Migrant child di Banksy

Migrant child di Banksy comparve nel maggio del 2019 a Venezia durante l’inaugurazione della Biennale Internazionale d’Arte.

Banksy, Migrant child, 2018, stencil su parete esterna. Venezia, Dorsoduro, Rio Nuovo

Indice

Descrizione di Migrant child di Banksy

Un bambino con un giubbotto nautico è in piedi e alza il braccio destro impugnando il fusto di una pianta dalla quale si sprigiona un fumo rosa. Il fumo scende dietro di lui e lascia una grande traccia sul muro. I piedi e una parte delle gambe del bambino sono immerse nell’acqua del canale.

Interpretazioni e simbologia di Migrant child di Banksy

Banksy compie questo intervento proprio a Venezia la città delle grandi navi da crociera. Inoltre dialoga con l’installazione che è presente all’Arsenale. Christoph Buchel espone la nave affondata al largo delle coste libiche nel 2015 nella quale trovarono la morte quasi 1000 persone che vennero intrappolate nello scafo.

L’artista riflette sempre su grandi questioni morali della contemporaneità. In questo modo mette a confronto l’uso di questo mezzo di trasporto nella città più turistica d’Italia . Infatti attraccate di fronte ai ricchi palazzi veneziani sono presenti yachts e panfili proprietà di poche persone estremamente ricche.

Ancora una volta Banksy riflette e ci fa riflettere sulla estrema povertà che porta i migranti a rischiare la vita traversando il mare. Ci chiede anche di considerare che altre imbarcazioni invece portano piccoli gruppi di persone intorno al mondo solo per divertimento.

Il bambino è affondato con le gambe nel canale e quindi è evidentemente in una condizione di naufrago e sta chiedendo aiuto. Infine il fumogeno in realtà è un fusto vegetale sradicato con alcune radici ancora attaccate. Il senso è quindi quello dello sradicamento dalla propria patria che diventa richiesta di aiuto.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Migrant Child (Bambino migrante) di Banksy si trova sul muro di una casa in vendita su Rio Nuovo nei pressi di Campo Santa Margherita a Dorsoduro a Venezia.

La storia dell’opera Migrant child di Banksy

Questo intervento su un muro di Venezia è comparso forse nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 2019. In questo periodo nella città si tenne l’inaugurazione della Biennale Internazionale d’Arte presso diverse sedi istituzionali. Come nel caso delle altre opere Banksy confermò la paternità dell’opera attraverso la pubblicazione di un’immagine sul suo profilo Instagram.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Migrant child di Banksy

Banksy è lo pseudonimo di un artista sconosciuto, nato forse intorno al 1974 a Bristol. Frequentò probabilmente l’ambiente underground della città e fu ispirato dalle opere del writer 3D e poi del writer francese Blek le Rat. È un importante artista di street painting e utilizza quasi esclusivamente la tecnica dello stencil. I suoi supporti sono solitamente muri di case o di altri edifici al centro di grandi città.

Infatti è importante per Banksy proporre il suo messaggio provocatorio alle persone qualunque. Utilizza grande immagini e quindi si rifà alla pratica della Pop art e della cartellonistica degli anni Sessanta del Novecento. Le sue immagini sono immediate e veloci da leggere grazie all’utilizzo di nero, bianco più qualche colore per mettere in evidenza i particolari più importanti. Banksy si concentra soprattutto su argomenti di grande attualità come l’emergenza ambientale (Season’s greeetings), i migranti, la violenza, la guerra e lo sfruttamento. Come si vede nella figura del bambino la base è una sagoma nera che viene lumeggiata frontalmente per darne in senso di tridimensionalità.

La tecnica

Il ragazzino migrante è uno stencil realizzato attraverso l’uso di mascherine di acetato o cartoncino preventivamente ritagliate. L’artista dopo aver pianificato attentamente l’opera la realizza in pochi minuti durante la notte. Le mascherine infatti vengono appoggiate al muro e spruzzate di vernice nera o bianca o di altri colori.

Il colore e l’illuminazione

Nelle opere di Banksy sono presenti soprattutto il bianco e il nero. L’artista con il nero crea la sagoma dell’immagine e col bianco la tridimensionalità. Nel bambino migrante il colore è utilizzato per evidenziare l’immagine con il particolare più significante. Il rosa che si diffonde dal fumogeno è un colore a prima vista glamour ma che rappresenta un elemento di critica verso il trattamento dei migranti. Inoltre potrebbe alludere alla giovane età del soggetto.

Lo spazio

Gli stencil di Banksy sono realizzati direttamente su un muro rovinato come quello grigio e scrostato della casa veneziana. Si tratta quindi di sagome che si stagliano graficamente contro una parete. Il ragazzino affonda le sue gambe nell’acqua e quindi si trova alla stessa altezza di coloro che navigano sul canale. La sua visione è immediata poiché anche coloro che si trovano sulla riva opposta e camminano possono vedere l’opera. Infine il passaggio di numerosi taxi di fronte all’immagine sollevano onde che continuamente lambiscono le gambe del bambino. Questo aspetto rende lo stencil particolarmente vivo poiché la sua base rappresentata dalla superficie dell’acqua cambia continuamente.

La composizione e l’inquadratura

Il bambino con il fumogeno è in piedi e quindi sorretto da una verticalità che contrasta con l’orizzontalità dell’acqua nella quale sta affondando. Invece il fumogeno crea un’onda a forma di esse che si innalza e poi scende dietro di lui creando una vasta zona rosa.

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Bibliografia

  • Karin Cruciata, L’arte di Banksy: una critica al “sistema” contemporaneo, 2014, ISBN 605-03-0544-7
  • Will Ellsworth-Jones, L’uomo oltre il muro, L’Ippocampo, 2014
  • Letizia Francesca Gilardino, Banksy: un comunicatore sociale, Università degli studi di Torino, 2010
  • Claudio Saracino, La semiotica nell’arte contemporanea. Banksy, Università per Stranieri di Siena
  • Marco Horak, Follie e paradossi del mercato dell’arte: i casi Banksy e Belamy, in “Panorama Musei”, anno XXIV, n.1, aprile 2019.

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 20 ottobre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Banksy intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di BanksyMigrant Child, sul profilo Instagram dell’artista e sul sito di Banksy.