Ritratto virile di Franciabigio

Francesco di Cristofano, detto il Franciabigio, autore del Ritratto virile, condusse la sua breve vita a Firenze e fu conosciuto soprattutto come ritrattista.

Franciabigio, Ritratto virile, 1514, olio su tavola, cm 60×47, Firenze, Galleria degli Uffizi

Descrizione. un ritratto virile all’aperto secondo una moda dell’epoca

Il dipinto è monogrammato e datato 1514. Si trova presso la Galleria degli Uffizi dal 1919. Il personaggio dipinto nel quadro del Franciabigio è un giovane. Dietro al ragazzo, sullo sfondo è visibile, un brano di paesaggio con un cielo sereno. Il corpo del giovane è rivolto verso destra come anche il volto, rappresentato di tre quarti. Lo sguardo del soggetto sconosciuto nel Ritratto virile è rivolto al centro, verso lo spettatore. Osserva, però, verso un punto lontano. Lo sguardo ha un’espressione sognante e intelligente che rivela un carattere sensibile e sicuro. L’abbigliamento è molto semplice.

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Il giovane indossa una casacca ampia e un copricapo dal quale spuntano, dietro e ai lati, capelli lunghi e folti. Oltre la scollatura della casacca spunta un colletto bianco arricciato. Il braccio destro è appoggiato su di un piano è stringe un panno. La mano destra, anch’essa appoggiata, è aperta e sembra indicare con Il dito indice sollevato. Il cielo dipinto sulla metà superiore del dipinto, è sereno con bagliori rosa verso l’orizzonte. Il paesaggio in basso, invece, è collinare. Sulla destra si intravede, in lontananza, un centro abitato.

Lo stile. il franciabigio Un manierista vicino ad andrea del sarto

Nei ritratti Franciabigio si ritrovano influssi di Raffaello ma, soprattutto, di Andrea Del Sarto col quale collaboro dal 1510. Infatti, L’artista fiorentino, fu apprezzato per i suoi ritratti nei quali i personaggi vengono idealizzati e inseriti in un paesaggio ideale. Il Ritratto virile del 1514 conservato alla Galleria degli Uffizi è frutto, forse, della collaborazione con Andrea Del Sarto. Il Ritratto virile presenta una superficie pittorica molto sfumata che descrive sinteticamente le superfici delle stoffe dell’abito e l’incarnato. Il modellato del personaggio è quasi idealizzato. Il chiaroscuro è piuttosto deciso le ombre creano volumi ben torniti. Soprattutto la mano sinistra viene descritta dal chiaroscuro in maniera sintetica ma molto sicura. Il paesaggio naturale, immediatamente dietro al giovane, è descritto in modo piuttosto dettagliato. Gli alberi e la rada vegetazione sembrano, però, figure a sé stanti, non integrate con il resto del paesaggio.

Il Colore e l’illuminazione

Il dipinto nel complesso ha una intonazione calda, soprattutto sul primo piano. L’incarnato è intenso e tendente all’ocra. Il copricapo e il corpo dell’abito sono neri come i capelli. Le parti scure dell’abito sono in forte contrasto con il fondo e ritagliano la figura del giovane come una sagoma contro il paesaggio chiaro. La luce, naturale proveniente da sinistra, crea ombre profonde sul volto del giovane che si trova quasi completamente oscurato. Il paesaggio è illuminato da una luce intensa che crea ombre nette nella parte naturale. Il centro abitato è più indefinito e le montagne sono schiarite dalla lontananza. L’atmosfera è chiara e una leggera foschia confonde le montagne all’orizzonte.

Lo spazio e la profondità

Il ritratto di giovane di Franciabigio ha una costruzione dello spazio tridimensionale apprezzabile grazie al contrasto tra il primo piano e il paesaggio dipinto dietro al giovane. La prospettiva geometrica e le linee di fuga costruiscono lo spazio in primissimo piano in basso sotto la figura del giovane. La profondità è creata dal contrasto tra la grande figura che occupa tutto il primo piano del dipinto e il paesaggio dietro di lui.

Non vi sono figure che permettano un graduale passaggio di profondità poiché gli alberi sono tutti dipinti a partire da una notevole distanza. Da questa dimensione il paesaggio scivola in profondità, soprattutto nella sua parte destra grazie alla prospettiva aerea. Abbinata ad una progressiva diminuzione della grandezza degli alberi, la prospettiva aerea permette di percepire il centro abitato e le montagne come progressivamente più lontani. I colori, infatti si fanno più deboli, più smarriti e più confusi. I monti in lontananza sono più sfumati, tendenti al grigio e all’azzurro.

La composizione e l’inquadratura

Il Ritratto virile di Franciabigio si sviluppa in verticale in modo da contenere la figura del giovane dalla vita in su. Il ritratto occupa tutto il primo piano del dipinto e l’intera superficie del piano pittorico. Una parte della metà superiore del dipinto è occupata dal paesaggio della campagna fiorentina. L’impianto compositivo è centrale con il volto spostato leggermente a destra rispetto alla verticale del Ritratto virile. Il primo piano è occupato dal giovane appoggiato al piano in legno dietro a lui il paesaggio che si sviluppa in lontananza.

L’equilibrio compositivo

Le masse sono più evidenti sulla sinistra del dipinto, infatti, al centro delle diagonali del rettangolo vi è la spalla destra del giovane. Il suo volto è costruito sull’asse simmetrico verticale. La direzione dello sguardo del giovane mette in equilibrio la parte destra di fronte a se. I colori sono in equilibrio, mentre il peso delle masse dipinte è maggiore verso la metà inferiore del quadro. Il busto del giovane è molto scuro e allargato sul fondo, creando, così, una base d’appoggio per il volto quasi monumentale. Le mani a destra e il volto in alto a sinistra sono collegabili da una linea obliqua che li mette in relazione. Il Ritratto virile è compreso in una figura geometrica piramidale. Il Focus psicologico del ritratto coincide con il volto del giovane e, in un secondo momento, scivola lungo il paesaggio di destra.

Consulta la pagina dedicata al dipinto del Franciabigio, Ritratto virile, sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze