Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina

Ritratto d’uomo di Torino (anche detto Ritratto Trivulzio) di Antonello da Messina dopo vicende museali complicate venne destinato al museo di Palazzo Madama.

Antonello da Messina, Ritratto d’uomo (anche detto Ritratto Trivulzio), 1476, olio su tavola di pioppo, 37,4 x 29,5 cm. Torino, Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama

Indice

Descrizione del Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina

Il protagonista è posto leggermente di scorcio rispetto al fronte del dipinto. Inoltre, piega leggermente la testa verso sinistra. L’uomo porta sul capo un berretto nero e indossa una cappa rossa. Il pesante tessuto crea delle pieghe verticali. Al di sotto poi si intravede una camicia bianca. Sul parapetto, infine, è dipinto un foglietto con la firma dell’artista.

Interpretazioni e simbologia del Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina

Secondo gli storici il Ritratto Trivulzio è uno dei migliori di Antonello da Messina. Il protagonista del ritratto pare essere un esponente dell’alta borghesia mercantile del Quattrocento. Infatti, la foggia della veste e il copricapo sono simili al Ritratto d’uomo conservato presso la Galleria Borghese di Roma.

Il Ritratto Trivulzio si può confrontare con altri ritratti dipinti da Antonello da Messina. Ad esempio con quello conservato presso la National Gallery di Londra o il il Ritratto di Condottiero del Louvre. La tipologia è però più simile al Ritratto d’uomo della Galleria Borghese di Roma. Nei ritratti i soggetti sono vestiti con un abito rosso e un copricapo nero che ricade sulla spalla. Si tratta di un abbigliamento tipico dei notabili veneziani dell’epoca.

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I committenti, le collezioni e la storia espositiva del Ritratto Trivulzio

Il Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina fu di proprietà della famiglia Rinuccini di Firenze fino al 1852 quando fu acquisita dalla collezione Trivulzio di Milano. Nel 1935, il governo Mussolini smembrò il patrimonio Trivulzio tra i musei comunali di Milano e Torino. Fu una delle più importanti operazioni di commercio artistico in Italia, che contrappose le due amministrazioni comunali. Così l’intera collezione fu assegnata a Milano. Poche opere giunsero a Torino. Tra di esse vi sono il ritratto di Antonello da Messina e il codice delle “Très Belles Heures de Notre-Dame de Jean de Berry“.

La storia del Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina

Il Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina risale agli anni della sua maturità artistica. Secondo gli storici Antonello da Messina potrebbe aver dipinto il il Ritratto Trivulzio tra il 1475 e il 1476, negli ultimi mesi del suo soggiorno a Venezia oppure appena tornato a Messina.

L’opera di Antonello da Messina indicata come il Ritratto Trivulzio è datata e firmata dal suo autore. Secondo gli storici, Galeazzo Maria Sforza fu molto affascinato dall’opera. Invitò, infatti, il maestro di Messina a Milano.

Nel 2005-2006, Marco Ciatti e Cecilia Frosinini diressero il restauro presso l’Opificio delle pietre. La direzione di Palazzo Madama e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte condussero il restauro. Roberto Bellucci si occupò della pellicola. Ciro Castelli, invece, della tavola di supporto.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del Ritratto Trivulzio di Antonello da Messina

Le influenze dell’arte fiamminga si ritrovano nella posizione di tre quarti, nello sfondo scuro, nel parapetto. Invece, nella solidità della figura si ritrova l’impostazione spaziale dell’arte delle scuole italiane. Anche la rappresentazione essenziale, lontana dai ritratti aulici e celebrativi deriva dai modelli fiamminghi osservati da Antonello nelle corti di Palermo e Napoli. Il Ritratto Trivulzio, come le altre opere dell’artista, si caratterizza, così, per un forte realismo di ispirazione nordica. Inoltre la fisionomia è accuratamente rappresentata e il carattere approfondito psicologicamente.

La tecnica

Antonello da Messina dipinse questo ritratto con colori a olio su tavola o tempera grassa. Gli artisti fiamminghi elaborarono tale tecnica per realizzare opere più resistenti ed elastiche. Antonello da Messina utilizzò il colore creando sottili velature colorate che permisero all’artista di realizzare figure molto definite e chiaroscuri intensi.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto presenta un colore scuro sul fondo e una dominante calda sulla figura. Infatti l’incarnato del protagonista è tendente all’ocra-arancio e si accorda al colore dell’abito. Il contrasto di luminosità più intenso si osserva tra il protagonista illuminato e il fondo in ombra. La luce giunge da destra e illumina direttamente il busto del personaggio ponendo in risalto la sua immagine contro il fondo scuro.

Lo spazio

Il protagonista del ritratto è raffigurato contro uno sfondo molto scuro. Non è così possibile identificare la natura dello spazio in ombra. La prospettiva geometrica o altri indicatori spaziali non sono quindi presenti. Inoltre, non è possibile percepire la profondità della scena che si limita al primo piano. Infine il punto di vista adottato dall’artista permette all’osservatore di condividere lo spazio del personaggio.

La composizione e l’inquadratura

Il Ritratto Trivulzio è dipinto all’interno di una inquadratura rettangolare e verticale che dispone un’ampia porzione di fondo scuro intorno al personaggio.

La parte superiore del dipinto è occupata dal volto del personaggio mentre quella inferiore dal suo busto. Il corpo è posto di tre quarti, quindi, non si trova in posizione simmetrica. Comunque, la rotazione verso il centro del viso crea un certo equilibrio compositivo. Infine, le linee di cucitura dell’abito creano un movimento ritmico che arricchisce la parte inferiore del piano dipinto.

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Bibliografia

  • Gioacchino Barbera, Antonello da Messina, Milano, Editore Electa-Banco Ambrosiano Veneto, 1997, ISBN 88-8016-202-0.
  • Mauro Lucco, Antonello da Messina, l’opera completa, Milano, Editore Silvana, 2006, ISBN 88-366-0633-4
  • Marco Bussagli, Antonello da Messina, 2016, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, EAN:9788809991675
  • Antonello da Messina, 2019, Skira, Arte antica. Cataloghi, ISBN: 885723927
  • Antonello da Messina. Ediz. illustrata, 21 marzo 2019, Collana: Skira Masters, EAN: 9788857239286

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 25 aprile 2021.

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Leggi La vita e tutte le opere di Antonello da Messina

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonello da Messina, Ritratto d’uomo (anche detto RitrattoTrivulzio), sul sito del Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino, sul sito dell’Opificio delle pietre dure.

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