, in origine, era, probabilmente, corredata di sportelli. A destra la figura della Maddalena crea una parentesi che chiude la scena da quel lato. A sinistra, invece, si trova San Giovanni anch’egli chinato verso la madre di Cristo. La sua posizione è funzionale ad equilibra il corpo della Maddalena del lato opposto. Esistono due diagonali parallele che salgono da destra verso sinistra. La superiore è rappresentata dal corpo di Cristo che viene deposto. Quella inferiore, invece, corre lungo il corpo di Maria, inginocchiata a terra e sorretta da San Giovanni. Questo parallelismo compositivo rappresenta, simbolicamente, la partecipazione di Maria al dramma del Figlio.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Rogier van der Weyden, Discesa di Cristo dalla Croce, sul sito del Museo del Prado di Madrid.