Parmigianino, Autoritratto entro uno specchio convesso. L’artista adolescente si ritrae nello specchio deformante

Il giovane Parmigianino realizzò l’Autoritratto entro uno specchio convesso per portare nel viaggio a Roma del 1525 una prova di abilità pittorica da far ammirare ai suoi committenti.

Parmigianino, Autoritratto entro uno specchio convesso, 1524 circa, olio su tavola convessa, cm 24,4×24,4. Vienna, Kunsthistorisches Museum

Descrizione. Una prova di abilità pittorica da usare come referenza per i nobili committenti

Il ragazzo raffigurato nel dipinto circolare del Parmigianino è l’artista stesso adolescente. Davanti a lui è evidente la mano, ingigantita dalla deformazione dello specchio convesso. Dietro al giovane artista, invece, sullo sfondo è riconoscibile un interno, a sinistra una finestra e in alto un soffitto ligneo. Il busto visibile del ragazzo è rivolto verso destra con il volto rappresentato di tre quarti. Lo sguardo, invece, è rivolto in centro, verso lo spettatore.

Lo sguardo ha un’espressione aperta e intelligente che rivela un carattere sveglio e di grandi speranze. L’abbigliamento è molto elegante e ricercato. Il giovane Parmigianino indossa una casacca raffinata dalla quale sbuca una manica bianca plissettata. L’aspetto dell’artista è androgino e i capelli ricadono oltre le orecchie separati da una scriminatura centrale. Un anellino, quindi, cerchia il mignolo della mano destra. Il braccio destro è appoggiato di fronte a sé, sul piano del tavolo. Il ritratto è ambientato all’interno di una stanza sobria e priva di arredi.

Lo stile. Il Parmigianino realizza l’Autoritratto entro uno specchio convesso con precoce abilità

L’Autoritratto allo specchio è stato realizzato con una fusione dell’impasto cromatico che descrive in modo molto naturale le superfici delle figure. Il modellato del ragazzo dipinto, però, è quasi idealizzato privo di descrizione muscolare. La mano ha dita allungate e poco modellate. Il chiaroscuro è delicato le ombre creano volumi definiti soprattutto nella parte destra del viso. L’interno della stanza è spoglio descritto attraverso un chiaroscuro ambientale molto scarno ma efficace. La mano lunga e affusolata anticipa il gusto di Parmigianino per le figure allungate come nella Madonna dal lungo collo.

Lo spazio e la profondità

La resa spaziale all’interno dell’Autoritratto entro uno specchio convesso è condizionata dalla deformità dello specchio convesso. Non si percepisce una chiara costruzione dello spazio geometrico e lineare anche se si può ricostruire attraverso le linee curve e deformi della finestra di destra e del soffitto in alto. La profondità viene costruita grazie alla mano in primissimo piano sovrapposta e molto più grande rispetto al corpo in secondo piano. Gli elementi architettonici della stanza permettono di valutare la distanza tra l’adolescente e il muro di fondo.

Composizione e inquadratura. Un difficile formato dimostra l’abilità del giovane Parmigianino

Il formato del dipinto è circolare e la composizione si adegua alla circolarità della cornice. In primo piano si trova la mano dell’artista ragazzo deformata dalla estrema vicinanza allo specchio dal quale è stato tratto l’autoritratto. L’autoritratto del Parmigianino occupa quasi la totalità della superficie dipinta e si trova in assoluto primo piano. In primissimo, quasi un dettaglio la mano la sua mano destra. Fanno da sfondo le pareti della stanza deformate dallo specchio curvo. Il peso dell’immagine è maggiore in basso, ancorato alla mano che occupa una vasta porzione della circonferenza.

Consulta la pagina dedicata al dipinto del ParmigianinoAutoritratto entro uno specchio convesso , sul sito del Kunsthistorisches Museum di Vienna.