Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda

Paolo Uccello dipinge una battaglia metafisica, ambientata in un luogo fantastico e senza tempo.

Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda, 1456 ca., tempera su tavola, cm 182 x 323. Firenze, Galleria degli Uffizi

public

La Battaglia di San romano era un trittico, in origine, esposto nella “Camera di Piero” a Palazzo Medici, che prese poi il nome di Palazzo Riccardi. “Disarcionamento di Bernardino della Ciarda” era il pannello centrale, accanto ad altre due opere commissionate per celebrare la vittoria dei fiorentini sui senesi del 1432 a San Romano. “Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini” si trova alla National Gallery, Londra, quella intitolata “Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo” è esposta alla National Gallery di Londra.

Secondo studi recenti, le tre tavole furono commissionate da Lionardo Bartolini Salimbeni, nel 1438, Bartolini, molto ricco, era un veterano della campagna militare lucchese e, probabilmente, aveva combattuto a San Romano. I figli, alla sua morte, trasferirono il trittico preso la loro villa di famiglia di Santa Maria a Quinto, presso Firenze, dove lo vide Lorenzo il Magnifico che lo acquistò nel 1484. Nel 1784 il trittico di San Romano finì agli Uffizi dove, a metà ottocento, venne smembrato.

La tavola è firmata In basso a sinistra PAVLI VGIELI OPVS.

color_lens

I colori sono tendenti al bruno ma, nel caso dei cavalli, irreali, azzurri, rosa, arancione. Il primo piano è tendente al chiaro mentre lo sfondo è scuro e molto buio.

brightness_low

La luce astratta e irreale è una altro componente che concorre a creare l’effetto metafisico dell’opera. Non si identifica alcuna fonte luminosa naturale e neppure è chiaro il momento della giornata durante il quale la scena si svolge. I cavalli e le figure chiare paiono essere illuminati dall’interno oppure fosforescenti.

Il punto di interesse principale è il cavallo bianco del comandante Bernardino della Ciarda, senese, disarcionato. Gli eserciti sono schierati  simmetricamente, a destra quello senese e a sinistra quello fiorentino. Il centro geometrico della composizione è il triangolo formato dalla gamba di Bernardino, la lancia scura che lo disarciona, una lancia bianca che proviene dall’esercito fiorentino.

Lo spazio è costruito con un uso molto rigoroso della prospettiva geometrica che trasforma i personaggi e le forme in un modellino tridimensionale del campo di battaglia. Lo spazio che ne risulta è artificiale, idealmente prospettico, pare un piano sul quale sono disposti modellini in scala delle truppe che si scontrano al centro. Le lance spezzate in primo piano, non sono assolutamente casuali, sono disposte secondo una griglia ortogonale e convergono verso il punto di fuga che si trova al centro del dipinto. Questo espediente, molto esplicito guida lo sguardo verso profondità e crea lo spazio geometrico sul terreno come potrebbe farlo una decorazione. Lo spazio così costruito suscita un’atmosfera astratta e metafisica, come congelata nel tempo. Uccello utilizzò la Perspectiva naturalis che prevede più punti di fuga.

Il paesaggio sullo sfondo non segue esattamente le regole della prospettiva di grandezza e le figure di animali risultano sovradimensionate, come anche i giovani cacciatori.

Nonostante l’uso della prospettiva e una rigorosa costruzione dello spazio, il dipinto viene considerato da storici e critici di gusto tardo gotico per la concezione decorativa delle figure, la loro disposizione elegante e le armature da torneo, piuttosto che da battaglia.

Nell’insieme le figure sembrano sovrapposte allo fondo, ritagliate e non inserite all’interno di uno spazio coerente e naturale.

Il vero nome di Paolo Uccello era Paolo Doni, nato a Pratovecchio nel 1397 e morto a Firenze nel 1475. Il Vasari nel suo testo di biografie artistiche definisce Paolo Uccello come un artista ossessionato dalla resa prospettica. Tra le sue fonti di ispirazione vi erano anche le opere del gotico internazionale. Sempre secondo il Vasari, il soprannome derivò dalla sua passione per gli uccelli che dipingeva anche nei dipinti.

La Battaglia di San Romano sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze