Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina di Paolo Uccello

Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina è uno dei tre pannelli dipinti da Paolo Uccello per raccontare la Battaglia di San Romano. Durante lo scontro l’esercito di Firenze sconfisse le truppe di Siena.

Paolo Uccello, Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina, 1438 circa, tempera su tavola, 181×320 cm, Londra, National Gallery

Descrizione

Niccolò da Tolentino, che indossa un elaborato cappello, guida l’assalto dei soldati fiorentini contro le truppe di Siena. Il condottiero avanza e ordina l’attacco su di un cavallo bianco bardato con finimenti preziosi. Dietro di lui i trombettieri trasmettono l’ordine suonando i loro lunghi strumenti. Un araldo avanza sventolando un grande stendardo. L’esercito di Firenze giunge intanto da sinistra per cogliere di sorpresa i senesi. Sul terreno sono caduti pezzi di lance, armi e armature. Un soldato è a terra disteso sotto gli zoccoli dei soldati di Firenze. Le armature che vengono raffigurate erano utilizzate nei tornei cavallereschi.

Una siepe con fiori divide la scena dal paesaggio della campagna toscana dove giovani nobili cacciano armati di balestra e giavellotto. Si notano anche, verso l’alto, i due cavalieri che corsero ad avvisare il capitano Michele Attendolo che determinerà la vittoria.

Interpretazioni e simbologia

I cavalieri in rosso e argento sono fiorentini mentre quelli senesi portano i colori nero e argento.

I Committenti e la storia espositiva

Il trittico di San Romano venne commissionato nel 1438 da Lionardo di Bartolomeo Bartolini Salimbeni. Il notabile commissionò le opere perché aveva partecipato alla campagna di Lucca nella quale si tenne la Battaglia di San Romano. I figli di Bartolini, Andrea e Damiano, trasferirono poi l’opera nella villa di campagna a Santa Maria di Quinto. Lorenzo il Magnifico infine interessato al trittico lo ottenne nel 1484. I pannelli furono così esposti presso La camera di Lorenzo di Palazzo Medici Riccardi.

Nel 1659 il Palazzo fu venduto con tutti gli arredi che furono posti alla Guardaroba Medicea. Il trittico di San Romano nel 1784 venne poi spostato agli Uffizi e le tre tavole smembrate perché considerate simili. Nel 1857 Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina fu acquistata dalla National Gallery di Londra. Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo diventò  invece di proprietà del Museo del Louvre di Parigi nel 1863. Il Disarcionamento di Bernardino della Ciarda rimase presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

La storia dell’opera

La tavola intitolata Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina fa parte di un trittico che narra le fasi della Battaglia di San Romano del 1432. Durante il combattimento i fiorentini guidati da Niccolò da Tolentino sconfissero i senesi. Il dipinto è uno dei primi esempi di opera che documenta un avvenimento storico. La tavola è quella delle tre più danneggiata, soprattutto nella parte bassa nella quale emerge la preparazione del fondo. Venne inoltre tagliata nella parte arcuata per adattarla alla nuova sede dopo l’acquisto da parte di Lorenzo il Magnifico.

Lo stile del dipinto Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina

La superficie pittorica, dipinta a tempera su tavola, risulta levigata e i colori sono fusi a formare un continuo morbido e sfumato. La tecnica usata da Paolo Uccello è quella della tempera a tuorlo d’uovo integrata con parti oleose per creare maggiori dettagli. Le figure sono disegnate in modo sicuro e sintetiche nella loro semplificazione formale. Sul dipinto agisce una rigorosa costruzione prospettica dello spazio. Inoltre tutte le figure sono disposte attentamente per ottenere un massimo effetto prospettico. Infine la semplificazione delle forme e il rigoroso controllo prospettico rendono, al nostro sguardo, le figure rigide e l’ambiente irreale e fantastico. In generale compaiono alcuni elementi tipici del Gotico Internazionale.

Il colore e l’illuminazione

I colori utilizzati da Paolo Uccello per il pannello Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina sono particolarmente brillanti. Oltre a pigmenti tradizionali l’artista utilizzò infatti delle lacche. Tali colori sono trasparenti e si stendono per velatura sopra alla pittura e rendono quasi vetrose le tinte. Inoltre applicò delle lamine d’argento per simulare il metallo delle armature.

I cavalli, come già nel pannello dal titolo, sono trattati come una superficie solida e semitrasparente. Gli animali assumono quindi toni di rosa, giallo e azzurro e diventano quasi fiabeschi. Il loro corpo sembra costruito con materiali artificiali e pare emettere direttamente una luce interna. L’illuminazione è diffusa e cristallina. Non si individua chiaramente la fonte solare e la scena pare illuminata artificialmente come un plastico in ambiente chiuso.

Lo spazio

Nel dipinto di Paolo Uccello intitolato Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina la prospettiva geometrica è usata per organizzare il dipinto. L’artista infatti creò una scena sulla quale la prospettiva agisce nei confronti di cavalli e cavalieri. Anche le armi, in mano ai soldati oppure a terra, sono sottoposte ad un rigoroso controllo prospettico. Pare inoltre che la scena rappresentata sia solo un pretesto per realizzare un teatro prospettico ideale. Se si osservano attentamente le lance spezzate a terra si nota che i pezzi creano una griglia prospettica.

Questa disposizione regolare dei frammenti ordina e misura lo spazio come avviene per un pavimento piastrellato. Inoltre il loro orientamento disposto in corrispondenza delle linee di fuga permette di percepire una progressione di profondità. L’effetto di questa esercitazione prospettica non tiene conto di eventuali aggiustamenti. Infatti il soldato disteso a terra, a sinistra, pur essendo in primo piano, pare molto più piccolo di quelli a cavallo. Anche gli altri tre pannelli che illustrano La Battaglia di San Romano furono concepiti con la stessa intenzione.

La Composizione e l’inquadratura

Il formato dell’opera Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina è panoramico. La scena si svolge quindi nella dimensione orizzontale che permette di rappresentare diversi personaggi. I due eserciti si affrontano al centro e sono schierati a destra, quello fiorentino e a sinistra quello senese. Nonostante l’articolazione schematica dello spazio Paolo Uccello utilizzò diversi punti di vista che rendono l’immagine irreale.

Il dipinto si può suddividere in due metà orizzontali sovrapposte. In basso il condottiero fiorentino che affronta l’esercito senese. In alto sono rappresentate alcune scene di caccia che si svolgono nelle campagne. L’orizzonte non è visibile e la scena pare osservata da una posizione alta che permette una rappresentazione simile ad una mappa. Questo effetto si realizza nel secondo piano che risulta descritto con un punto di vista diverso rispetto al primo piano. Le lance dei soldati di Firenze, a sinistra, creano una scansione regolare dello spazio. Sono infatti allineate su oblique parallele.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Paolo Uccello, Battaglia di San Romano. Niccolò da Tolentino alla testa della cavalleria fiorentina, sul sito della National Gallery di Londra.