Ofelia di Arturo Martini

Una rappresentazione della tragica morte di Ofelia di Arturo Martini che cita i classici. La scultura fu riscoperta negli ultimi anni dopo un lungo abbandono.

Arturo Martini, Ofelia, 1922, gesso, cm 135 x 89 x 39. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione

Ofelia è distesa su di una base a forma di ovale. Il suo corpo è raccolto in posizione fetale e coperto da una semplice e leggera veste. Il suo braccio destro è posato lungo il fianco con il palmo della mano rivolto in alto. La mano sinistra invece è poggiata sul torace e trattiene un fiore in prossimità del cuore. Il capo senza vita è abbandonato su di un cuscino decorato con un motivo floreale.

Interpretazioni e simbologia

Per spingere l’osservatore a soffermarsi sulle mani e sui piedi nudi di Ofelia, l’artista ha reso queste parti molto lucide. Con questo espediente tecnico Arturo Martini volle rappresentare il destino tragico della giovane. I fiori rappresentati sul cuscino rimandano a quelli dell’opera di Millais dallo stesso titolo. Inoltre il tessuto divenuto tappeto di fiori, esalta il peso della morte rappresentato dalla testa abbandonata di Ofelia. Il palmo della mano rivolto verso l’alto è una costante iconografica utilizzata anche in molte deposizioni di Cristo dalla Croce nelle e Pietà. Per convenzione simboleggia l’assenza di vita del corpo.

I Committenti e la storia espositiva

Il gesso intitolato Ofelia di Arturo Martini è considerato di grande valore dalla critica contemporanea. Come molte opere del maestro fu dimenticato a causa della compromissione di Arturo Martini con il regime fascista. L’artista fu considerato infatti lo scultore ufficiale del ventennio. La Pinacoteca di Brera acquistò Ofelia di Arturo Martini nel 2007. L’opera è esposta accanto ad una terracotta intitolata Ofelia o la tomba della Giovinetta.

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Lo stile della scultura Ofelia di Arturo Martini

Arturo Martini fu promotore di una riscoperta della scultura classica. Nella statua dedicata al personaggio di Ofelia l’ovale del basamento è infatti un richiamo al classicismo. Ofelia di Arturo Martini è un’opera realizzato con cura. La superficie infatti è stata rifinita attentamente all’artista per rendere al meglio la consistenza dei materiali rappresentati. Così si percepisce quasi realmente la trama del tessuto che contrasta con la levigatezza della base. Il viso non è stato lucidato ed esprime una leggera opacità. Mani e piedi della figura sono invece molto levigati e attirano l’attenzione per la loro luminosità. La particolare cura nel trattare il gesso è giustificata dalla necessità di rendere la superficie solita e rappresentare il peso del corpo senza vita.

La luce sulla statua

La posizione distesa di Ofelia richiede una luce frontale e leggermente angolata che metta in evidenza le forme ricavate dal bassorilievo. Le masse del corpo sono semplici e non si creano chiaroscuri drammatici. Si formano leggere ombre che mettono in evidena le pieghe della veste.

Interazione con lo spazio

La scultura Ofelia è un bassorilievo quindi la sua fruizione corretta è possibile con una posizione frontale. Lo spazio interattivo con l’osservatore è quindi limitato e la figura sembra chiudersi nell’assenza di vita.

La struttura della statua

L’ovale del basamento condiziona tutta la struttura della scultura. Il corpo di Ofelia, per adeguarsi alla base assume una posizione a S. Questa direttrice è interrotta solo dal bracco sinistro ripiegato verso il cuore.

Consulta la pagina dedicata alla statua di Arturo Martini, Ofelia, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.